"Mission". Lasciate che i pargoli dicano la verità...

 


«[…] mi sovviene una storiella, forse vera e comunque verosimile, appresa da Osho, ed il fatto sembra accadde realmente in una scuola missionaria d’oltre oceano.

Un missionario cristiano svolgeva la sua opera in uno sperduto villaggio nella foresta amazzonica. L’apostolato si presentava bene, prima aveva preso in cura i malati, poi era passato ad assistere gli anziani ed i poveri infine aveva costruito una chiesa con un oratorio per poter insegnare la religione ai bambini. Un giorno stava spiegando la bibbia e raccontava la storia dell’uomo, del peccato originale, della faticosa via verso il bene e di come il compassionevole Gesù fosse venuto in terra per redimere i peccatori che si erano pentiti ed affidati a lui.

Dopo aver così istruito i bambini, per vedere se avessero capito bene il concetto della religione cristiana, chiese ad alta voce alla classe: “Ecco dopo aver ascoltato quel che ho detto chi sa dirmi in sintesi qual è il messaggio della religione?”. Subito un ragazzino sveglio si alzò e disse: “Io l’ho capito, il messaggio è che bisogna peccare”. “Come sarebbe a dire – interloquì il prete – se ho parlato male del peccato dall’inizio alla fine?”. “Tu hai detto che l’uomo è un peccatore, ma egli deve necessariamente peccare per poi potersi pentire e prendere rifugio in Gesù che lo salva… Senza peccato quindi non c’è redenzione”.»

Paolo D’Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica
Risultati immagini per paolo d'arpini

La "persona non è il soggetto" secondo Nisargadatta Maharaj...

 

“Io parlo della fine della persona... non della persona!” (Nisargadatta Maharaj)

Secondo  Sri Nisargadatta Maharaj, esponente della filosofia non-duale (Advaita Vedanta), la persona non esiste realmente ed è soltanto il risultato di un equivoco mentale. Essa rappresenta un riflesso o un'ombra della realtà oggettiva, ma viene erroneamente scambiata per il vero soggetto.

Nisargadatta Maharaj scompone l'illusione della personalità attraverso concetti chiave precisi:

La natura illusoria della persona

Prodotto di memorie: La persona è costituita esclusivamente da un insieme di ricordi, abitudini e strutture psichiche.
Mancanza di continuità: Pensieri, sentimenti e azioni scorrono incessantemente davanti al testimone consapevole. Lasciano tracce nel cervello e creano una falsa illusione di continuità temporale.
Nomi e forme: L'identità personale si basa su etichette verbali e forme fisiche, definiti dal maestro come "vuote apparenze prive di qualsiasi contenuto reale".

Il riflesso e la realtà

L'ombra del reale: La personalità è solo un'ombra della Realtà Suprema, non il vero Sé.
L'errore delle identificazioni: Affermazioni come "io sono questo" o "io sono quello" appartengono alla dimensione del sogno e dell'immaginazione privata.
Il puro esistere: Soltanto il senso dell'"Io sono" puro e semplice, privo di associazioni personali, possiede il marchio della realtà.

La liberazione dall'equivoco

Cessazione dello sforzo: Comprendere che la persona è una semplice ombra permette di smettere di logorarsi e di trasformare l'esistenza in un flusso guidato dall'interno.
Uscire dalla prigione: L'identificazione con il corpo-mente racchiude l'individuo in una prigione. Se ne esce unicamente conoscendo se stessi per ciò che si è realmente: la luce immortale della coscienza.