Ecologia profonda e spiritualità laica per il superamento dell'età oscura in cui viviamo



"Occorre buona democrazia e buona scienza, dove “buona” sta a significare consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri, con il rispetto dei reciproci limiti. Per sviluppare questa idea, propongo di partire da una vicenda lontana nel tempo e nello spazio, che può assumersi come apologo dei pericoli del nostro tempo." (Gustavo Zagrebelsky)

Oggi osserviamo che il cambiamento nelle relazioni fra esseri umani e lo sfruttamento utilitaristico delle risorse può essere considerato un termometro per misurare il decorso della malattia nella specie umana. Tale malattia prese origine con l’avvento dell’era oscura, definita in India Kali Yuga  (e presso i greci "Età del Ferro") che si fa risalire a circa 5000 anni fa. L’inizio di quest’era, che corrisponde al termine della guerra descritta nel Mahabarata, diede avvio ad un lento processo di degrado che portò la società egualitaria e sacrale, fino allora vigente in quasi tutto il mondo conosciuto, a deteriorarsi sotto l’influsso sempre più pressante del patriarcato, del senso del possesso e del predominio ideologico economico nella società.

 
In Europa quello stesso periodo, definito  tardo neolitico, descritto con dovizia di particolari  dalla studiosa ed archeologa Marija  Gimbutas  si concluse con   l’affermarsi del potere maschile esercitato con la violenza e con la perdita della libertà femminile (tramite l’acquisto della donna a scopo riproduttivo, guerre di razzia, perpetuazione della patrilinearità, etc.). Contemporaneamente abbiamo notizia di simili eventi accaduti anche nell’antica civiltà cinese, ove prese il sopravvento il modello prevaricatorio e controllativo del mondo femminile, degli animali  e dell'uomo sull'uomo. 

Tale mutazione nello stile dei rapporti intergenerici e con il resto degli esseri viventi è stato considerato l’inizio dell’era dei conflitti (traduzione corretta del significato di Kali Yuga) e chiude la precedente era dell’incertezza (Dvapara Yuga).

 
Ora dobbiamo esaminare come gli antichi saggi accuratamente descrissero le caratteristiche dell’era corrente evocando una serie di avvenimenti e tendenze che sono facilmente riconoscibili in questo momento storico.  Senza voler evocare calendari Maya o altre descrizioni apocalittiche più o meno credibili, riportiamo, in ogni caso, alcune affermazioni storiche certificate, vecchie  di migliaia di anni.

 
“Trovandosi immersi nell’ignoranza, sicuri di sé, ritenendosi saggi, gli sciocchi si aggirano urtandosi a vicenda, come ciechi guidati da un cieco” (Mundaka Upanishad)

 
“Ora difatti è proprio l’età del ferro, né mai gli uomini cesseranno di soffrire il giorno, per le fatiche e le miserie, e la notte di struggersi per le gravi angosce che gli dei gli daranno. Né allora il padre sarà simile ai figli, né i figli al padre, né l’ospite sarà caro all’ospite, l’amico all’amico, il fratello al fratello come nel tempo passato. Essi avranno in dispregio i genitori, appena cominceranno ad invecchiare, li insulteranno con parole villane; né essi, ai genitori invecchiati, daranno il necessario per vivere, usando il diritto del più forte; infine saccheggeranno a vicenda le città. E allora non vi sarà più gratitudine per l’uomo giusto, ma piuttosto si terrà in onore l’uomo artefice di mali, la giustizia sarà nelle sue mani; il pudore non esisterà più. Il malvagio recherà danno all’uomo dabbene, agli uomini miseri sarà compagna la gelosia, amante del male dall’odioso aspetto… e non ci sarà più scampo dal male” (Esiodo, Opere e giorni).

 
Nel Linga Purana, antico testo Shivaita,  vengono descritti gli uomini del Kali Yuga come tormentati dall’invidia, irritabili, settari, indifferenti alle conseguenze dei loro atti. Sono minacciati da malattie, da fame, da paura e da terribili calamità naturali. I loro desideri sono mal orientati, la loro scienza è usata per fini malefici. Sono disonesti.
In questo tempo sono in declino i nobili e gli agricoltori mentre la classe servile pretende di governare e di condividere con i letterati il sapere, i pasti, le sedie e i letti. I capi di stato sono per lo più di infima origine. Sono dittatori e tiranni.

 
“Si uccidono i feti e gli eroi. Gli operai vogliono avere ruoli intellettuali. I ladri diventano Re, le donne virtuose sono rare. La promiscuità si diffonde. La terra non produce quasi nulla in certi posti e molto in altri. I potenti si appropriano dei beni pubblici e cessano di proteggere il popolo. Sapienti di bassa lega sono onorati e partecipano a persone indegne i pericolosi segreti delle scienze. I maestri si degradano vendendo il sapere. Molti trovano rifugio nella vita errante.

 
“Verso la fine dello yuga gli animali diventano violenti (perché sfruttati n.d.r.).
Gli uomini dabbene si ritirano dalla vita pubblica. Anche i sacramenti e la religione sono in vendita. I mercanti disonesti. Sempre più numerose le persone che mendicano o cercano lavoro. Quasi tutti usano un linguaggio volgare e che non tiene fede alla parola data. Individui preminenti senza moralità predicano agli altri la virtù. Regna la censura… Nelle città si formano associazioni criminali. L’acqua potabile mancherà, così pure la frutta. Gli uomini perderanno il senso dei valori. Avranno mali al ventre, ed  i capelli in disordine. Verso la fine dello yuga l’aspettativa di vita non andrà oltre l’adolescenza,. I ladri deruberanno i ladri. Molti diverranno letargici e intorpiditi, le malattie saranno contagiose. Topi, serpenti e insetti tormenteranno gli uomini. Uomini affamati e impauriti si troveranno nei pressi del fiume Kausichi.
Alla fine di questa era un po’ ovunque nel mondo si diffonderanno i praticanti di riti sviati. Persone non qualificate si spacceranno da esperti. Gli uomini si uccideranno l’un l’altro e uccideranno i bambini, le donne e gli animali. I saggi saranno condannati a morte”.

 
Tuttavia, ancora secondo il Linga Purana, alcuni uomini potranno raggiungere in breve tempo la perfezione. In un certo senso il Kali Yuga è un periodo privilegiato. I primissimi uomini delle ere antecedenti, ancora prossimi al divino, erano saggi in una società di saggi. Ma gli ultimi uomini, questi del Kali-yuga, avvicinandosi all’annientamento, si avvicinano anche al principio in cui tutto ritorna alla sua fine. In mezzo alla decadenza morale, alle ingiustizie, alle guerre, ai conflitti sociali e alla persecuzione del femmineo, che caratterizzano la fine di questo yuga, il contatto con il divino, per via discendente, diviene più immediato.

 
In una società dove tutto è già perfetto, gli atti vengono compiuti automaticamente nel bene, mentre in una società degradata occorre discriminazione e coraggio.
Troviamo descrizioni di una tale fine di un’epoca persino in testi apocalittici giudeo-cristiani, compreso quello di S. Giovanni,  che evidentemente si ispirano alle stesse fonti antiche sopra menzionate.

 
In uno Shiva Purana, nel Rudra Samhita, di molto precedente l’epoca cristiana, viene detto: “La fine del mondo attuale sarà provocata da un fuoco sottomarino, nato da un’esplosione simile a quella di un vulcano, che consumerà l’acqua che i fiumi hanno riversato nell’oceano. L’acqua traboccherà dall’oceano e inonderà la terra. Il mondo intero sarà sommerso”.

 
Abbiamo visto che, tra i fenomeni caratteristici del Kali Yuga troviamo la comparsa di false religioni antropocentriche che allontanano l’uomo dal suo ruolo sulla Terra e servono di pretesto alle sue predazioni, ai suoi genocidi, e lo portano infine al suicidio collettivo. Le religioni della città prendono il sopravvento sulla religione della Natura, questo è l’inizio della decadenza, che   corrisponde all’affermarsi  delle religioni monoteiste. Si trattava di creare delle fedi illusorie che pervertissero la vera religione della Natura. Ad esempio la creazione di queste nuove religioni (o ideologie) è avvenuta in India nella forma del giainismo e del buddismo, in Cina in forma di confucianesimo e in occidente come cristianesimo e nel medio oriente come islamismo.

 
Queste religioni, quali che siano stati il carattere e le intenzioni dei fondatori originari, sono diventate essenzialmente religioni “di stato”, a carattere moralistico. Hanno dato modo a un potere patriarcale centralizzato di imporre un elemento di unificazione e controllo su   popolazioni diverse. Ovunque, queste religioni, pur parlando di amore, uguaglianza, carità, giustizia, sono invero pretesto e strumento per conquiste culturali e materiali. Il massacro delle popolazioni avvenuto in varie parti del mondo in mome delle religione, è un dato storico innegabile.

 
Se e quando l'ecologia profonda e la spiritualità laica riusciranno a trovare un autonomo e sincero modo espressivo nella nostra società, l’era oscura, e dei conflitti,  potrà considerarsi conclusa.

Paolo D'Arpini




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Di questi e simili temi se ne parlerà durante l'Incontro Collettivo Ecologista che si tiene a Montesilvano dal 21 al 22 giugno 2014 - http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2014/02/progetti-per-lincontro-collettivo.html


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Commento ricevuto:

Taehye sunim:    Secondo gli studi storici la guerra descritta nel Mahabharata accade nel periodo post-culturaIndus, circa 1200 a.c. , cioè 3200 anni fa. Nello stesso periodo cominciò l'età del ferro (nel senso storico, non mitologico). Classicamente, l'inizio dell'età del ferro viene fatta risalire ai principi del XII secolo a.C. nelle antiche civiltà del Vicino Oriente antico, Iran,India (con la civiltà vedica post-rigvedica), e Grecia (con il cosiddetto medioevo ellenico o età buia). In altre regioni d'Europa, essa inizia molto più tardi: nell'VIII secolo a.C. nell'Europa Centrale e nel VI secolo a.C. nell'Europa Settentrionale...”


Mia rispostina: "..sono consapevole che gli studi storici occidentali differiscono da quelli indiani. Tra l'altro secondo alcuni testi indiani la guerra del Mahabarata avvenne  prima di 5000 anni fa.. MI sono tenuto leggero, per un motivo preciso. Mi sono basato sull'immigrazione dei Sumeri in Iraq, questa popolazione di origine indoeuropea  presumibilmente sfuggì alle guerre intestine causate dal prosciugamento del fiume  Saraswati e dalla celere decadenza delle civiltà di Moenjo Dharo ed Arappa... (forse una delle cause della guerra descritta nel Mahabarata).  Una città contemporanea scomparsa nello stesso periodo è Dwarka, la capitale di Krishna sommersa dalle acque dell'oceano indiano,  la cui fine è descritta nel Mahabarata. Tra l'altro alcune recenti ricerche archeologiche marine hanno individuato resti di una antica città sommersa nella zona ove si supponeva l'esistenza di Dwarka..

Per quanto riguarda l'età del ferro (in senso greco) la datazione approssimativamente  corrisponde all'ingresso delle popolazioni patriarcali ariane in Europa che sancirono la fine della civiltà gilanica (tardo neolitico, periodo Villanoviano) nell'Europa centrale ed in un momento  diverso anche  a Creta (invasione dei Kurgan descritta dall'archeologa Gymbutas), ma le due "età" (quella greca e quella indiana) non sono identificabili in  un medesimo periodo storico, però le  descrizioni affini indicano le caratteristiche di  un periodo di decadenza morale  e della civiltà. 

Beh, ho unito un po' di storia ed un po' di psicostoria ed ho poi cercato una via di mezzo plausibile fra i due metodi, indicando la data di 5000 anni fa. Ma l'esattezza cronologica  in certi casi non ha importanza, quel che conta è la "sostanza" ovvero gli aspetti morali descritti come caratteristiche del kali yuga. (Paolo D'Arpini)"
 

1 commento:

  1. Infatti è da quella data o periodo di inizio dell'Età del ferro che, avendo le forze dei demoni ribelli perso la battaglia nei Cieli contro la Luce, furono dalla stessa relegate e fu a loro riservato un pianeta in cui potersi ravvedere tramite la sofferenza e un giorno ritornare nelle schiere degli Esseri di Luce. Questo luogo è appunto la Terra.
    Infatti il Padre Nostro dice: “Sia fatta la Tua Volontà come in Cielo (dove c’è già) così in Terra (dove sarà fatta dopo che la Terra si sarà purificata dal male)”.

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