Buddismo... una scienza esatta!


"Spezzato il circolo vizioso, conquistata la libertà dal desiderio, la fiumana, prosciugata, non fluisce più; la ruota, infranta, più non rivolve. Questa, solo questa, è la fine del dolore."  (Buddha Sakyamuni, in Udana, VII, 2)  
Questa è davvero la massima più ostica per gli occidentali. Però, se ci si pensa bene, quanta verità – e sempre più evidente, anche e soprattutto a noi – nel detto lapidario… 
In effetti la società del crepuscolo borghese, dello spettacolo-degli spettri, “produce” gli esseri umani proprio in quanto “macchine desideranti”… 
Un continuo trapassare da un oggetto all’altro, anzi ormai da un sostituto spettrale a uno successivo, senza tregua, all’infinito, “individui” soggetti all’oggetto come a una chimera, consumati e annullati nel mulinello delirante. Il “pieno appagamento” non può esistere, perché niente e nessuno lo può pagare-comprare. E, d’altra parte, è inconcepibile dentro la macchina-vortice, che gira e vive solo in base all’insoddisfazione sempre rinnovata, inesausta. 
A me interessa per gli spunti di liberazione che può dare OGGI, quell’antico sguardo cristallino,  chiamato "buddismo". Anzi, mi sembra che essendo, prima che “religione”, una grandiosa disciplina – atea – di disvelamento degli errori-illusioni della mente, proprio nel regno della menzogna universale e della servitù volontaria compiuta possa rivelarsi particolarmente efficace. Fermandoci per un istante (eterno), almeno con la meditazione, la natura del desiderio e la sua valenza intrinseca in rapporto alla autodeterminazione dell’individuo ci può finalmente apparire sotto una luce diversa. Molte certezze svaniscono, ma si è come sgravati da un incubo. Più leggeri e più liberi”
Ciò che occorrerebbe nel campo della ricerca interiore, secondo me, è una completa e radicale de-”massonizzazione”, id est de-giudaizzazione (la massoneria letteralmente si disfa e svanisce come castello di spettri al sole se le si toglie la cabala, la Torah e tutto il cumulo di illusioni-menzogne chimeriche all’uncino, DOC, che la informano). 
E’ solo a causa del trionfo “ecumenico” del cristianesimo che la lebbra veterotestamentaria si installò stabilmente in ogni ambito della spiritualità, così di quella ufficiale come, ancor più, di quella segreta. Si pensi alle “Chiese gnostiche” dell’Otto-Novecento, agli “Eliphas Levi”, allo stesso Martinez de Pasqually e ai suoi “Eletti Cohen”, a tutti gli ordini e gradi, appunto, della massoneria (del cui albero le varie conventicole “esoteriche” moderne sono state quasi sempre fronde)… Rarissimi i ricercatori spirituali che seppero fuoriuscire da questa radice appestata, respirare aria scevra dai suoi miasmi – non Evola, e neanche Guénon. 
Eppure esisteva, esiste, un bacino enorme e meraviglioso di conoscenze (e di vie d’autorealizzazione) che prescindono completamente dall’ebraismo e dalle sue emanazioni: l’Egitto immenso, il mondo politeista greco-romano, l’oriente donde viene la luce. Questa necessità VITALE l’aveva ben compresa il mio primo Maestro d’astrologia, scomparso prematuramente, Angelo Angelini, che sempre ricordo con grandissima stima…
Joe Fallisi

2 commenti:

  1. Commento ricevuto via email da Marco Bracci:

    "Il buddismo è una pratica molto avanzata e sofisticata, messa a punto per tentare di raggiungere la perfezione, quella perfezione a cui tutti gli esseri umani aspirano e verso cui sono spinti dagli impulsi della loro coscienza.
    La perfezione per il buddista è il Nirvana, il Nulla, cioè proprio quella condizione voluta dagli avversari del Creatore dell’Universo, quindi il buddista si sforza di raggiungere la perfezione, ma dà energia al negativo e non alla corrente positiva.
    Infatti, errore ben più grave del precedente, che alla fin fine è inconsapevole, viene commesso dal buddista quando crede di poter raggiungere tale perfezione a suon di sforzi fisici e mentali, talvolta sovrumani.
    La perfezione si raggiunge in un solo modo: analizzando se stessi, scovando cosa in noi non corrisponde alle leggi spirituali eterne che governano l’Universo (ricordo che noi siamo un Piccolo Universo in tutto uguale al Grande Universo, quindi anche l’uomo è governato e tenuto a rispettare tali leggi) e sforzarsi di cambiare, pentendosi e non rifacendo più gli stessi errori. E perdonando gli altri umani per i loro errori verso di noi.
    Con le pratiche buddiste si può raggiungere un elevato livello di conoscenza e di coscienza, ma mai la possibilità di superare la barriera di luce che separa i Cieli Puri dal mondo materiale e basso spirituale.
    Infatti, attorno a tale barriera ci sono molti “maestri” buddisti o simili che aspettano di varcarla e lo faranno solo dopo che avranno riconosciuto il Cristo in loro e percorso la via del pentimento e del conseguente rispetto delle suddette Leggi Eterne e Universali, che sono riassunte nei 10 Comandamenti e nel Discorso della montagna di Gesù. Tutto il resto è solo elucubrazione umana.
    Quanto sopra affermato è il sunto di una rivelazione divina di una ventina di anni fa. E, come dice lo Spirito, chi vuole accettarla l’accetti, chi la vuole rifiutare la rifiuti, ma sappia che non ci sono altre vie per disincagliarsi totalmente dalla condizione umana e ridiventare divini." Marco Bracci

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  2. Aggiungo: quale padre gioirebbe nel vedere i suoi figli flagellarsi, camminare o salire delle scalinate impervie stando sulle ginocchia, dormire sui chiodi e altre cose del genere che molti fanno perché credono, in tal modo, di avvicinarsi a Dio? E allora perché il Padre perfetto dovrebbe gioire del dolore dei Suoi figli? Ne consegue che ogni pratica atta a martirizzare e tormentare il proprio corpo è satanica e non fa giungere al Paradiso, come invece crede chi le compie. E sono satanici anche coloro che spingono certe persone a credere che siano pratiche che portano all'evoluzione. L'unica cosa che il nostro Padre vuole è il nostro bene e il nostro bene viene solo dal rispetto delle Sue Leggi perfette.

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