Occupazione del territorio palestinese da parte dell'entità sionista - Papafrancy, al contrario di Paparatzi, pappa e ciccia con Israele...

Dopo le proteste dell'entità sionista per il voto ONU del 2016  che condannava  l'occupazione del suolo palestinese con nuovi insediamenti  israeliani (vedi: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2016/12/26/netanyahu-convoca-a-natale-gli-ambasciatori-del-voto-onu-stati-uniti-compresi/) si riscopre che persino l'ex papa Ratzinger era dello stesso parere dell'ONU, il che pone nuovi dubbi sulle ragioni delle sue dimissioni e sostituzione con il papa Bergoglio, prono al volere dei fratelli maggiori (vedi:  http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2015/11/il-nuovo-vecchio-tempio-di-gerusalemme.html) e propenso all'accorpamento delle tre pseudo religioni di origine semita, soprattutto in riferimento al ricongiungimento con la fede giudaica. 

Ecco l'articolo del 2010 che conferma quanto sopra detto:

"Città del Vaticano La Bibbia non può giustificare le «ingiustizie»: si è concluso con una condanna politica e teologica dell’occupazione israeliana dei territori palestinesi il Sinodo vaticano sul Medio Oriente, a cui hanno partecipato, insieme a Benedetto XVI, 185 padri sinodali, tra cui tutti i patriarchi e vescovi della regione mediorientale.
Nel messaggio finale, l’'Assemblea sinodale ha chiesto all’Onu e alla comunità internazionale di mettere fine all’'occupazione israeliana dei territori palestinesi, «attraverso l’applicazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite», a partire dalla 242, che invocava il ritiro israeliano nei confini precedenti alla guerra del 1967. I vescovi hanno rilanciato anche la questione del ritorno dei rifugiati palestinesi e una soluzione che garantisca il carattere multireligioso di Gerusalemme, invitando il governo di Netanyahu a non compiere «atti unilaterali».
Ma ad andare ancora più a fondo, sopratutto sul piano teologico, è quella parte del messaggio finale del Sinodo dedicata al «dialogo con i nostri concittadini ebrei». «Non è permesso - hanno sottolineato i padri sinodali - di ricorrere a posizioni teologiche bibliche per farne uno strumento a giustificazione delle ingiustizie». Tanto per essere chiari: «Per noi cristiani non si può più parlare di terra promessa al popolo giudeo», ha detto nella conferenza stampa conclusiva monsignor Cyrille Salim Bustros, arcivescovo dei greco-melchiti della diaspora negli Stati Uniti, e presidente della commissione che ha redatto il messaggio finale. «La terra promessa è tutta la Terra. Non vi è più un popolo scelto», ha aggiunto, osservando che il Nuovo Testamento ha superato il Vecchio. Dunque: «Non ci si può basare sul tema della Terra promessa per giustificare il ritorno degli ebrei in Israele e l’'esilio dei palestinesi».
L’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, Mordechai Lewy, ha parlato di «bizzarre interpretazioni della Bibbia». (Fonte: Il Giornale del 24 ottobre 2010)"


Paolo D'Arpini








Telegramma di G. Bonconte Montefeltro: "LEGGERSI CORRELAZIONE USO TEOLOGICO BIBBIA ID EST TANAKH LIBRI 39 SVENTOLATA AMBASCIATORE ISRAELE POST MOZIONE ONU CONTRARIA INSEDIAMENTI ULTERIORI TERRITORI OCCUPATI STOP DATA ARTICOLO REGNANTE BENEDETTO XVI PAPA ET RELATIVE POSIZIONI ATTEGGIAMENTO VATICANO CIRCA ARGOMENTO INDUCONO RIFLESSIONI ULTERIORI RIMOZIONE RATZINGER SOGLIO PONTIFICIO STOP FINE TRASMISSIONE STOP"


Altri articoli in sintonia: 

http://paolodarpini.blogspot.it/2016/10/palestina-occupata-il-testo-approvato.html

http://paolodarpini.blogspot.it/2015/07/francesco-grande-amico-dei-fratelli.html

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