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Hui Neng e lo zen della Luna Piena



Hui Neng quand’era ancora giovane si recò dal suo guru, che era a capo
di un grande monastero, e gli chiese di ricevere l’iniziazione. Il
maestro gli chiese: “A quale scopo sei venuto qui? Non c’è nessun
bisogno che tu venga da me”.

Hui Neng non riuscì a capire, pensava di non essere ancora pronto per
essere accettato ma il guru vedeva qualcosa d’altro, vedeva la sua
aura che cresceva e diceva “Anche se non vieni da me, la “cosa”
succederà comunque inevitabilmente, presto o tardi. Ci sei già dentro
perciò non è necessario che tu venga da me”.

Ma Hui Neng disse: “Non mi rifiutare”. Così il guru lo accetto e gli
chiese solo di andare nel retro, nella cucina del monastero. Era un
grande monastero di cinquecento monaci. Il guru gli disse: “Va in
cucina e dai una mano a cucinare e non venire più da me. Quando sarà
necessario verrò io da te”.

A Hui Neng non venne prescritta alcuna meditazione, alcun testo sacro
da leggere o su cui riflettere. Non gli venne insegnato nulla, fu
semplicemente mandato in cucina. L’intero monastero lavorava, c’erano
studiosi e c’erano meditatori e c’erano yogin e l’intero monastero era
in uno stato di grande attività. Ognuno svolgeva qualche pratica
spirituale e Hui Neng non faceva altro che pulire il riso e svolgere
lavori di cucina. Trascorsero così dodici anni, Hui Neng non andò più
dal guru perché non gli era consentito, aspettò, aspettò ed aspettò….
Aspettò semplicemente. Era considerato dagli altri monaci alla stregua
di un servo.

Un giorno infine il maestro dichiarò che la sua morte era vicina ed
era perciò tempo che egli nominasse qualcuno che gli succedesse, così
disse. “Coloro che ritengono di essere illuminati dovrebbero comporre
una breve poesia di quattro versi ed inserirvi tutto quel che hanno
compreso. E se approvo delle poesie in questo modo sceglierò il mio
successore”.

Nel monastero c’era un grande studioso e nessuno si provò a comporre i
versi perché tutti pensavano che sarebbe stato lui a vincere. Ed in
effetti egli compose i quattro versi il cui senso era: “La mente è
come uno specchio e su di esso si raccoglie la polvere, puliscilo
dalla polvere e sei illuminato”. Ma anche questo grande studioso aveva
timore, poiché sapeva che il maestro avrebbe saputo… egli sa chi è
illuminato e chi non lo è, sebbene ciò che ha scritto sia
apparentemente l’essenza di tutte le scritture. Egli perciò non si
recò direttamente da maestro ma di notte si spinse sino alla sua
capanna e lì fuori depositò i quattro versi senza apporvi la sua
firma.

L’indomani mattina il maestro uscì dalla porta lesse i versi e
dichiarò: “Va bene, va bene, evidentemente chi ha scritto questi versi
è un illuminato. Di conseguenza tutto il monastero iniziò a parlarne,
tutti seppero chi li aveva scritti ed erano pieni di elogi per lo
studioso e soddisfatti. Ad un certo punto alcuni monaci andarono in
cucina per bere una tazza di thè e mentre parlavano HuiNeng li
ascoltava. Appena udì i quattro versi si mise a ridere ed i monaci gli
chiesero: “Perché ridi stupido? Tu non sai nulla, hai solo servito in
cucina per tutti questi anni, perché ridi?”.

Nessuno l’aveva mai udito ridere prima di allora, veniva considerato
una specie di idiota che non sapeva nemmeno parlare. Ma egli disse:
”Non so scrivere e non sono neppure un illuminato, ma questi versi
sono sbagliati. Se qualcuno vuole scrivere per me io gli detterò
quattro versi”. Quasi per gioco un monaco lo accompagnò al muro del
monastero e lì con un pennello trascrisse quanto gli veniva dettato:
“Non c’è mente e non c’è specchio, perciò dove può la polvere
raccogliersi? Uno che sa questo è illuminato”.

In quel mentre sopraggiunse il maestro, lo guardò negli occhi e gli
disse “No, hai torto”. Al che Hui Neng semplicemente gli toccò i piedi
e se ne tornò in cucina. Più tardi quando tutti dormivano il maestro
si recò nascostamente da Hui Neng e gli disse: “Hai ragione tu ma non
potevo dirlo davanti a quegli idioti.. e se avessi detto che ti
nominavo mio successore ti avrebbero ucciso. Perciò vattene da qui. Tu
sei il mio vero successore ma non dirlo a nessuno. Ho saputo che
sarebbe accaduto sin dal primo momento che ti incontrai, vedevo
infatti la tua aura che stava crescendo, per questa ragione non ti
avevo prescritto alcuna meditazione, non ce ne’era bisogno, eri già in
meditazione. Ed in questi dodici anni di silenzio hai svuotato
completamente la mente e la tua aura ora è piena. Sei diventato una
“luna piena”.. ma ora vattene altrimenti ti uccideranno”.

Hui Neng se ne andò come il suo guru gli aveva ordinato ed in seguito
fu riconosciuto come uno dei più grandi maestri della tradizione zen.


Paolo D'Arpini


La bibbia dice che gli insetti sono "buoni" (da mangiare)...




“Mia moglie ed io siamo stati invitati a cena da amici che abitano in una zona tranquilla di Bangui, capitale della Repubblica Centroafricana. “Entrate! Speriamo siate affamati!” Ci dicono appena arriviamo. Già prima di entrare sentiamo i nostri amici chiacchierare e avvertiamo nell’aria un bel profumino: un mix di cipolle, aglio e spezie. Ella, la padrona di casa, ci accoglie spiegandoci cosa stiamo per mangiare. “Per molti che abitano nell’Africa centrale gli insetti sono un importante fonte di proteine, spiega. Ma noi non li mangiamo per necessità: è che sono buonissimi. Oggi mangeremo makongo, cioè bruchi”.
Nella Repubblica Centrafricana si mangiano diversi tipi di insetti. Durante la stagione delle piogge eserciti di termiti chiamate bobo si assembrano intorno ai termitai o, nella aree urbane alle sorgenti di luce elettrica. Di sera dopo un temporale, bambini si precipitano a raccogliere. E, spesso, mentre riempiono le loro ceste si fanno anche una bella scorpacciata. Questi insetti possono essere gustati in vari modi: essiccati al sole, arrostiti con un po’ di sale, speziati con peperoncino piccante, oppure cucinati in uno stufato o con degli gnocchi.
Le kindagozo sono cavallette verdi che arrivano nella zona durante la stagione secca. Gli abitanti della Repubblica Centrafricana le arrostiscono o le fanno cuocere a fuoco lento dopo aver tolto zampe e ali. In tutto il paese si mangiano anche diversi tipi di bruchi. A noi sono state offerte le larve di una falena che depone le uova sugli alberi. Quando nascono i bruchi vengono raccolti, lavati e poi cotti a fuoco lento con pomodori, cipolle e altri ingredienti a seconda della ricetta che piace di più. A volte vengono essiccati o affumicati. Questo permette di conservarli anche per tre mesi.
Anche se non tutti gli insetti sono commestibili, quando vengono raccolti in zone in cui non vengono usati pesticidi e fertilizzanti e quando sono opportunamente preparati, di solito non si corrono rischi. Ovviamente chi è allergico ai crostacei, parenti stretti degli insetti, visto che si tratta sempre di artropodi, farebbe bene ad evitarli. A differenza dei crostacei che si nutrono di sostanze in decomposizione, la maggioranza degli insetti commestibili mangia solo foglie sane e consuma piante che gli esseri umani non sarebbero in grado di digerire.
A seconda del tipo di bruco 100 grammi possono bastare per soddisfare buona parte del fabbisogno proteico giornaliero di minerali come calcio, ferro, magnesio, fosforo, potassio e zinco, nonché di diverse vitamine. Inoltre la farina che si ottiene dai bruchi tritati può essere usata per fare una pappa che integra la dieta dei bambini denutriti. Oltre all’apporto nutrizionale, l’entomofagia, cioè il mangiare insetti, presenta altri vantaggi. Un pasto a base di insetti è “ecosostenibile”: comporta un basso consumo di acqua, produce basse emissioni di gas serra, e, di fatto, è una forma di pesticida naturale.
Mentre pregustiamo i nostri bruchi, ci viene in mente che nella legge della antica nazione di Israele, le locuste non erano considerate impure. Infatti servitori del vero Dio come Giovanni il Battista, le mangiavano. E’ anche vero però che mangiare qualcosa a cui non si è abituati all’inizio può non essere facile. Ella esce dalla cucina con un piatto fumante che cattura l’attenzione di tutti. Essendo ospiti, io e mia moglie abbiamo l’onore di essere serviti per primi. Quando vedono che ci vengono messe davanti due grandi ciotole piene di bruchi, gli otto africani li con noi diventano raggianti.
Se vi capita l’occasione di assaggiare questa prelibatezza, che tra l’altro è molto nutriente ed economica, non fatevela scappare! E’ un’esperienza che non dimenticherete.
Articolo pubblicato nel mese di giugno 2012  sulla rivista “Svegliatevi” dei Testimoni di Geova, con il titolo “Cena a base di insetti, un’esperienza che non dimenticheremo”.

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Mia integrazione: "Sì, in tutta l'Africa equatoriale era consuetudine mangiare insetti di vario genere, soprattutto locuste e termiti. Fa parte della tradizione ancestrale ed era anche un modo "ecologico" per tenere a bada la crescita demografica di questi animaletti, che sono  possono diventare "nocivi" se in sovranumero.  Periodicamente nubi di milioni di cavallette distruggono interi raccolti e le termiti divorano le capanne in legno come niente. 
Le nostre cugine  scimmie antropomorfe frugivore anch'esse integrano la dieta fruttariana con l'ingestione di insetti, e non solo le pulci che si levano d'addosso, anche vermi ed altre cosucce.   Ma come spesso avviene quel che era un modo naturale  di contenimento delle specie "nocive" e di integrazione alimentare  può diventare una moda consumista. 
La stessa cosa è successa con i cosiddetti frutti di mare, gamberi, gamberetti, etc. che ormai son diventati oggetto di allevamento intensivo in parchi marini, con tanto di irrorazione di antibiotici  ed altri veleni. Ora potrebbe anche succedere con gli insetti... 
Ma un ritorno ad una alimentazione adatta al nostro passato non mi sembra una buona soluzione. Oggi abbiamo scoperto che numerosi vegetali, legumi e semi contengono più proteine della carne, quindi non serve continuare ad attingere al regno animale per nutrire l'uomo.   
Paolo D'Arpini

"Realtà delle canalizzazioni" - Alcune ipotesi....



A proposito di "canalizzazioni" scrisse l’antropologo-teosofo  Bernardino del  Boca:

“Dall’invisibile realtà del  Continuo Infinito Presente da millenni
vengono canalizzati quei messaggi che hanno lo scopo  di far evolvere
la coscienza umana così che Dio, il Tutto,  possa penetrare sempre più
profondamente nella materia. Oggi l’umanità che brancola nel buio
creato dalla confusione ignora ancora che ogni individuo può accendere
la luce  della propria Anima per illuminare la Vita attorno a sé.
L’ignoranza è l’oscurità e questa oscurità persiste finché non brilla
la luce. La luce interiore dell’Anima è di natura astrale. Nella sua
vera essenza ogni uomo è  Luce. Ogni essere umano ha la stessa Luce.
Quando il corpo fisico si deteriora, ciò che resta è Luce, l’Anima
liberata dalla tomba di materia.  E’ solo con la luce della luna che
l’uomo può vedere la luna. Così chi vuol vedere Dio è mediante l’Amore
che lo può vedere, perchè l’Amore è la Luce di Dio. Non maledite
l’oscurità. Accendete invece la Luce della vostra Anima”. (La Voce
degli Zoit – Rivista Età dell’Acquario n. 58/1972)

Bernardino del  Boca chiamò Zoit le energie intelligenti che, disse,
aiutano l’evoluzione della coscienza umana.  Scrisse che il nome
ricorda un suono, lo stesso suono che si produce quando i due emisferi
del cervello si congiungono attraverso il contatto che chiamò
“oliviuli” e scrisse che questo suono – o vibrazione – sarà una chiave
utile  al futuro sviluppo di coscienza.

Il tema delle canalizzazioni è molto complesso. In estrema sintesi
penso che si debba porre molta attenzione al messaggio e non al
personaggio, come invece spesso accade, perché il discernimento può
essere viziato da pregiudizi che possono portare o alla totale
acritica accettazione del messaggio o, al contrario, al rifiuto
totale. Per tale ragione sia il prof. Bernardino del Boca che altri
ricercatori   consigliano  i canalizzatori di evitare prudentemente di
dare un volto ai loro messaggi  perché può essere  pericoloso sia per
sé stessi che per altri.  Se, ad esempio, le canalizzazioni vengono
sottoscritte  da una grande entità spirituale  gli eventuali possibili
 errori possono indurre confusione  in  molte persone.

A proposito di new age -  Alice Bailey ho scritto  le seguenti mail
che potrebbero, forse, essere utili:
http://thelivingspirits.net/societa-orwelliana/nuovo-ordine-mondiale-e-teosofia-paola-botta-beltramo-risponde-ai-dubbi.html

http://retedellereti.blogspot.it/2014/04/paola-botta-beltramo-approfondimento.html



Nella seconda parte dell’articolo  “le canalizzazioni sono davvero
attendibili - come riconoscere le canalizzazioni autentiche”  è
scritto di   diffidare  di canalizzazioni che trattano di vicende
“secolari”, troppo vicine alle vicende terrene. Occorre, a mio avviso,
 discernimento perché  pensare che le canalizzazioni siano poco
spirituali se si occupano, ad esempio,  di errori   scientifici  e/o
sociali  può essere davvero fuorviante.  Si pensi alla responsabilità
assunta da  Bernardino del Boca  nell’evidenziare  alcuni  errori
scientifici già   più di quaranta anni fa e ancora non condivisi dalla
scienza convenzionale http://www.teosofia-bernardino-del-boca.it/

Sono molti i messaggi canalizzati che invitano ad amare, ad essere
tolleranti, empatici ecc., messaggi  simili a quelli religiosi, ma
pochi quelli che hanno aiutato l’umanità a scoprire i tanti inganni
relativi, ad esempio,alla moneta-debito, alle cause vere di molte
malattie, ivi comprese quelle oncologiche o oncoequivalenti,
pandemie,. ecc. ecc..

Si pensi,  ad  esempio,  alla canalizzazione dei veggenti di Fatima
sulla pandemia spagnola: si è  scritto che la Madonna ha previsto la
morte dei due fratellini Giacinta e   Francesco   Marto  senza però
far comprendere  loro  la causa di quella epidemia che ha mietuto più
vittime della prima guerra mondiale.  Qualcuno ha scritto che la
grande sofferenza  vissuta  dai fratellini è da considerarsi “la
pedagogia di lassù”.

Saggi, teosofi, ricercatori olistici antichi e  moderni hanno sempre
affermato che la ginnastica mentale derivante dalla comparazione di
filosofie-religioni-scienze e dalla consapevolezza della telepatia
aiuta lo sviluppo dell’intuizione-via  del cuore-espansione di
coscienza- spiritualità

Simile il  parere del  fisico quantistico Vittorio Marchi “Lo scisma
tra scienza e religione, scienza e scienza, religione e religione e
l'eterno conflitto tra spirito (sacro) e materia (profana) stanno
alimentando oggi tutti i più nefasti fondamentalismi. C'è una pista
incisa, come in un floppy disk, presente nell'essenza di ogni
individuo. Si tratta di una linea della memoria,. fuori dal tempo e
dallo spazio, dove risiede la coscienza dell'infinito. Ma  i
fondamentalisti di tutto il mondo, le loro guide ed i loro maestri la
ignorano”  (Dagli atti del convegno di Milano del 2006  “ La Scienza
incontra lo Spirito”)

Paola Botta Beltramo





Articoli collegati: 

https://hearthaware.wordpress.com/2012/11/08/canalizzatori-giu-la-maschera/

https://hearthaware.wordpress.com/2012/08/04/le-canalizzazioni-sono-davvero-attendibili-2-parte/

Una memoria sulla Rete Bioregionale Italiana e preparativi per il prossimo Incontro Collettivo Ecologista del 2016


In questi giorni (o mesi) stiamo tentando di individuare e scegliere il luogo in cui si terrà il prossimo incontro collettivo ecologista del 2016.  Intanto è stata decisa la data, che sarà vicina al solstizio estivo, il 25 e 26 giugno 2016. 
Avevamo già pensato di organizzarlo in una zona del Centro Italia, in modo da favorire la partecipazione del più grande numero di ecologisti.   Al momento abbiamo alcune alternative aperte: Montevarchi, Civita Castellana, Sacrofano, Ronciglione e forse anche un paesino nel parco dei Monti Lucretili, etc.  La scelta non è facile, poiché si impone la necessità che il luogo dell'incontro sia in prossimità della natura, facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici, che i costi del soggiorno siano accessibili a tutti, che la struttura messa a disposizione sia idonea per ospitare un certo numero di persone e che gli ospiti siano in grado di offrire un servizio mensa biologico a  prezzo di costo o ad offerta libera. 
Per me del Circolo Vegetariano VV.TT.  questi incontri, sul tema del bioregionalismo, dell’ecologia e della spiritualità della natura, sono iniziati dal 1984, però dal punto di vista ufficiale la Rete Bioregionale Italiana nacque ad Acquapendente (Vt), nel parco di Monte Rufeno, nella primavera del 1996. Quindi le proposte politiche e sociali relative all’attuazione bioregionale ebbero “inizio” ufficialmente in quell’anno.
Io fui uno dei fondatori del Movimento e sono rimasto nella Rete malgrado le correnti avverse che, come spesso accade, hanno suddiviso il gruppo iniziale in rivoli e rivoletti con varie etichette. Nel frattempo, a mano a mano che qualcuno usciva c’è stato anche qualcuno che entrava e tutto sommato possiamo dire che il movimento ecologista profondo, facente riferimento alla Rete Bioregionale Italiana, è tutt’ora vivo e vegeto e fortemente operativo.
Una chicca storica  sulle azioni bioregionali del passato ve la voglio sottoporre, si tratta di un comunicato stampa ripreso da Antonello Palieri dell’ADNkronos, risalente al 1996. Non so se ricordate che in quell’anno Umberto Bossi aveva iniziato il pattugliamento sul fiume Po, per promuovere il suo federalismo separativo. Noi partimmo da Calcata ed organizzammo un contro-presidio, sulle rive del Po. Potranno testimoniarlo Antonio D’Andrea di Capracotta  ed anche Lina Boner di Verona, che erano presenti, ed altri che ora non ricordo.. Ah, c’era pure Stefano Disegni, il vignettista, che aveva disegnato il logo del nostro Ostello per Erbivori.
Lì sul Po, in provincia di Mantova, vissi una esperienza mista.
Eravamo arrivati al mattino presto, la natura era molto bella, passeggiai in lungo ed in largo sulle sponde del fiume, mentre i navigli della Lega facevano avanti ed indrè sull’acqua limacciosa, A contrastarli c’era una mongolfiera della Lega per l’Ambiente ormeggiata a terra, con tanti bei colori… Ma la lunga giornata al sole mi aveva proprio incocciato.. ed infatti ricordo che dovetti andare a rifugiarmi in un boschetto per sfuggire ai cocenti raggi e perciò non potei intervenire sul palco dove si tenevano gli interventi. Ma Stefano Disegni disse qualcosa su di noi, tanto per stabilire la nostra presenza. Sostanzialmente la proposta da noi portata avanti, di attuazione del bioregionalismo, è sotto riportata dall’Adnkronos. Ah ricordo che finimmo pure in prima pagina su Repubblica….
………..

Storico flash di agenzia: BIOREGIONALISMO LA PROPOSTA SARA’ RILANCIATA SUL PO IL 15 SETTEMBRE
Roma, 30 ago. 1996 (Adnkronos) - ”Bossi faccia pure il suo raduno fluviale il 15 settembre, noi ci batteremo per il riconoscimento di un nuovo ordinamento regionale basato sul ”bioregionalismo” (luoghi riconoscibili per le affinità culturali, dialettali, della flora e della fauna) e su effettive automonie locali.”
Lo dichiara il Presidente del Circolo vegetariano VV.TT. di Calcata, Paolo D’Arpini che la settimana scorsa ha lanciato ”con grande successo” la proposta del bioregionalismo. ”Il 15 settembre, giorno dell’imbarazzante ‘uscita fluviale’ di Bossi, noi riproporremo l’Italia dei bioregionalismi e del federalismo effettivo che ci unisca nel nome d’Italia -ma nel rispetto autentico delle autonomie- e non separi quanto e’ stato unito attraverso drammatiche e secolari vicende.”
”Lo riproporremo in tre diverse sedi e manifestazioni: il primo sull’altra sponda del Po, davanti a Ponte di Legno (nell’ambito di una manifestazione dell’Unione italiana ed Europea), il secondo nell’incontro di San Benedetto del Po, organizzato dai verdi della Regione Lombarda ed infine il terzo a Calcata, nella Valle del Treja, per rilanciare il modello etrusco come metodo di aggregazione per una bioregione sperimentale dell’Etruria”.
Intanto ”giungono lettere di adesione alla nostra proposta” precisa Paolo d’Arpini” anche dagli abitanti della cosiddetta ‘Padania’. Dai confini di questa inesistente ‘regione federata’ M.F. di Gorizia ci comunica che chiede asilo politico a Calcata nell’evetualita’, sia pure remota, di una vittoria bossista. Lo chiede in qualita’ di ‘barbaro illirico simpatizzante’ con il bioregionalismo etrusco’”
………….
Purtroppo l’idea bioregionale non ha ancora attecchito, ed il sistema “federalista regionale” ha nel frattempo dimostrato tutte le sue pecche.. Le Regioni sono carrozzoni che appesantiscono il bilancio dello Stato e servono solo a mantenere una massa di corrotti e di scansafatiche. Dividendo inoltre gli ambiti omogenei e le comunità. Per quanto riguarda la visione bioregionale e su quello che dovrebbe essere l’ordinamento e la riorganizzazione territoriale dello stato (secondo la nostra visione), vi rimando agli articoli: https://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=no%20regioni%20carrozzoni%20paolo%20d’arpini
Beh, la nostra battaglia bioregionale continua, vi aspettiamo all’Incontro Collettivo Ecologista 2016, aperto a tutti coloro che si riconoscono nell’ecologia profonda e nella biospiritualità.
Paolo D’Arpini - bioregionalismo.treia@gmail.com

Cristianesimo d'accatto e profezie catastrofiste a "buon prezzo"


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"... Nella notte dell’uomo bruciato, il sangue scorrerà a fiumi nella Roma dei papi e dei lestofanti. Il popolo uscirà sulle piazze accecato da un odio covato da tanto tempo e sulle picche lorde di sangue vedrete le teste dei politici, dei nobili e del clero. Il corpo di un uomo venerando sarà trascinato per le strade di Roma da un cavallo bianco e sulle strade rimarrà l’impronta del suo sangue e i lembi della sua pelle. Solo allora si scoprirà che l’uomo venerando era un serpente. E morirà come muoiono i serpenti. In questa notte di sangue e di magia le stelle cambieranno luce: quelli che indossavano l’abito della delinquenza indosseranno l’abito della giustizia e quelli che erano giusti diventeranno ingiusti... E quando sorgerà la luce del nuovo giorno, le fontane di Roma saranno piene di sangue umano, e molti corpi di potenti verranno squartati e gettati ai quattro angoli della città, affinché marciscano separati... Roma purificata non sarà più Roma. E la notte dell’uomo bruciato rimarrà a ricordare la santa insurrezione del popolo contro il lupo famelico vestito da agnello."

Grigorij Efimovi Rasputin


"Attraverso i gruppi creati tra di noi, da qualche parte il fumo di satana è entrato nel Tempio di Dio"
Papa Paolo VI - 29 giugno 1972

"Se fosse stato l'anticristo, Gesù, prostrandosi sottomesso, avrebbe fatto qualsiasi cosa per noi: si sarebbe introdotto furtivamente nelle sinagoghe, e non avrebbe trattato i più anziani e i preti come cani, ma umile come un agnello o un asinello, avrebbe obbedito a Caifa stesso. Dio non vuole invece che l'uomo diventi umile."
(If he had been Antichrist, Creeping Jesus, He'd have done anything to please us: Gone sneaking into the Synagogues And not used the Elders & Priests like Dogs, But humble as a Lamb or an Ass, Obey himself to Caiaphas. God wants not man to humble himself.)
William Blake

"Sbalordito il Diavolo rimase, quando comprese quanto osceno fosse il bene..."
John Milton

"Il demonio al quale rinuncio siete voi, Bernardo Gui"
Umberto Eco ne "Il nome della rosa"

"dall'altro dei monti intorno Lizzere, da castelnuovo pietra, attacco definitivo a cresta romana fede"
Nostradamus

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Risvegliati a te stesso - “Maestro è colui che ti porta ad essere il tuo stesso Maestro!”

Hints of true knowledge
Diceva Ramana Maharshi: "Tu ed io siamo la stessa cosa. Quel che io ho fatto è sicuramente possibile per ognuno. Tu sei il Sé, in questo momento, e non puoi mai  essere altro. Getta al vento le tue preoccupazioni, guarda dentro di te e trova la Pace!"
Ed ancora: ”Conosci la tua mente, per non farti imbrogliare dalla mente”.  
Vedi quante immagini appaiono in un sogno, quanti personaggi che si cercano e si sfuggono, che si amano e si odiano? Ma il sognatore è uno solo….
Per risvegliarti a te stesso da qualsiasi punto o identità ti riconosci nel sogno, accetta quella, fermati a quella e da lì osserva e scopri l’osservatore. Non aspettare illudendoti che potrai svegliarti solo se stai sognando di essere qualcun altro, un personaggio più preparato o più simpatico… Qualsiasi sia il personaggio del sogno nel quale ti trovi, accettalo.
Osho diceva: “Accettarsi per quel che siamo è la base per il risveglio spirituale”. Infatti accettarsi non significa rinunciare alla propria crescita, anzi vuol dire che accettiamo di crescere partendo da ciò che siamo. In questo modo la crescita non sarà una scelta bensì un moto spontaneo. E’ la fioritura dell’intrinseca perfezione che trova una forma espressiva, senza sforzo, senza rabbia o frustrazione, senza sacrificio, senza uso della memoria,senza espiazione, senza speranza…
Puoi dirmi allora dove si pone, a cosa serve, quella sofferenza, quell’autocontrollo, che sin’ora ha accompagnato la tua ricerca? Dov’è l’utilità proiettiva dell’io che cerca se stesso? Quanti sono gli “io” in te? Dov’è quell’uno che cerca e l’altro che è cercato? Dove sono le vite trascorse arrancando verso la perfezione e dove sono quelle vite future per completarla? Cosa significa “io sono giovane, io sono vecchio, io sono maschio, io sono femmina”? Non sei tu presente qui ed ora, pura coscienza, aldilà di ogni distinzione esteriore? E sempre lo sarai!
Ascolta, tu sei sempre, assolutamente, e chiunque nel tuo sogno dica qualcosa di sensato, sei tu a dirlo. Riconosci quel messaggio come tuo, guarda la luna e lascia stare il dito, scopri l’essenza e non lasciarti ingannare dal riflesso.. 
E per finire ricorda: “Il Guru ti appartiene completamente ma appartieni tu completamente al Guru..?” (Swami Muktananda)

Paolo D’Arpini

Il messaggio di Babaji da Herakhan: "La Rivoluzione non può più attendere"



Più tardi sarete i messaggeri della pace, ma ora della Rivoluzione

Tutti devono venire in orario all'Arati. Tutti devono aiutare a mantenere il tempio e la Kirtan Hall in ordine e puliti: occuparsi del tempio è vostra responsabilità.
Siete nati nella tempesta, vivrete con la tempesta e dovrete avere il coraggio di affrontarla.  Tutti voi dovete essere pronti. Inizierò una nuova Rivoluzione, molte rivoluzioni hanno già avuto luogo. Forse credete che Babaji non faccia altro che sedere qui, ma Egli va ovunque, fa ogni cosa sedendo qui. La Rivoluzione è in corso in tutto il mondo, dobbiamo dare ispirazione alla gente da qui. Voi siete i messaggeri della Rivoluzione: più tardi sarete i messaggeri della pace, ma ora della Rivoluzione.
Parole di Babaji. Herakhan, 2 febbraio 1982


37.
IL SANSCRITO, LA LINGUA DEI VEDA
Insegnate il sanscrito ai vostri bambini

Bihar Shastriji vi insegnerà il mantra esatto per la puja a Babaji. Ai tempi di Rama, Shastriji cantò i mantra al suo matrimonio. Babaji vuole che si prendano insegnamenti da lui e si imparino l'hindi e il sanscrito. Chiunque abbia bambini, deve insegnare loro l'hindi, il sanscrito e come fare la puja, poiché il sanscrito è la lingua dei Veda e i bambini devono imparare i Veda. Babaji spera che diventino Suoi devoti: ha bisogno di loro per costruire il mondo nuovo. Bihar Shastriji è un grande studioso, astrologo, scrittore: una grande anima, viene dallo stesso villaggio di Janaka, colui che scrisse le leggi e i codici. Dovete imparare il sanscrito perché contiene i principi basilari e Shastriji lo conosce bene, i vostri bambini devono imparare da lui. Studiate anche le scienze perché questa è l'era della scienza. 

Babaji vuole organizzare un grande laboratorio; sarà chiamato:"Il laboratorio di distruzione". Voi vedrete... Capite? 

Discorso di Babaji ripetuto da Gora Devi. Herakhan, 8 febbraio 1982