Masada - La bufala dell'auto-immolazione mai avvenuta



......ogni mito presto o tardi deve fare i conti con un revisionismo scientifico. Studi come quelli di Ben-Yehuda restituiscono una dimensione realistica al mito di Masada.

E spesso non è nemmeno necessaria una scoperta eclatante per revisionare la storia passata: leggendo attentamente “La Guerra Giudaica” dello storico ebreo Giuseppe Flavio si vede come Eleazar ben-Yair fosse un personaggio che oggi non esiteremo a definire un terrorista integralista. Zelota massimalista, sicario (i sicari erano una setta ebraica dedita agli assassinii tramite un pugnale chiamato “sica”, da cui il nome), fomentò il popolo contro i romani, pretendendo dai sacerdoti che non accettassero più i sacrifici da parte loro. Un gesto considerato dallo stesso Giuseppe Flavio empio, poiché sempre al Tempio di Salomone ogni uomo aveva potuto offrire sacrifici a Dio quale che fosse la sua religione o razza. 

E i romani avevano trovato un modus vivendi con questo “strano popolo che adorava un solo dio”, sacrificando nel Tempio non all’Imperatore o alla Dea Roma, ma per l’Imperatore e per Roma, salvando così il monoteismo giudaico e la necessità politica dei romani di assicurare sempre che i riti sacri fossero ben compiuti: una preghiera “pro rege et pro patria”, insomma. Eleazar sapeva bene che i romani avrebbero percepito il rifiuto delle loro offerte come una insopportabile ed empia offesa, e sarebbe stata la guerra. 

Ed era ciò che egli voleva.

Ma la guerra non prese la piega voluta dagli integralisti: in tutto il Medio Oriente le comunità ebraiche furono trucidate dalle popolazioni ellenizzate o romanizzate, e gli stessi romani, dopo aver accusato iniziali rovesci, si riorganizzarono e schiacciarono la rivolta con una ferocia raccapricciante. 

Come se non bastasse, le fazioni giudaiche iniziarono a massacrarsi a vicenda: gli zeloti e in particolare i sicari praticavano un sistematico terrorismo contro ogni comunità ebraica “colpevole” di non sufficiente odio verso gli “invasori” romani. Eleazar stesso, rinchiuso a Masada con un migliaio di sicari, compì la sua miglior prodezza assaltando il vicino villaggio giudeo di Ein-Gedi sterminandone la popolazione, donne e bambini compresi. 

I paralleli con la situazione contemporanea sono fin troppo evidenti.

La durata dell’assedio invece è stata riscritta dalle prospezioni archeologiche: la rampa costruita dai romani non sarebbe stata alta 375 piedi (125 metri) come preteso da Giuseppe Flavio, ma molto meno forse appena una dozzina di metri, poiché la Legione Decima comandata da Lucio Silva sfruttò uno sperone di roccia calcarea naturale. Un’opera che assieme al controvallo e al fossato scavato attorno alla fortezza, secondo l’abituale strategia romana d’assedio, non dovette occupare i legionari e i loro schiavi per più di un mese. Dunque non anni, ma settimane, durò la resistenza di Masada ai romani.

Giuseppe Flavio non trova riscontro neppure nella questione del successivo rogo: secondo lo storico ebreo i difensori di Masada appiccarono fuoco alla fortezza prima di suicidarsi, ma non ai magazzini, per dimostrare che non cedevano per fame. Tuttavia i ritrovamenti archeologici mostrano spessi strati di cenere anche nei depositi.

E infine: sono stati ritrovati finora solo 28 corpi, dei quali la maggior parte in caverne alla base della montagna. Gli altri 932 cadaveri dove sono?


Emanuele Mastrangelo

Testo integrale su:  http://www.storiainrete.com/

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Antonio Pantano a commento dell'articolo: "Masada, come tante altre "glorie" del minuscolo e modesto popolo ebraico, è frutto di bassa propaganda vertente sul "gonfiare le ipotetiche proprie sofferenze" (che, senza dubbio, erano conseguenze di danni recati ad altri). Pensa alla "figlia del Faraone", mai riscontrata nella vastissima storiografia egizia, che avrebbe raccolto dal fiume l'infante Mosè di turno! Caro Saul, una raccolta secolare di mitologìa di una tribù errante dalla Mesopotamia è divenuta, solo per gli animi semplici, il "libro", sul quale molti gonzi sono costretti a "giurare"! Ma basta scorrere una frazione di esso, il "deuteronomio", per leggervi una miniera di perverse cattiverie, ferocemente discriminatorie e razziste, verso tutta l'umanità.

Cerchiamo di "esser seri", e di dedicare tempo alla vera cultura, che non si lascia sporcare dalle cattiverie mitologiche di una tribù errante, frustrata da 2300 anni, mentre altre VERE civiltà splendevano con trattati del pensiero, leggi indistruttibili e imperiture, e monumenti ancor oggi sfavillanti..." 

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