Saluto e memoria di Teodoro Margarita a Civiltà Contadina, il giorno del suo insediamento come presidente



Asso 23 febbraio 2013, nevica.

Cari amici ed amiche di Civiltà Contadina,
sono Teodoro Margarita, ho 52 anni, vivo ed insegno nella scuola pubblica ad Asso,in provincia di Como, nel Triangolo Lariano.Ho un figlio, Janus, di 13 anni. Coltivo un mio piccolo podere sul margine di una magnifica cascata, la Vallategna, il luogo che abito si chiama Cranno ed è un luogo speciale: già 4000 anni addietro era abitato, qui si sono rinvenuti i resti del Paleolitico tra i più antichi della Vallassina. 

Sono vegetariano da oltre 30 anni, è da quello stesso anno, il 1982, che, assieme alla mia prima moglie, Eva, in un terrazzo della costa d'Amalfi, ho appreso a coltivare ed amare piante e fiori. Mia madre, contadina, è stata una delle ultime maestre di spago nel mio paese nativo, Cava de' Tirreni. Ricordo, io piccino, che "voltavo la ruota" ovvero con le manine protese, aiutavo mamma a filare la canapa. Il nostro sodalizio, nel quale milito come salvatore di semi da una decina d'anni, ha conosciuto una fluidità notevole, ragion per cui, fatti salvi i soci storici, gli attivisti e fondatori dei vari gruppi locali, risente della "liquidità" tipica della nostra postmoderna era che viviamo, quindi mi presento a voi tutte e tutti. Sono il nuovo Presidente, resterò in carica, nella speranza che la salute e la Fortuna, che la vostra collaborazione e, mi auguro, dovendolo meritare, il vostro affetto, lo consentano, per i prossimi tre anni.

Succedo ad Alberto Olivucci, per me, nell'avvicinarmi a Civiltà Contadina, prima un mito, poi un amico. Si, un mito, per chi crede che la decrescita sia un valore, che non è la tivù a dettare la gerarchia ultima nelle cose davvero importanti, ed io una tivù nemmeno la possiedo, Alberto Olivucci che ha avuto l'intuizione feconda che solamente costituendo una libera, autonoma, associazione di seedsavers, custodi di semi rurali italiana, si potevano porre le basi per recuperare, conservare, rimettere in circolo questi semi bellissimi ed antichi, portatori di una canzone lontana, carichi di colori e forme, di aromi e profumi, unici, nostri, figli della tradizione che vive in quanto si rinnova nelle semine e nei raccolti, anno dopo anno. Alberto Olivucci ha iniziato e si è portato il fardello. Egli, il nostro fondatore ha il merito di aver iniziato ed accompagnato con tenacia e pazienza questa nostra avventura.

Alberto, resta con noi, ci accompagna e condivide il cammino.

A lui, il mio grazie più sentito. Voglio ricordare un nostro amico e dirigente, la cui scomparsa ha addolorato molti dentro e fuori la nostra associazione, se è vero, ed io ci credo e lo voglio credere, che chi non è con noi ci ha solamente preceduto e ci indica la strada, io sono certo che il caro Gianfranco Zavalloni, pedagogo insigne, ecopacifista convinto, disegnatore fine, autore di quella Dichiarazione dei diritti dei bambini e delle bambine che in casa mia ci ha guidato nell'allevare nostro figlio. Gianfranco è stato in Civiltà Contadina, fondatore della rete degli Orti di pace con la quale da sempre collaboro.

Onorato il mio debito, consapevole che i debiti di gratitudine si possano veramente onorare lavorando almeno  quanto la persona che si intende omaggiare, viceversa è vaniloquio, illustro, tento, è mio dovere farlo, quanto da sempre o da ora, da Presidente, sogno di attuare. Ricercherò sempre e comunque la condivisione, cercherò la composizione di ogni controversia, in un sia pur, relativamente piccolo organismo come il nostro, non sono mancate le frizioni, le incomprensioni. 

Il "motu proprio" non mi si confà. Già ben consapevole che i tre anni in carica saranno, se anche li dovessi vivere galoppando in sella a briglia sciolta, affatto sufficienti a realizzare quanto ho nel cuore e nella mente.

Se potessi, se avessi una bacchetta magica, gli Ogm sarebbero banditi, al pari delle armi nucleari, una volta e per sempre dal nostro Pianeta. Non è così, se siamo qui è perché precise e potenti, ultrapotenti lobbies li sostengono, impongono, foraggiando, corrompendo, assassinando a tutto spiano, specie nel Sud del mondo. 

Noi siamo qui, siamo gli alfieri della biodiversità. Parola difficile, io dico, siamo semplicemente, ciascuno di noi, ciascuno di voi, socia o socio, per un metro quadro o per ettari, per un vaso sul balcone o per campi più vasti, detentori di semi di vita, portatori di libertà e riproducibilità.

Tutto il mio agire andrà in una sola direzione: ottenere per questa vitale feconda, gioiosa biodiversità italiana e planetaria, visibilità, libertà di circolazione, di riproduzione, nel dono, nello scambio e, ma avrò occasione di tornare su questo, anche nella vendita,  e per questo mi batterò con le armi della tenacia e della parola, dell'esempio e della persuasione civile. 

Ho fondato il primo gruppo locale di Civiltà Contadina, dedicherò a questi le mie attenzioni, ciò significa, nel solco di quella fiducia senza la quale io stesso nulla avrei potuto nel mio territorio, che sarò ovunque invitato, scriverò e se sollecitato, consiglierò.

Nell'associazione abbiamo competenze e capacità, il Consiglio Direttivo mi starà vicino.

Siamo radicati soprattutto nel Centro-nord, o piuttosto nel Nordest, dovremo riequilibrare la nostra area di operazione. La biodiversità italiana è figlia e frutto delle regioni, tutte, nella penisola e nelle isole, lavoreremo in questo senso per un riequilibrio.

Ben al corrente del pullulare di altre iniziative, di altri gruppi, spontanei, o organizzati, aventi simili ragioni sociali, stiamo assistendo e siamo fieri di essere stati tra i pionieri, a scambi di semi ovunque in Italia, dal Veneto alla Campania, all'Emilia, un po' dappertutto giovani ricercano e intessono eventi legati al tema del buon seme riproducibile, intendo lavorare per fare della nostra associazione il lievito capace di far crescere, senza gelosie, inutili e dispendiose rivalità fuoriluogo, noi sappiamo quanto valiamo, tutta questa Primavera di biodiversità. Una primavera che si annuncia giovane e grintosa, abbiamo l'esperienza necessaria a capire, ad indirizzare, a consigliare. Noi ci saremo, Civiltà Contadina, a buon diritto presente nella Rete Semi Rurali, saprà esserci e crescere, in questo comune movimento. La presa di coscienza più ampia possibile dell'importanza, dirimente, della biodiversità, questione vitale sul collo delle generazioni a venire, è in noi, lavoreremo ed intrecceremo relazioni, in Italia e all'estero, saremo una gemma, questa nostra bella Civiltà Contadina, preziosa nel mondo in crescita di quanti hanno compreso.

"Nel seme c'è la speranza della vita, nel seme c'è la culla delle cose, facciamo fiorire il seme, facciamo fiorire le rose, facciamoci rondini e chiamiamo la Primavera, chiamiamola inSiEME."


Teodoro Margarita, neo presidente di Civiltà Contadina.
Discorso tenuto il giorno del suo insediamento 

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