Teniamoci pronti all'unità - Bioregionalismo ed ecologia profonda a Vignola il 22 e 23 giugno 2013 - Incontro Collettivo Ecologista



Una cosa che sempre mi ha fatto riflettere è la scoperta fatta dai genetisti, analizzando il genoma mitocondriale, che noi europei discendiamo da 12 donne emigrate dall'Africa. 


Dodici apostole di vita e madri di tutti noi europei. Se poi consideriamo che nei secoli l'Italia è stata abitata da centinaia di popolazioni diverse in continuo mescolamento fra loro, comprendiamo che l'identità bioregionale non può certamente essere basata sull'appartenenza genetica ad una certa comunità che vive nel luogo, bensì alla capacità
di vivere in sintonia con il luogo e con tutti i suoi abitanti,
animali compresi.



Il pensiero e l'ideologia e le religioni alienano l'uomo dall'uomo e l'uomo dalla natura mentre il senso di comunità che sorge dal condividere l'esistenza nello stesso luogo è qualcosa di sano e di concreto. Questo è l'approccio bioregionale e questo è anche il modo in cui cerco di rapportarmi con gli altri e con l'ambiente.

Avevo scritto di Treia, il luogo in cui attualmente vivo, che è "il centro del mondo" come qualsiasi altro luogo in cui si vive lo è, poiché il centro del mondo è ove si manifesta la presenza.

Nel sentirsi parte del luogo c’è da considerare anche l’aspetto emozionale e “biologico” del pensiero, il pensiero non è solo speculativo o proiettivo, o perlomeno lo è solo nella sua forma visibile allorché si concretizza in una scelta abbinata ad un interesse specifico (che sia quello di un "io" di una nazione o di una comunità in cui ci si riconosce). 


Siamo però consapevoli che la matrice del pensiero è “biologica”? Ed essa non tiene conto dei risvolti e delle conseguenze, se non in funzione di un “progetto” globale evolutivo (tentativi ed errori, causa ed effetto, chiamatelo
come vi pare).

La mente è un ricetrasmettitore, è una radio od un televisore od un computer, ma l’operatore che immette dati e fa sì che i diversi programmi vengano sviluppati (sulla base di norme prestabilite e connaturate nelle capacità “tecniche” del mezzo stesso) è incontrollabile dal mezzo, essendo vero l’esatto contrario.

Bios è la “Forza” l’aggregazione che presume di incarnarla è solo il braccio che si muove… La decisione non è del braccio ma appare come tale. La Vita nella sua totalità inscindibile spinge e genera “creature” atte a manifestare il suo “gioco”. 


Un esempio pratico.. quando sorge un pensiero nella nostra mente ed in conseguenza a ciò prendiamo una “decisione”.. ci siamo mai chiesti da dove sorge quel pensiero? Quale è la “Forza” che lo rende visibile alla nostra mente?


Così è per tutto il resto: yin e yang, luce e tenebra, chiaroscuri necessari per il sogno! Ciò non ostante… è “corretto” e “consono” che ci si muova e si agisca nel mondo secondo il proprio sentire (qualsiasi esso sia).

Vediamo inoltre che i vecchi equilibri basati su una appartenenza etnica o culturale o religiosa non sono più sufficienti a tenere incollata la società. Gli umani nel tentativo di uniformasi alla globalità hanno perso il senso della dignità e del rispetto per la diversità. 


Ritengo comunque che per una opposta tendenza compensativa succederà che questa “separazione” sfocerà necessariamente al ri-accostamento interiore e dell’uomo verso l’uomo. In fondo quanto possiamo separarci da noi stessi senza perire?

Ecco infine che l’allontanamento si trasforma in avvicinamento… La vita è elastica e non può andare in una sola direzione. 


Ora nella società  sorge la necessità di nuove forme di equilibrio, più radicate nella coscienza della comune appartenenza alla vita. Un avvicinamento alla coscienza universale. Infatti il senso di comune appartenenza porta alla condivisione del criterio di vita, ad atteggiamenti simbiotici e ad uno stato di coscienza comunitario.

L’evoluzione spirituale richiede che le persone non si riconoscano più nelle  religioni o nelle ideologie, etc. Sopravviene così la coscienza che "separazione" è solo un concetto per giustificare degli “indirizzi” personalistici ed egoici che spaccano il mondo e l’essere. 


Il diritto di abitare nel “condominio terra”, non può essere codificato dalla nascita, dall’etnia, dalla nazionalità o dalla condizione economica, etc. bensì dalla capacità di rapportarsi al luogo in cui si vive in sintonia con l’esistente.
E questo è il senso del bioregionalismo e dell'ecologia profonda.


Paolo D’Arpini


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Di questo e simili temi se ne parlerà durante l'Incontro Collettivo Ecologista che si tiene a Vignola (Mo) dal 22 al 23 giugno 2013 - Programma: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2013/03/02/incontro-collettivo-ecologista-vignola-mo-22-e-23-giugno-2013-%E2%80%9Cecologia-profonda-e-bioregionalismo-per-la-riscoperta-dellidentita-locale%E2%80%9D/







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