La meraviglia e il vero Sé...

 


Le ricerche effettuate finora hanno collegato la meraviglia a ogni sorta di benefici, sia per il singolo che per la società, come un maggiore benessere e meno stress quotidiano, maggiore compassione, più gratitudine e amore. I nuovi risultati “la trascendenza di sé, seguita dal desiderio di scoprire sé stessi può essere alla base di questo meccanismo”, sostengono Jiang e Sedikides.
La meraviglia è spesso definita come quel sentimento che si ha in presenza di qualcosa di vasto, qualcosa che sfida il nostro modo di vedere il mondo e il nostro posto in esso. Il nostro “vero Sé” è ciò che siamo davvero, compresi i desideri, le aspirazioni e i valori.

Ora un nuovo studio suggerisce che la meraviglia possa “suscitare la trascendenza di sé”, aiutando le persone ad avvicinarsi al vero nucleo di se stesse.

Tonglin Jiang dell’Università di Beijing e Constantine Sedikides hanno esaminato 14 studi per un totale di 4400 persone in un articolo pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology: Interpersonal Relations and Group Processes. Negli studi precedenti i ricercatori hanno rilevato che la predisposizione di una persona a provare meraviglia era collegata al suo desiderio di scoprire il proprio vero Sé. Il tutto è stato misurato con una scala di valore in grado di valutare la tensione verso il Sé autentico di un individuo.




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