Congruità non sempre è sinonimo di saggezza...



Integrati dal sistema elementale, fondamentalmente due sono gli indirizzi culturali della Cina, il Confucianesimo ed il Taoismo, la via della correttezza e la via della spontaneità. Ricettacolo di questi due aspetti sociali è il Libro dei Mutamenti, cioè l’I-Ching, uno dei saggi testi più antichi dell'umanità. In esso sono integrati diversi commenti di Confucio e di Lao Tze, nonché considerazioni più tardive di matrice Chan (Meditazione Buddista). All'I-Ching sono riconducibili anche i basilari archetipi psichici dello zodiaco cinese e i due aspetti dello Yin e dello Yang, il Femminile ed il Maschile, la Tenebra e la Luce, la Terra ed il Cielo. 

La spontanea e naturale interazione degli opposti, in continuo movimento, descritta nell'I-Ching, è lo stesso del greco "Panta rei os potamòs" (tradotto come ‘Tutto scorre come un fiume’), il celebre aforisma attribuito ad Eraclito, vissuto contemporaneamente al saggio Lao Tze. Ma anche nel ‘Libro dei Proverbi’ di Salomone si inneggia allo sposalizio del Cielo con la Terra, alla congiunzione degli opposti ... il serpente che si morde la coda ... come miracolo delle polarità che si integrano, dei due che sono uno, della dolcezza di un cuore di donna che acquieta l'aggressività dell'uomo...  E' questa l'intelligenza che guida la Natura in ciò che oggi chiamiamo ‘evoluzione’, che ha fatto dire a Leone Tolstoi: "Se un uomo vuole aiutare il mondo, non deve pensare di fuggire dal mondo. Deve imparare a conoscerlo e a vivere in esso, diventando un'oasi, un rifugio per chi è alla ricerca della propria anima". 

Ed è proprio cercando di ritrovare la comprensione della nostra vera natura e del corretto agire nel mondo.  Con l'aiuto dei principi fondamentali del Libro dei Mutamenti (I Ching) è possibile realizzare nella maniera più completa le facoltà interiori dell'uomo. Questa possibilità è fondata sul fatto che l'uomo ha in sé facoltà simili al Cielo e alla Terra, in quanto egli è un micro-cosmo. Poiché nel Libro dei Mutamenti sono riprodotte le leggi di Cielo e Terra esso fornisce gli strumenti per coltivate la propria natura intrinseca, cosicché le più intime qualità buone possano dispiegarsi. In particolare due cose vengono prese in considerazione: la saggezza e l'operare, l'intelletto e la volontà. Quando intelletto e volontà sono centrati nel modo giusto anche la vita emotiva giunge alla giusta armonia.  Di tutti i segni o esagrammi uno dei più significativi per rappresentare questa armonia è l'esagramma T'ai - La Pace. 

Il segno si riferisce ad una stagione in cui, per così dire, il Cielo è in Terra. Corrisponde all'inizio della Primavera (stagione della Lepre). Nel mondo degli uomini questo esagramma simboleggia un tempo di concordia sociale. I superiori si chinano verso gli inferiori, i quali sono ben disposti verso i superiori; così che cessa ogni ostilità. Così il Luminoso esercita un'azione vigorosa e l'Oscuro è remissivo. In tal modo ambo le parti hanno ciò che a loro compete, infatti, quando i buoni si trovano in posizione dominante anche i cattivi subiscono il loro influsso e si emendano.  Quando nell'Uomo regna lo spirito che viene dal Cielo, anche la sua natura animale ne è regolata e trova il posto che le compete. Nel commento al nove al secondo posto nell'esagramma è detto: é importante possedere la grandezza interiore per sopportare anche le persone imperfette. 

Un vero Maestro non conosce materiale sterile, da tutto riesce a ricavare qualcosa. Questa magnanimità non è affatto trascuratezza o debolezza, occorre però guardarsi dalla costituzione di fazioni e combriccole, infatti anche se coloro che hanno idee affini sono uniti nello Spirito, essi non devono formare un partito, anzi, ognuno deve fare singolarmente quel che sente come proprio dovere personale. 
A proposito delle giuste regole nella società, nel commento al sei al quinto posto è detto: il sovrano I T'ang aveva stabilito che le principesse imperiali, nonostante fossero di rango superiore a quello dei loro mariti, dovessero seguire il marito come qualsiasi altra moglie. Qui c'è il richiamo all'unione veramente modesta tra alto e basso che reca fortuna e prosperità.  La serie consiglia buona condotta e contentezza, allora regna tranquillità. Pace significa unione e concordia. Il movimento dell'esagramma nel suo insieme produce una vittoriosa ascesa dei principi del nobile e la ritirata dei principi degli ignobili. 

Qui si rappresenta un tempo di "primavera" nell'anno e nella storia dell'uomo. Il sei al quarto posto afferma: "Egli scende volteggiando, senza vantarsi della ricchezza insieme al suo prossimo, schietto e sincero". Ciò significa che il nobile ha rinunciato al vantaggio materiale che gli arriderebbe ove si unisse egoisticamente all'ignobile.  Confucio disse commentando la Verità interiore: "La vita guida l'uomo ponderato per sentieri tortuosi. Spesso è impedito il saldo incedere, poi la Via ritorna dritta. Allorché gli uomini sono uniti nell'intimo del cuore infrangono i vincoli di bronzo e di ferro. E quando due , nell'intimo del cuore, si intendono appieno, le loro parole sono soavi e forti, come profumo di orchidee".  Nell'esagramma Lin  - 

L'Avvicinamento. Sopra c'è il Trigramma Kun, la Terra. Sotto il Trigramma Tui, il Sereno, il Lago. Avvicinamento vuol dire diventare grandi. Sentenza: L'Avvicinamento ha sublime riuscita. Propizia è perseveranza. Quando vi è l'ottavo mese è sciagura. Commento alla decisione: l'Avvicinamento. Il solido penetra e cresce. Sereno e devoto, il solido sta nel mezzo e trova corrispondenza. "Grande riuscita per conformità" questo è il corso del cielo. 
"Quando viene l'ottavo mese vi è sciagura". La caduta non si fa aspettare a lungo. Immagine: Al di sopra del lago è la terra: l'immagine dell'Avvicinamento. Cosi il nobile è inesauribile nella sua intenzione di insegnare, e senza limiti nel sostenere e proteggere il popolo.  Dopo il Solstizio invernale, la forza luminosa è nuovamente in fase crescente. Il bene comincia a farsi strada e trova accoglienza in luogo influente. Questo è un tempo pieno di speranza, la primavera si avvicina e la gioia è alla portata di chiunque la voglia afferrare. L'importante è impegnarsi con perseveranza per raggiungere l'obiettivo. Per sfruttare il favore del tempo, è necessario un lavoro deciso e perseverante. La primavera non dura in eterno; se si affronta il male prima che sia del tutto manifesto, lo si potrà combattere e lo si potrà padroneggiare. Come il lago mostra la sua inesauribile profondità, così il saggio è inesauribile nella sua propensione ad insegnare agli uomini. E come la terra è ampia, e sostiene ed alimenta tutte le creature, cosi il saggio cura e sostiene tutti gli uomini senza escludere una parte dell'umanità con barriere di qualsiasi natura. 

Occorre prestare attenzione a non perdersi nelle correnti del tempo e mantenersi nel giusto. Infatti il destino reca con sé anche il regresso. Ma se viene suscitato in tempo un movimento di ascesa, sarà abbastanza forte per contrastare anche il destino nel momento in cui le sue conseguenze, senza le dovute precauzioni, comincerebbero a farsi sentire. 
Consiglio dell'esagramma: che abbia inizio un vero e proprio cambiamento! Muoviti, incontra, apri la strada alle novità e sarai cosi capace di sormontare qualsiasi ostacolo si frapponga sulla via, e di essere un modello d'esempio positivo per gli amici! Ma, solamente individuando da subito gli errori, ti sarà possibile correggerli ed evitare il peggio. Basta sapersi guardare dentro con saggezza per trovare la strada giusta per affrontare una decisione importante. E così sarai in grado di esprimere sensazioni profonde su ciò che è giusto e vero. Queste qualità per analogia mi fanno ricordare gli eventi e gli episodi leggendari della vita del grande maestro Taoista Zhuang Zi, vissuto realmente nel III secolo a. C, ed autore del "Libro del fiore del sud". 

Un esempio di comportamento nobile che quaglia in modo perfetto con il commento di Richard Wilhelm per la sesta linea superiore dell'esagramma Lin, in cui si descrive l'atteggiamento del saggio, che ha già superato il mondo e che interiormente non ha più alcun legame con l'esistenza mondana, ma che però talora può trovarsi nella situazione di dover rientrare ancora una volta nella società, per avvicinarsi agli altri ed impartire i suoi insegnamenti e fornire il suo aiuto. Ciò è di grande salute per il suo prossimo, ma anche per lui questo magnanimo umiliarsi non è una macchia.
  
Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica


Il peccato originale è solo delle religioni che l'hanno inventato...


Risultati immagini per peccato originale

Sulla necessità di riconoscere da parte della Chiesa che non esiste un peccato originale che in tutti si trasmette.  E' infatti oggi riconosciuto che il racconto dei primi undici capitoli della Genesi non ha carattere storico ma mitologico, si tratta di antiche tradizioni popolari ebraiche.

E' infatti ovvio che Adamo non può essere il primo uomo, né Eva la prima donna, né ambedue la prima coppia; per le quali, secondo i risultati della paleoantropologia, bisognerebbe arretrare di centinaia di migliaia d'anni.

Per cui non è storico né reale Adamo, come non è storico né reale il suo peccato; e tanto meno la sua trasmissione.

Può darsi che Paolo lo pensasse, in quel passo della Lettera ai Romani. In verità, però, a Paolo premeva il raffronto tra Adamo da cui parte la storia di peccato dell'umanità; e il Cristo, da cui parte la nuova storia della redenzione e della grazia.

E' lì che si frappone il famoso errore di traduzione dal greco al latino: in quo, in Adamo tutti hanno peccato; errore che viene assunto in termini stretti e rigorosi da una Chiesa che mira a deprimere l'uomo per dominarlo meglio; la Chiesa gerarchica e imperiale, tanto lontana dal modello evangelico e apostolico della comunità fraterna.

Urge ora che all'umanità sia tolta questa falsa macchia, questo pseudo-peccato presente nell'uomo fin dalla concezione, nel bambino, nella sua mirabile innocenza.

Bisogna ora fare il passo decisivo, liberare l'umanità da questo falso peccato e dalle sue conseguenze.  

 Prof. Arrigo Colombo



La missione personale di ognuno...

 

Immagine correlata

....non posso esimermi dal fare alcune riflessioni dopo i cruenti fatti che sempre più costellano la cronaca quotidiana. La società umana sembra destinata alla disgregazione ed alla autodistruzione. Le forze del "bene", ovvero della consapevolezza dell'unitarietà della vita, sembrano non avere sufficiente forza per poter cambiare il corso rovinoso delle cose che precipitano attorno a noi, ed in noi…

La missione personale di ognuno

Non dobbiamo arrenderci, la  riuscita sta nella nostra perseveranza e coraggio nell'affrontare le contingenze. D'altronde l'umanità ha vissuto anche in passato momenti drammatici eppure la vita e l'evoluzione sono andate avanti.
Come un intagliatore cesella lentamente un pezzo di legno fino ad ottenerne una scultura, così noi perfezioniamo continuamente l'opera mentre viviamo. Quando una parte dell'opera è compiuta si prova un senso di appagamento ma subito dopo si continua a lavorare su un altro aspetto della nostra persona. Secondo la teoria evoluzionista procediamo attraverso una spirale ascendente ed infinita nel contesto di un processo universale. Nel I Ching è chiamata "costanza nella mutazione". a missione personale quindi si compie durante l'intera esistenza.…
Perciò, malgrado la durezza dei tempi,  non demordiamo nella nostra battaglia "per una coscienza comunitaria"... Il bello del sincretismo ecologista  è che  si deve (e si può) avere il coraggio di convivere con chi la pensa diversamente da noi, nella consapevolezza che le idee sono solo immagini che appaiono nella mente e quindi non possono divenire sufficiente ragione di divisione all'interno della comunità umana.
E qui riporto alcuni pensieri da "Le cose che ho imparato nella vita" di Paulo Coelho:
- Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
- Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
- Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
- Che le circostanze e l´ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
In questa frasi sono espressi alcuni concetti che inneggiano alla consapevolezza che nessuno di noi può essere scisso o estraniato dalla società in cui viviamo.  Il fatto è che ognuno di noi è soggetto a variazioni di giudizio e le cose necessariamente cambiano, per cui fossilizzarsi su una posizione non è saggio.
Allo stesso tempo è corretto e giusto che ognuno esprima la propria opinione, ma queste opinioni - secondo me - non dovrebbero essere sufficiente motivo di separazione e divisione nel contesto umano.
Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica



Cultura ancestrale e sangue mestruale....


Risultati immagini per Cultura contadina ancestrale e sangue mestruale

Uno dei legamenti più utilizzati e creduti potenti nelle locali pratiche magiche legate alla cultura contadina è quello con l'utilizzo di sangue mestruale. Per legare a sé un uomo, la donna (direttamente o sotto la guida della “masciàra”) deve offrirgli una bevanda contenente il proprio liquido mestruale. Sino a tempi recenti è sopravvissuta in loco l'usanza, molto temuta dagli uomini, di versare alcune gocce di sangue mestruale nel caffè offerto alla “vittima”. 
Come spiega la Gimbutas, sin dall'antichità al sangue mestruale è stata data una forte valenza magica essendo stato identificato dalle antiche popolazioni come il simbolo potente della creazione. Nel mito di Demetra , la dea compie, anteponendo ad esso formule sacre e segrete, un antico rito (prerogativa anche delle sue sacerdotesse) che consiste nello spargere sulla terra il sangue mestruale mescolato a saliva, al fine di aprire le viscere dell'Ade (mentre è alla ricerca di sua figlia Persefone). Tale rito era utilizzato dalle stesse sacerdotesse per evocare Demetra. Il sangue mestruale è la prova fisica di un Mistero che ha governato un mondo pacifico per millenni, è la prova tangibile della nostra connessione con la Terra e i suoi Cicli Naturali, è la prova che le donne rappresentano ancora oggi il punto d’accesso fra cielo e terra. 
Il ciclo mestruale in tempi più "recenti" è diventato un tabù, ce lo hanno fatto credere, ci crediamo noi in primis e perpetuiamo questa falsa credenza di madre in figlia, di generazione in generazione.
Noi stesse ci rapportiamo con esso come se fosse qualcosa da nascondere, da tenere segreto, come se “non esistesse”. Lo trattiamo come un evento fastidioso da normalizzare a qualsiasi costo. Non è più quell’evento straordinario che celebra la Femminilità, ma qualcosa da trattare come se non esistesse.Il ciclo mestruale è un tabù religioso: Per moltissime religioni la donna durante il ciclo è considerata immonda.
Anche la religione cristiana è piuttosto chiara, in merito: ecco alcuni versetti biblici tratti dal libro Levitico 15,19-31 “Quando una donna abbia flusso di sangue … la sua immondezza durerà sette giorni; chiunque la toccherà sarà immondo fino alla sera. Ogni giaciglio sul quale si sarà messa a dormire durante la sua immondezza sarà immondo…. Se l’uomo si trova sul giaciglio o sul mobile mentre essa vi siede, per tale contatto sarà immondo fino alla sera. Se un uomo ha rapporto intimo con essa, l’immondezza di lei lo contamina… Quando essa sia guarita dal flusso, conterà sette giorni e poi sarà monda. L’ottavo giorno prenderà due tortore o due colombi e li porterà al sacerdote… Il sacerdote ne offrirà uno come sacrificio espiatorio e l’altro come olocausto e farà per lei il rito espiatorio, davanti al Signore, per il flusso che la rendeva immonda.” 
La donna sanguina, lo fa ogni mese, ma non muore. Tutti i mesi ricorda in maniera naturale il ciclo della vita, tutti i mesi nasce, muore, e rinasce.Questo rende il sangue Femminile un potentissimo mezzo per propiziare, celebrare, nutrire. E’ la prova della Vita, dell’esistenza della Vita, della ciclicità della Vita.Il flusso mestruale faceva parte del Mistero della Vita e gli uomi ci si approcciavano ad essa in maniera misterica, si accordavano energeticamente ai flussi vibrazionali del Sangue Femminile, ne venivano arricchiti solamente avvicinandosi.
In antichità le donne usavano stare insieme durante il ciclo, condividendo passioni, creatività, canti, ed erano talmente allineate che il ciclo avveniva in loro in maniera omogenea, tutte nello stesso periodo, di luna piena o di luna nuova. In quel momento i poteri erano al massimo, le percezioni allargate, e in proprio in quei momenti si emettevano oracoli, leggi tribali, decisioni.Scopriremo presto che in quei magici giorni davvero potremo fare cose straordinarie, e riscoprire quindi una Femminilità più Profonda, più ampia, e in accordo con i Cicli Naturali della Terra, la nostra Grande Madre.

Immagine correlata
(Fonte: Qùantic Magazine)

Treia. La prima volta che visitai Villa "La Quiete"...



...era da anni che non visitavo un parco ricco di monumenti come questo di Villa Spada (o La Quiete), certo non è ampio e antico come quello di Villa Lante di Bagnaia, ad esempio,  ma ha il fascino di offrire una vista a tutto campo, dominando una pianura ondulata che tutto lo circonda.  Villa Spada si trova su una collina poco più bassa di quella sulla quale insiste Treia. 


Era il 20 marzo 2016, primo giorno di primavera e primo giorno in cui Villa "La Quiete" era restituita alla comunità. Mi sembrava che tutto il popolo treiese si fosse dato appuntamento, proprio lì, su quel cucuzzolo. Un popolo variopinto, completo di donne, bambini, padri di famiglia, anziani... ognuno con la sua memoria da raccontare:  “Ricordo che...” -”quando ero bambina c'era...” - ”tutt'attorno si sentiva un profumo di fiori che ora non sento più” - “Questa era la casa del custode dove abitava mio nonno”... 

Ascoltando in silenzio, da solo, gironzolando nel boschetto e nel giardino, senza seguire un percorso preciso, mi sembrava di stare sotto al sole dell'avvenire, in cui il popolo sovrano riprende possesso della sua storia e della terra dei suoi avi. 

E c'erano tutti quelli che contano, oltre al popolo, i notabili, gli amministratori, gli imprenditori... c'ero persino io che non appartengo ad alcuna di queste categorie, sono un semplice oriundo,  ma forse come me ce n'erano "altri" che per una volta non erano percepiti come tali, nessuno sembrava farci caso alla differenza.  Ecco il miracolo di Villa Spada, o della primavera, chissà... E poi mi son trovato in cima al colle, lì c'era un cerchio magico,  una radura circondata da alberi maestosi,  e tutt'attorno potevo scorgere questa terra che anch'io ho imparato ad amare. 


Al ritorno, nella piazza di Treia c'era un mercatino di prodotti bioregionali dove ho incrociato Luciana Montecchiesi (autrice della foto sottostante), poi già che ero lì ho comprato un pezzo di pecorino di Matelica e della frutta e verdura da un contadino, non si sa mai...

Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana




                                   Mercato in piazza a Treia

Assolto...

 


Il 12 febbraio 2015, che era la giornata dedicata a Saraswati, la Dea della saggezza, fu un bel giorno per me. I miei peccati di “religione” mi sono stati rimessi. Infatti mi telefonò l'avv. Sandro Pugliese per comunicarmi: “Carissimo Sig. D'Arpini, come Le dicevo al telefono, il procedimento penale n. 5307/2012 - Tribunale di Macerata si è concluso in data odierna con la Sua assoluzione, perché il fatto non costituisce reato. Sarà mia cura inviarLe copia della sentenza non appena sarà pubblicata...”. 

L'assoluzione si riferisce alla denuncia sporta nei miei confronti dal prete Curzio Nitoglia, per "aver danneggiato ed offeso il suo buon nome, poiché -erroneamente- gli avevo attribuito l'affermazione che Gesù fosse stato vegetariano". 

Malgrado avessi prontamente eliminato il nome del prete dall'articolo “incriminato”, il Nitoglia ritenne egualmente necessario querelarmi, costringendomi ad assumere un avvocato difensore, appunto l'avv. Pugliese, il quale  riuscì a dimostrare la mia “innocenza”. 

Sono estremamente riconoscente all'avvocato che con i suoi buoni uffici mi ha liberato da un cappio giudiziario. Stavolta la Giustizia ha trionfato! 

Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica


La Groenlandia tornerà ad essere verde?...

 


Il nome Groenlandia non è casuale: tradotto significa, infatti, “terra verde”. Fu per via di un’ondata di caldo anomalo che interessò l’emisfero boreale fra l’anno Mille e il Mille e Trecento. Le stagioni impazzirono e le estati duravano fino a cinque mesi. Poi il clima cambiò repentinamente e fra il 1450 e il 1850 si entrò in una nuova fase detta Piccola Età Glaciale. Ora, secondo gli esperti, staremmo tornando a vivere un processo analogo a quello che consentì alla Groenlandia di coprirsi di verde e ai vichinghi di raggiungere le coste del Nord America, secoli prima l’arrivo di Cristoforo Colombo.

Eric Post è un professore dell’Università della California a Davis. E su Biology Letters ha  divulgato un suo  studio nel quale rende noto che la primavera, in Groenlandia, arriva con quasi un mese di anticipo. Post lavora nella “terra verde” da diversi anni, ai confini del ghiacciaio Russell, a 250 chilometri dal mare. Dice che non si sarebbe mai aspettato un mutamento del clima così repentino. Secondo lo scienziato i fiori sono sbocciati con ventisei giorni di anticipo rispetto a dodici anni fa. Il riferimento è un genere particolare, molto resistente, nominato carice, della famiglia delle piperacee. È simile alle graminacee e cresce bene anche in condizioni estreme.

La Groenlandia tornerà a essere verde? Sembrerebbe essere questa la tendenza. In contemporanea a un arretramento notevole dei ghiacci, segnalato al Polo Nord, ma anche al Polo Sud. Un fenomeno circoscritto alle alte latitudini? Non proprio. Il Servizio Geologico americano (Usgs) rivela che la primavera è arrivata in anticipo anche a Washington, in Usa; ventidue giorni prima del solito. C’è chi gioisce nel sapere che anche dove dominano freddo e oscurità si potrà presto vivere comodamente; ma potrebbero esserci gravi ripercussioni di natura biologica.

Si teme per la sorte di molti animali. Che seguono l’andamento della luce solare e si spostano in relazione alla durata del giorno e della notte (che non dipendono necessariamente dagli eventi atmosferici). Di questo passo finiranno per subire l’incertezza delle stagioni, e la compromissione dei loro piani alimentari e riproduttivi. Si è visto che i caribù quando giungono nei luoghi dove sono soliti trascorrere l’estate, si trovano a pascolare su radure già “invecchiate”. Circostanza che ha già provocato una diminuzione delle nascite. E potrebbe essere solo l’inizio.

Gianluca Grossi  - Fonte: 
Bioregionalismo Treia


Integrazione: 
"Vero, e c'è un altro particolare che potrebbe togliere ogni dubbio, la temperatura degli oceani da diversi anni a questa parte è sempre aumentata e niente come questo dato, testimonia l'innalzamento della temperatura del pianeta. Tanto che la marina militare americana, cioè una delle più grandi potenze marittime del pianeta, ha deciso, ormai già da diversi anni, di elaborare un sistema di previsione meteorologico tutto suo. Esiste un sistema di previsioni meteorologiche a lungo raggio, del quale si servono le potenze militari di molti stati (gli serve per fare previsioni nel caso debbano attaccare qualche paese nemico o per simulare attacchi), questo sistema è stato elaborato una quarantina di anni fa e non risponde più alle condizioni ambientali attuali, per questo la marina americana l'ha mollato.  40 anni fa non c'erano 8 miliardi di persone sulla terra, l'inquinamento era assai più moderato, i ritmi di vita un po' più calmi rispetto ad oggi, due catastrofi nucleari in meno (Chernobyl e Fukushima), diverse guerre ancora dovevano scoppiare e c'era molto meno uranio impoverito nell'aria... e chissà quant'altro che non si conosce o non si ricorda... E c'è un altro tipo di clima che è profondamente cambiato: hai presente quando si dice in quel Paese regna un clima di violenza, o di terrore... questo è il clima che è profondamente cambiato ma non è di terrore o di violenza, peggio, c'è un clima di caos, di disorientamento, di confusione... Come possiamo pretendere che il nostro pianeta Terra, che ci contiene e del quale siamo, insieme agli altri regni, espressione vitale, non modifichi anche lei il suo clima, per continuare ad ospitare vita?

Rete Bioregionale Italiana



Archeologia e antropologia. Misteri irrisolti...

 

Immagine correlata
Tanti anni fa percepii misteriosi  messaggi dall’inconscio, che mi indicavano quello che Calcata era stata ed il suo ruolo nelle trame primigenie della vita nella società umana. E’ come se gli antichi spiriti della valle del Treja, il genius loci, mi parlassero per confidarmi dei segreti rimasti per troppo tempo nascosti. A dire il vero la verità su Calcata e sull’antichità della civilizzazione ad essa collegata mi era stata svelata già con il libro dell’archeologo Potter che negli anni ’60 fece una grande campagna di scavi su Narce, riscontrando le vetustà del sito. 
In un’altra occasione ricordo la visita di Marcello Creti, un sensitivo che viveva a Sutri, il quale mi raccontò di una antica civiltà Antalidea che aveva trovato rifugio a Calcata, attenzione non si tratta dei rifugiati di Atlantide bensì di un’altra mitica popolazione di “prima che nascessero gli dei”, secondo lui di origine extraterrestre Io invece propendo per una provenienza terrestre, dalla valle dell’Indo (Moenjo Daro, Harappa e Dwarka) che subì un tracollo in seguito all’essiccazione del fiume Saraswati ed a una grande guerra universale (per quei tempi) avvenuta circa ventimila anni prima di Cristo. 
Secondo alcuni storici religiosi induisti tale guerra è descritta nel Mahabarata, un’epica in cui si parla di armi potentissime e di veicoli volanti. Insomma presuppongo che una fazione transfuga riuscì infine a rifugiarsi lontano dal campo di battaglia, qui sul Treja (che tra l’altro riprende il nome di un maestro d’origine divina chiamato Dattatreya) contribuendo infine alla fondazione di Fescennium (la città primigenia dei Falisci) . Infatti i Falisci parlavano una lingua indoeuropea (molto simile al sanscrito) essendo in realtà il latino stesso, cosa che mi fa presupporre che i latini non fossero altro che una tribù falisca. Ma di tutto questo parlerò un’altra volta…
Insomma l’importanza di Calcata mi era stata rivelata in vari modi, ma non c’è un vero e proprio riconoscimento ufficiale delle mie teorie da parte degli archeologi e storici, che preferiscono non sbottonarsi su ipotesi “fantasiose”, sia pur affascinanti e presumibilmente vere. Comunque è certo che Calcata è all’origine di ogni altra civilizzazione italica, essendo il luogo in cui una civiltà si manifestò per prima...
Paolo D’Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica


Amarcord. 11 settembre 2001... era il tempo delle more!

 Attentati alle Torri Gemelle di New York: identificata la vittima numero  1.643 - la Repubblica

 New York. 11 settembre 2001. Sbriciolamento delle torri gemelle 


Uhu, uhh…  Ero appena tornato da una passeggiata nella valle del Treja, in cerca di more mature,  quando  l'11 settembre del 2001 mi telefonò a Calcata il caporedattore del Messaggero (edizione di Viterbo) per chiedermi un parere sull’appena avvenuto “attentato” alle Twin Towers (Torri Gemelle).  Mi raccontò che i due grattacieli di New York, costruiti in cemento armato con intelaiature di acciaio durissimo, erano state colpiti da due aeroplani di linea, “dirottati da terroristi".

Subito dopo l'impatto seguì il crollo e la morte di migliaia di persone che si trovavano nelle strutture.  Le "Torri Gemelle"si sbriciolarono su se stesse in minuta polvere bianca senza toccare altri fabbricati. Ma per "simpatia" anche un altro fabbricato sito nei pressi,  il WTC 7,   crollò senza che fosse stato colpito. Tanto che una giornalista della BBC  annunciò alla televisione che era crollato mentre dietro di lei era ancora perfettamente in piedi (https://www.bing.com/videos/search?q=wtc+7+journalist&&view=detail&mid=2EB31DCFB48C41F2D7252EB31DCFB48C41F2D725&&FORM=VRDGA).


Da tutte queste notizie "ufficiali"  sentii una forte  puzza di bruciato. Non credetti assolutamente alla fola dell’attacco dinamitardo di Al Qaeda ma siccome non avevo dati sufficienti per obiettare o sostenere tesi alternative mi limitai a dire: “...sono stati gli extraterrestri…”.

E con ciò sistemai la faccenda, lasciando chiaramente intuire il mio pensiero, ovvero che la fantasia degli addetti ai “servizi” è intergalattica (se ne inventano di tutti i colori..).

Ufo Sulle Torri Gemelle - YouTube


Peccato che il giornalista del Messaggero di Viterbo non raccolse la mia dichiarazione... che altrimenti la “bugia dinamitarda” sarebbe stata scoperta subito.

Niente paura, con  il trascorrere degli anni la verità vera dei fatti fu confermata da solide prove e da indizi inequivocabili sul come  le torri erano state buttate giù… In effetti  sin da subito  rimasi esterefatto quando appresi che tre enormi   grattacieli (di cui uno non era nemmeno stato colpito da nulla!) si erano letteralmente fusi in pochi secondi. Poi l'ottimo lavoro di migliaia di tecnici (la maggior parte dei quali ingegneri, architetti, fisici e chimici americani!) ha chiarito tutto e svelato il  trucco.  (Vedi: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/08/18/11-settembre-le-torri-del-wtc-erano-minate-una-commissione-di-vigili-del-fuoco-lo-sostiene-e-per-me-e-giusto-ascoltarli/5382262/  - ed anche: https://revoluzione.unoeditori.com/verita-sulle-torri-gemelle-ingegner-torri-distrutte-da-cariche-esplosive/).

Il fatto  è che l’America aveva bisogno d’una altra  guerra, una guerra di tragedia e  paura. Serviva una guerra che facesse sentire al popolo americano  che  un grande pericolo lo sovrasta… La desideravano quella guerra, una guerra che facesse provare il fremito della vendetta, una guerra che mantenesse ad libitum il senso di pericolo, che giustificasse l’occhio per occhio e soprattutto giustificasse un intervento militare e la rimessa in moto dell'industria bellica.  Cosa questa confermata  di recente dallo stesso presidente USA, come da   dichiarazione in tal senso,  riportata  dall'Ansa del 8 settembre 2020: “Donald Trump ha accusato i vertici della difesa di voler intraprendere guerre per far contente le aziende belliche: "I vertici al Pentagono probabilmente non mi amano perchè loro non vogliono altro che combattere guerre, così tutte quelle meravigliose aziende che fanno bombe, aerei e tutto il resto restano contente". 

Ed in verità non  era la vendetta che l’America (leggi gli USA) cercava con la conseguente invasione dell'Afghanistan dei Talebani, accusati di essere gli artefici dell'attentato,  bensì l’opportunità di impadronirsi dei campi  d'oppio per finanziare le azioni segrete di CIA e compagni e successivamente soggiogare i ribelli al NWO e  rapinare il mondo di ogni sua ricchezza con la scusa di combattere il “nemico” della democrazia. (Vedi: http://paolodarpini.blogspot.com/2012/07/afghanistan-e-la-guerra-per-loppio.html  - ed anche: https://www.strategic-culture.org/news/2020/08/29/cia-addiction-to-afghanistan-war/)


Questo è in fondo lo sporco segreto che, da quelle parti, tengono gelosamente nascosto. Rinunciando alla vergogna liberatoria di una confessione pubblica d’errore… Gli USA mantengono il patto mefistofelico. Ne abbiamo una prova anche oggi  con le invasioni pilotate  ed i cambi  di regime  in Ucraina, in Yugoslavia, in Iraq,  in Siria, in Libia, in Bielorussia,  etc. etc.

Per tutto questo gli americani, “che sanno”, provano quotidianamente un senso di vergogna  che non riescono a cancellare. Però l’ ipocrisia è più forte: sopportano lo status quo, mangiando hamburgers e popcorn al cinema o davanti alla tv.


Ah,  un inciso intrigante sul passaggio delle Torri Gemelle da Donald Trump a Larry Silverstein,  neo proprietario delle Torri Gemelle, questi, già 6 settimane prima dell'11 settembre, firmò il contratto esattamente il 24 luglio 2001, mentre si trovava in ospedale sotto morfina in seguito a un incidente stradale, e per firmare obbligò i medici a sospendergli la morfina. Aveva evidentemente una fretta terribile, uscita fuori all'improvviso, visto che le Due Torri erano in vendita da 7-8 anni e lui le aveva lì sotto il naso visto che era anche il proprietario del WTC7, l'edificio 7, il terzo grattacielo crollato per “solidarietà” nel pomeriggio dell'11 settembre. Inoltre diciamo che Silverstein la mattina degli attentati, che gli fruttarono solidi miliardi di dollari dall'assicurazione da lui stipulata contro gli attentati, aveva una colazione di lavoro al ristorante  al piano 87-88 della torre nord ma a quella colazione non si presentò perché la moglie Clara quella mattina aveva preso per lui un appuntamento dal dermatologo a sua insaputa e lo costrinse ad andarci. Tutte le persone presenti in quel ristorante quella mattina sono morte...

L'11 settembre 2001 l’America della libertà è morta, quella  finta di Hollywood ha vinto!


Paolo D'Arpini


La "missione" di Osho...

 


Per quanto riguarda la mia missione… NON ESISTE! Non esiste una “mia” e non esiste una “missione”. Io non “insegno” qualcosa agli altri, non ho alcun messaggio da consegnare al mondo. Di messaggi ce ne sono già abbastanza e di missioni pure; e di certo non mancano missionari, pensieri, ideologie e -ismi di ogni genere. A dire il vero, la mente del mondo è fin troppo appesantita da tutte queste cose. Io credo che solo quando la mente umana si alleggerirà esisterà una possibilità di vivere la verità o di sentire la vita nella sua totalità. Ideologie, pensieri, -ismi e missioni aggiungono alla mente soltanto del peso.

Più la mente accumula conoscenza, meno diventa capace di conoscere. La conoscenza è l’unico ostacolo al conoscere. Conoscere è qualcosa di diverso dall’avere delle conoscenze. Le conoscenze sono solo pensieri, una forma di apprendimento preso in prestito. Conoscere è una mente che si è liberata di tutto ciò che “sa”, una mente che, nell’atto del conoscere, è ignorante, non sa nulla ed è semplicemente umile. E per essere umili bisogna disimparare ciò che è diventato un peso.

Il noto deve cessare affinché l’ignoto possa esserci. La vita è ignota, la verità è ignota, eppure siamo tutti sovraccarichi di conoscenze. Questo atteggiamento ostacola l’apertura al vuoto che entra nel territorio non tracciato, nell’ignoto, nel non familiare, nel non ancora imparato.

Perciò, per me, non c’è nulla da predicare o da insegnare, non sono un maestro in quel senso. Piuttosto, sono sveglio, non un maestro. E il primo risveglio necessario oggi è quello verso un atteggiamento umile, quello di una mente non istruita sul divino, una mente che non fa finta di sapere, una mente aperta e non chiusa.

Questa umiltà è necessaria, ma non la si può insegnare attraverso una missione, perché una missione diventa subito un’organizzazione. Col tempo diventa un interesse costituito. Una missione diventa una setta e finisce per rivolgersi non più all’ignoto, ma alla conoscenza da trasmettere agli altri.

In questo modo ogni genere di missione appesantisce la mente umana mentre abbiamo bisogno di alleggerirla.

Ci sono cose che possono essere conosciute e trasmesse, informazioni che si possono impartire. In ambito scientifico, la conoscenza chiamata “conoscenza scientifica” include contenuti che si possono insegnare e per i quali può esistere una scuola, un insegnante, una missione. Ma per ciò che riguarda l’interiorità, per ciò che riguarda il divino, queste cose non possono diventare parte di un sapere morto. Non si possono ridurre a massime e non esiste alcuna possibilità di sperimentazione oggettiva, né un laboratorio dove più persone possano sperimentare e arrivare alla stessa conclusione. Non esiste questa possibilità. L’interiore, il divino, è essenzialmente individuale, squisitamente soggettivo. Un individuo conosce, ma non può trasferire quel conoscere agli altri. Un individuo conosce e vive. Gli altri possono percepirne il profumo, la fragranza, il canto e possono avvertire una presenza ignota, ma anche questo è intuitivo ed è indiretto.

Non si può predicare il divino in modo diretto, quindi per me non esiste niente di simile a una missione. E quando non c’è una missione, non si pone neppure la questione di come realizzarla, metterla in pratica, organizzarla. Io sono contro ogni genere di organizzazione. La verità non la si organizza e nel momento in cui si vuole organizzarla la si uccide, resta soltanto il morto. Ciò che è vivo esula da ogni organizzazione, perché conoscere la verità è così individuale che non può essere organizzato. Ci si può organizzare attorno a un’ideologia, ma non attorno a una comprensione individuale. Ci si può organizzare attorno a una missione, non attorno all’ignoto, non attorno alla realizzazione dell’ignoto.

Perciò non esiste la possibilità di un’organizzazione intorno a me. Non mi interessa, anzi, mi oppongo. Ma facciamo fatica a immaginare qualcosa che esiste senza organizzazione. La difficoltà è questa: per sua natura, se organizzi una comprensione la uccidi e se non la organizzi sorge la domanda: che cosa farne? Come far sì che gli altri la conoscano? Anche questo può accadere solo attraverso individui, non attraverso organizzazioni.

Se quello che dico ti risuona, o a chiunque altro, devi diventare una presenza incarnata di ciò che dico. Anche se un solo individuo diventa questa presenza e le persone cominciano a percepire in lui qualcosa di nuovo, qualcosa di trasformato, allora accade una trasmissione. Attraverso la sola presenza di un individuo il lavoro continua.

Questo è l’unico tipo di “missione” che posso immaginare, ma non lo posso chiamare missione, perché questa parola è stata associata a troppe cose sbagliate.

Essere religiosi significa trasmettere indirettamente ciò che si è realizzato. Quindi continuerò a tentare, a impegnarmi a contattare gli individui personalmente e a indicare ciò che non può essere indicato. Ma non si deve permettere che un codice morto o una scrittura morta diventino pratica organizzata o fondamento religioso: questa è la differenza rispetto alle vecchie sette e alle vecchie organizzazioni religiose o pubbliche.

Per me organizzazione significa qualcosa fondato sull’odio. Nessuna organizzazione è centrata sull’amore, perché l’amore non ha bisogno di organizzazione, l’odio sì. Nazioni, partiti, religioni, sono tutti fondati sull’odio, odio verso gli altri, odio verso chi non è nel proprio gruppo, verso chi non è sotto la stessa bandiera, verso chi non crede nel nostro messaggio. L’odio è una forza così grande che organizza. È così velenoso che un singolo individuo non riesce a essere tanto velenoso da solo, un singolo individuo non può essere pericoloso quanto l’odio richiede. Perciò servono organizzazioni, servono altri individui, serve una folla e non si riesce a restare soli.

Ma l’amore è una forza così silenziosa che essere soli basta. L’amore non sa come “fare” eppure fa. Non è questione di metodo, io non mi sono mai occupato del metodo.

Sono un uomo senza metodo, assolutamente senza piani, senza metodo e senza organizzazione. La mia unica speranza è che l’amore agisca spontaneamente. Non ha bisogno di metodo, non ha bisogno di pratica. Funziona! E se funziona va bene e se non funziona va bene lo stesso. Se l’amore non basta, nessuna organizzazione potrà fare molto di più.

L’amore non è mai stato metodico, l’odio sì. Quando odi, odi con un piano, odi con una mente disciplinata. Devi essere consapevole del nemico, della paura, della strategia della parte opposta. Non puoi essere spontaneo. Con un nemico devi essere sempre pronto, non puoi permetterti di essere impreparato. Ma quando non c’è odio, quando non c’è nessuno da considerare un nemico, quando c’è soltanto amore da vivere e da lasciare agire, non c’è domani, non c’è futuro, è spontaneo, accade. E la sua forza sta proprio nella spontaneità. Se non pianifichi il tuo odio sarai sconfitto, ma se pianifichi il tuo amore sarai sconfitto lo stesso.

Quindi non ho piani per il futuro: oggi basta a se stesso. Questo momento che passa, il momento presente, è sufficiente. Ciò che faccio lo faccio senza alcun metodo. Se può essere utile ad altri, si diffonderà come un incendio senza bisogno di metodi.
 

Osho, Early Talks 



Alcune opinioni di Paolo D'Arpini su alcune religioni costituite e sulla spiritualità laica...

 




Per cominciare un paio di articoli pubblicati su un numero della  rivista laica (cartacea) "Non credo":    https://www.arciatea.it/wp-content/uploads/NonCredo60.pdf
E qui alcune considerazioni generali sul concetto di Spiritualità Laica collegata all'Ecologia profonda ed al Bioregionalismo:  
"Spiritualità Laica"... Come e quando è stato coniato questo neologismo: Da un bel po’ di tempo sto cercando di raccogliere documenti e testimonianze sulla nascita (e sull’uso del termine) del concetto di “Spiritualità Laica”. Purtroppo sono un confusionario e non riesco mai a tenere un'esatta cronologia degli eventi vissuti, soprattutto quelli che -nel momento- non sembrano rivestire particolare importanza...   Continua: https://www.spiritual.it/it/cultura/spiritualita-laica-come-e-quando-e-stato-coniato-questo-neologismo,3,107225

Il linguaggio unisce o divide?  ...l’ostacolo posto dalle religioni e dalle ideologie è proprio quello di basarsi su un linguaggio, sulla descrizione culturalmente adattata per esportare una specifica cultura. Ma allorché l’oscuramento viene rimosso dal cuore dell’uomo, improvvisamente ci troviamo a Casa, cioè torniamo alla “lingua universale” da tutti compresa. Possiamo definire questo stato “liberazione” dall’illusorio senso di separazione, poiché la biospiritualità non può ammettere separazione... - Continua:   https://www.politicamentecorretto.com/2022/11/28/il-linguaggio-unisce-o-divide/

Bioregionalismo, ecologia profonda e spiritualità laica sono la trinità della nuova filosofia o religione della natura.  L’ecologia profonda analizza l’organismo, le componenti vitali e geomorfologiche, le loro correlazioni e funzionamento organico ed il bioregionalismo riconosce gli ambiti territoriali (bioregioni) in cui tali processi si manifestano in forma qualificata di “organi” territoriali e culturali. Come terzo elemento componente c’è “l’osservatore”, cioè l’Intelligenza Coscienza che anima il processo conoscitivo, da me definita “spiritualità laica”. Ovvero la capacità e lo stimolo di ricerca e comprensione della vita che analizza se stessa: https://www.lteconomy.it/bloglte/profilegrid_blogs/breviario-su-bioregionalismo-ecologia-profonda-e-spiritualita-laica/

La spiritualità naturale è il cuore pulsante del pensiero bioregionalista. Si colloca nella spazialità della natura e da essa ne prende e vi riporta nutrimento. La spiritualità bioregionalista ed ecologista  lascia fluire la libera naturalezza come procedimento di armonizzazione  dell'essere, fondata su una trinità di pensieri che, pur vivendo a sé stanti, nello stesso tempo si associano e si confondono tra loro... - Continua:   https://www.vorrei.org/persone/11050-post-utopie-la-spiritualita-laica-il-bioregionalismo-e-l-ecologia-profonda.html





Estratti  dalle analisi rilevate da A.I. 
Paolo D'Arpini, filosofo ed ecologista profondo, affronta il confronto tra cattolicesimo e buddismo ponendo l'accento sulla distinzione tra una spiritualità vissuta (laica e bioregionale) e l'istituzionalizzazione religiosa. D'Arpini critica spesso il cattolicesimo per la sua natura settaria e chiusa, contrariamente all'ideale di "universalismo" che dovrebbe rappresentare.
Ecco i punti salienti del confronto visti nell'ottica di D'Arpini:
  • Critica alla fede istituzionale: D'Arpini distingue il senso morale e spirituale autentico dalle dottrine religiose. Nel suo approccio, la fede spesso si trasforma in dogma, perdendo la connessione con la natura e il senso profondo dell'esistenza.
  • Approccio al Divino: Mentre il cattolicesimo si fonda sulla fede in un Dio teistico, onnipotente e trascendente, il buddismo (particolarmente nella visione orientalista/bioregionale di D'Arpini) viene percepito più come una "disciplina spirituale" o "filosofia ateistica", centrata sulla consapevolezza interiore.
  • Dio vs. Potenziale: In questa analisi, il Buddha non è una divinità, ma rappresenta il "potenziale" di risveglio presente in ogni essere vivente, un concetto diverso dalla divinità salvifica cattolica.
  • Spiritualità e Ambiente: Paolo D'Arpini promuove una "spiritualità laica" e l'ecologia profonda, che cercano una simbiosi con il territorio (bioregionalismo), un aspetto che ritiene più in linea con una visione non dogmatica (simile a certi aspetti orientali) rispetto alla visione talvolta antropocentrica del cattolicesimo tradizionale.
  • Il "Sé" e l'Io: Un tema centrale è il superamento dell'ego. D'Arpini, ispirato anche da insegnamenti orientali, parla spesso di "vivere senza dire io", in contrasto con la valorizzazione della singola anima personale tipica del cattolicesimo.   
In sintesi, il confronto di D'Arpini non cerca un sincretismo dogmatico, ma contrappone una visione "spirituale" libera e radicata nel vivente (ecologia profonda) a una struttura "religiosa" rigida e dogmatica.