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Treia. Con Caba-Zen il teatro "is over"...



Una delle attività più sentite durante tutto l'arco della mia vita è stata il "vivere teatralmente" ma con la massima sincerità ed allo stesso tempo seguendo un'etichetta, ovvero trasmettendo un messaggio evolutivo sia pur in forma ludica. In questo modo distaccato di agire ho potuto osservare, nel corso di tutti questi anni, come le persone sovente assumono dei comportamenti finti, mettendo in risalto gli aspetti convenienti della propria personalità od oscurandone altri.

Nelle recite messe in scena, sia a Calcata che successivamente a Treia, ho cercato di mettere in mostra verità nascoste con metodi molto simili alle pratiche zen. A Calcata queste "recite" si tenevano massimamente all'aperto oppure nelle numerose grotte della valle del Treja. Mentre a Treia, forse anche in conseguenza di uno stile di vita più "dignitoso" (per rispetto alla mia compagna Caterina), queste performances si svolgevano in luoghi rispettabili come il centro "Adesso Yoga" di Barbara Rossetti e dulcis in fundo persino nel teatro storico di Treia. Anzi fu proprio qui che si tenne il mio canto del cigno. 

Quello spettacolo che la nostra "compagnia delle immagini parlanti" mise in scena non era una commedia, almeno non nel senso classico, il cui titolo “Caba-Zen” indicava una mistura di cabaret e di zen.   Ma sia la parola cabaret che la parola zen non sono esaustive nel fornire il senso di questa recita, forse potremmo definirla una sorta di "pot-pourri" di varietà e cultura. Dentro c'era un po' lo stile del cabaret nell'andirivieni veloce degli attori e nel susseguirsi di scenette e di esibizioni un po' astruse ma c'era anche lo spirito zen, nell'immediatezza del linguaggio, con una scenografia povera ed un dialogo scarno ma risvegliante.

Un modo di rappresentare le immagini rendendole vive e parlanti, immagini simboliche e rappresentative del nostro mondo, del nostro luogo e di quel che noi siamo nella realtà dei fatti. Un esperimento sincretico attraverso l'esibizione di varie forme culturali che hanno origine nella fantasia dei compartecipi stessi, pubblico compreso.

Senza pretese riuscimmo a realizzare un saggio a più voci, mani e piedi, mettendo in mostra le variegate capacità espressive riposte in ognuno di noi. Un po' di poesia, un po' di canto, un po' di danza, qualche scenetta, qualche storia edificante, un po' di saggezza...

Insomma un tentativo di trasmettere un senso etico e giocoso adatto alla nostra "comunità ideale". Un tentativo di trasmettere un messaggio fantastico ma universale, per una condivisione amichevole della nostra arte e per il risveglio della nostra coscienza sociale, culturale, umana, adatta a Treia (e forse anche oltre).

Con questa ultima opera gloriosa portai a termine la mia dedicazione al teatro, nella formalità dei modi, ma non nello spirito di vita!

Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica




Per concludere il discorso riporto una "critica" di Caterina che assistette alla recita: 

"Il 30 novembre 2019, al Teatro comunale di Treia, ho assistito allo spettacolo denominato dalla regista Morena Oro, Caba-zen, promosso da Auser Treia e Adesso Yoga. Ero arrivata apposta due giorni prima da Spilamberto, per vivere assieme a Paolo l'attesa dell'evento. Così ho assistito prima all'ultima prova della recita, nel pomeriggio del giorno del debutto, e poi allo spettacolo vero e proprio.

La prova è stata molto movimentata, piena di modifiche e aggiustamenti dell'ultimo momento, poi lo spettacolo trovo che si sia svolto in maniera perfetta, senza sbavature, dimenticanze, incertezze da parte di nessuno dei partecipanti. Gli "attori" erano numerosi, ognuno ha "recitato" con passione e presenza la sua parte, che si integrava quasi perfettamente con quelle altrui.

L'operazione di regia non deve essere stata una cosa semplice: mettere insieme in maniera armoniosa tante teste e tanti cuori così diversi tra loro, anche se accomunati da uno spirito e un intento comune: condividere con la comunità treiese (e forse, magari un domani, non solo) le attitudini e le passioni di ognuno dei partecipanti: arte, musica, poesia, recitazione, attività fisiche, spiritualità, amore per la Madre Natura, e anche soprattutto, la voglia di stare insieme per portare avanti un progetto condiviso e condivisibile diverso dalle solite attività, che spesso lasciano un vuoto in chi ci si è dedicato. 

Senz'altro è stata un'operazione, questa della preparazione dello spettacolo, che ha comportato capacità di adattamento alle situazioni, e un esercizio nella compartecipazione all'evento. Senz'altro un lavoro di crescita personale. Ci sono state esibizioni di canto, poesia, recitazione, musica dal vivo, yoga, tai chi, in un andirivieni veloce, inframmezzato da stacchetti musicali e presentazioni. Il pubblico era numeroso, attento e partecipe. Insomma un bello spettacolo, in cui ognuno ha potuto cogliere aspetti diversi, a lui più o meno congeniali.

Grazie a Paolo, a Barbara ed alla Compagnia delle Immagini Parlanti per averci dato sempre nuove emozioni e occasioni di riflessione".


Caterina a Treia







La storia della “Fierucola delle Eccellenze Bioregionali” di Treia…



La Fierucola è una riedizione rivisitata della Fiera delle Arti Creative che si svolgeva in primavera  a Calcata a cura del Circolo Vegetariano VV.TT.  - Poi, con il trasferimento a Treia,  trovai più conveniente fissare la data all'8 dicembre, ovvero il giorno dedicato alla Santa Madre e  l'inizio delle celebrazioni natalizie. La primissima edizione ridotta ma significativa fu quella organizzata l'8 dicembre del 2010 nella sala consiliare del Comune di Treia, concomitante con la presentazione del libro sulla cultura tradizionale contadina  di Lucilla Pavoni, "La figlia del sarto". 

Successivamente, per qualche anno, una edizione privata si tenne nella nuova sede di Treia del Circolo Vegetariano, finché non sentimmo l'esigenza di svolgere questa manifestazione con una veste pubblica e -attraverso la fondazione del Comitato Treia Comunità Ideale-  la Fierucola si tenne in forma pubblica  a partire dal 2015, nel grande spazio del Mercato Coperto al centro storico di Treia. Da allora in poi ogni anno si svolse  a rotazione in vari luoghi, a Chiesanuova di Treia, Passo di Treia e nuovamente al Centro Storico. Con la fondazione del Circolo Auser Treia (avventa il 10 aprile 2017 e di cui fui presidente per 5 anni) la Fierucola continuò a cura di questa associazione, sempre in collaborazione con diverse associazioni locali e soprattutto con il Comune di Treia. Nel frattempo gli anni passano e le mamme imbiancano, come dice la canzone, quindi per il futuro dovremo trovare nuove forze per continuare l'operazione "Fierucola".  Mi auguro che sia possibile!

Nel frattempo vi racconto brevemente quali sono le finalità di questa "Fierucola".

Quello dell'8 dicembre è ormai diventato un appuntamento importante per la promozione della creatività sociale, culturale, artigianale ed agricola della comunità treiese. Di solito  vi partecipano oltre 40 produttori locali di agricoltura, artigianato, arte e hobbistica. Ed al suo interno  vi si svolgono attività ludiche: musica tradizionale, laboratori ed escursioni naturalistiche ed erboristiche, ecc.

Il tema portante è l'esibizione dei prodotti bioregionali, a partire da quelli agricoli e trasformati, sino alle produzioni artigianali di vario genere: lavorazione del legno, del cuoio, della stoffa, della ceramica, della carta, etc.   Nonché l'esposizione di opere artistiche, quadri, sculture e performance.

La Fierucola delle Eccellenze Bioregionali, infatti, è una sorta di esposizione campionaria della creatività treiese. Lo scopo è quello di rinsaldare i rapporti sociali, promuovendo il lavoro creativo, artistico, ecologico ed incentivando il senso della collaborazione e solidarietà comunitaria.

La Fierucola delle Eccellenze Bioregionali  vuole essere di stimolo allo svolgimento di attività concrete che valorizzano la capacità di produrre quanto necessario alla vita, in ogni suo aspetto, nel contesto del territorio treiese.
Treia ha bisogno di ritrovarsi e di pacificarsi in ogni sua componente, superando le divisioni che non conducono alla pace ed alla prosperità comune.   Infatti il senso di fratellanza è il più alto  fine morale e politico.  Con la fratellanza regna la pace  e l’intera comunità assomiglia ad una singola casa, ove ognuno contribuisce al benessere collettivo.

Mi auguro quindi, visto che le nostre forze (mie e di Caterina) si affievoliscono con la vecchiaia, che qualcuno sia pronto a raccogliere il testimone!

Paolo D'Arpini - Circolo vegetariano VV.TT. di Treia

8 dicembre 2010 - Sala Consiliare di Treia



Treia. Come vivere il luogo nel luogo... nella Comunità Ideale!

 


"Un colpo di luce in mezzo alla luce fondamentale... La cosiddetta oscurità è solo un concetto della mente." (Saul Arpino)

Il  Comitato Civico Tematico, denominato "Treia Comunità Ideale",  nacque grazie ad un gruppetto eterogeneo di 12 fondatori con intenti nobili e all'insegna della informalità essi hanno sottoscritto il documento di fondazione. 

Questa Carta degli Intenti del Comitato fu consegnata al Comune di Treia il 18 settembre 2015, protocollo 015783. Nel testo è scritto: "Il giorno 17 settembre 2015 a Treia si sono riuniti alcuni cittadini con lo scopo di fondare un Comitato Civico denominato: "Treia: Comunità Ideale", che si prefigge di vivificare i rapporti sociali, la capacità di esprimere opere ed attività in campo culturale, artistico, ecologico e di valenza bioregionale, promuovendo il lavoro creativo, l'identità locale e la solidarietà sociale. Il Comitato vuole stimolare azioni concrete per valorizzare la capacità di produrre e condividere quanto necessario alla qualità della vita, al benessere ed alla prosperità della comunità treiese, in ogni suo aspetto. Il Comitato è aperto alla partecipazione di tutti i cittadini treiesi, od altri che a Treia abbiano interessi condivisi, che intendono collaborare, con semplice e spontanea adesione e nei limiti del loro possibile, a rendere Treia una "Comunità Ideale".

Vorremmo inoltre sottolineare che non è nostra intenzione interferire o competere con altri comitati ed associazioni esistenti, ma piuttosto collaborare e promuovere le loro attività in sintonia.

Fondatori del Comitato sono i seguenti cittadini, riunitisi il 17 settembre 2015, alle ore 21, in Via San Marco Vecchio 17/c, a Passo di Treia: Francesca Salvucci, David Menichelli, Francesco Orazi, Renzo Giuliodori, Lauretta Mattiacci, Barbara Rossetti, Giancarlo Palmucci, Simonetta Borgiani, Enzo Catani, Nunzio Cocco, Adriano Spoletini, Paolo D'Arpini, Caterina Regazzi (quest'ultima aderente, ma non presente all'incontro, per motivi di lavoro)".

Quando fondammo il Comitato "Treia Comunità ideale" non c'era l'intenzione di valorizzare un modello urbanistico ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

Un saggio disse che noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.

Eppure sovente l'uomo tende a dare maggiore importanza al contesto urbano in cui egli vive. Ma è nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un luogo, molto spesso -purtroppo- dimenticando l'appartenenza al tutto, ignorando l'inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Ma per manifestare una vera "idealità" dovremmo riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un certo modo gentile di vivere il luogo e nel luogo.

Lo scopo di questo Comitato è perciò quello di vivere nel presente e pienamente nel luogo che ci ospita attuando programmi, storie, partecipazioni nell´ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni... stabilendo un punto di incontro e fusione delle anime. Nell'antico libro di saggezza cinese, I Ching, si afferma che la perfezione è sempre presente in ogni aspetto incarnato, ognuno di noi è  una manifestazione del Tao, non serve cambiare sembianze, queste ultime non sono importanti più di un abito che indossiamo. Anche solo parlare di questi argomenti è già una predisposizione utile per centrare l'attenzione sulla presenza consapevole nel luogo ed anche questo è una parte del "gioco della Coscienza".

Paolo D'Arpini





Tarocchi che tirano… e trucchi da maghi!



I tarocchi tirano... soprattutto le donne.  Ricordo quando ancora abitavo a Calcata, e per sbarcare il lunario andavo il sabato e la domenica  nella Stanzetta del Pastore per fare oroscopi cinesi e lettura della mano, ogni volta che qualche signora entrava dentro e vedeva su una mensola il mazzo dei Tarocchi immediatamente mi chiedeva di farle quelli. 

E questa era la prima prova... poiché immediatamente le spiegavo che usare i tarocchi per la divinazione era un uso improprio e che quelle carte di "potere" andavano semplicemente osservate per vedere quel che evocavano in noi. Subito dopo passavo però a insinuare che il desiderio di conoscere il nostro futuro od il passato remoto ci impediva di vivere il presente. E così iniziavo a parlare di archetipi e di auto-conoscenza. 

L'ultima volta che ebbi a che fare con i Tarocchi  fu  alla festa del solstizio d'estate del 2010, a casa di Simone Sutra, (nel modenese) in cui all'ingresso avveniva la distribuzione casuale di alcuni tarocchetti ad ogni convitato... i presenti erano 22 come gli arcani maggiori (più la Matta). Ma non voglio andare oltre con i ricordi, ed  ecco un articolo che avevo scritto per AAM Terra nuova sui Tarocchi, con  una breve spiegazione esoterica sul loro significato ed uso:


Tarocchi: dal passato il futuro

Dice Covelluzzo da Viterbo: “Anno 1379; fu recato in Viterbo il gioco delle carte che viene da Seracenia e chiamasi naibi…”
 
Questa è la prima certificazione storica dell’avvento dei Tarocchi in Italia, “nabi o navi” nelle lingue semitiche significa “profeta o indovino” ma sicuramente anche questo sistema divinatorio proviene dalla Valle dell’Indo.

I Tarocchi completi sono composti da 21 Arcani + lo 0 (matto) e dalle consuete 52 carte suddivise in quattro semi. Per una divinazione semplificata vengono usati solo gli Arcani + lo 0.  

Essi sono: 

Bagatto, la causa prima, mercurio, aria; Papessa, mistero, saturno passivo, acqua; Imperatrice, discernimento, sole, terra; Imperatore, positivismo, marte, fuoco; Papa, moralità, giove, aria; Innamorato, scelta, venere, acqua; Carro, capacità, marte-sole, terra; Giustizia, metodo, luna, acqua; Eremita, riservatezza, saturno, terra; Ruota, variabilità, luna-mercurio, aria; Forza, coraggio, giove-marte, terra; Appeso, rinuncia, luna-venere, aria; Morte, destino, saturno attivo, terra; Temperanza, serenità, mercurio-luna, acqua; Diavolo, passione, marte-venere, fuoco; Torre, presunzione, luna-marte, terra; Stelle, bellezza, sole-venere, fuoco celeste; Luna, mutevolezza, luna, acqua; Sole, ragione, sole, fuoco; Giudizio, ispirazione, sole-mercurio, fuoco; Mondo, compimento, sole-giove, acqua aria terra fuoco. Matto, lo 0, scioglimento, assenza di distinzione fra gli elementi, conoscenza totale che è follia.

Ed ora una curiosità sul significato divinatorio del denigrato “2 di coppe”: simpatia, allegria, affetto, amore……


Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica















All'ingresso della Stanzetta del Pastore di Calcata