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Nichilismo, porta d'ingresso del satori?



Il nichilismo è una espressione del pensiero agnostico che, dal punto di vista intellettuale, merita il nostro rispetto e considerazione. Partire dal dubbio è sempre motivo di approfondimento. Infatti solo il chiedersi, il dubitare la sostanza di ogni asserzione, ci permette di ulteriormente scavare all’interno della nostra psiche. Questo è un buon esercizio e ci consente di giungere al limite estremo, quel punto magico, in bilico fra la mente e la non-mente, che nello zen chiamano la porta del “satori”. 

Trovarsi lì nel vuoto senza aver ancora stabilito la propria identità può essere pericoloso (e lo ha dimostrato lo stesso Nietzsche) eppure se non giungiamo a quel punto limite, o attraverso l’intelletto o attraverso la rottura degli schemi intellettivi, come possiamo avere l’esperienza del Sé?

Qualcuno si  chiede se la realizzazione del Sé possa essere definitiva e permanente. Ebbene, sì!  E non perché ci si arrivi attraverso un processo di “ricerca” (spirituale) ma solo perché l’esperienza del Sé è la sola e vera esperienza costante e permanente.. è la nostra vera natura ed è inalienabile.

Qualsiasi cosa appaia nella mente, qualsiasi pensiero, sensazione, desiderio, disperazione o vuoto.. appare per mezzo del substrato della coscienza, la coscienza è la costante, mentre i pensieri sono sovrimposti… 

Il momento che  "realizziamo" (il che significa "rendere reale") questo banale fatto automaticamente siamo quel che siamo sempre stati e che sempre saremo…

La logica a volte aiuta…  per farci comprendere che  non ci è possibile assolutamente sfuggire a questa coscienza che noi siamo. Anche la negazione di sé (nichilismo) avviene nella coscienza.

Paolo D'Arpini

Rete Bioregionale Italiana e attuazione dell'ecologia profonda



Chi può definirsi bioregionalista? Questo termine non denota una appartenenza etnica bensì la capacità di rapportarsi con il luogo in cui si risiede considerandolo come la propria casa, come una espansione di sé. La definizione diviene appropriata nel momento in cui si vive in sintonia con il territorio e con gli elementi vitali che lo compongono. Infatti chiunque può essere bioregionalista indipendentemente dalla provenienza di origine se segue la pratica dell’ecologia profonda, del vivere cercando di essere in sintonia il più possibile col mondo che ci circonda, in un modo in cui, pur sentendosi liberi di manifestare se stessi nelle proprie caratteristiche peculiari, non si ha bisogno di provocare danni all’ambiente od alla società in funzione di un personale esclusivo vantaggio. Nel bioregionalismo si cerca quindi di riportare un equilibrio fra l’uomo, l’ambiente e gli altri esseri viventi e non. E’ molto importante che si tenga sempre presente questo “spirito” in cui  l’ecologia “profonda” diventa una pratica costante della vita, come un sottofondo profumato.

L’approccio bioregionale comprende infatti la visione dell’ecologia profonda e della spiritualità della natura (o laica). Questi tre aspetti sono inseparabili.

L’ecologia profonda è il riconoscimento dell’inscindibilità della vita ed il bioregionalismo non è altro che la descrizione dei vari processi vitali e delle forme visibili della vita e della materia nella consapevolezza di tale inscindibilità. Nell’individuazione di un ambito “bioregionale” non si tiene conto esclusivamente del vivente bensì dell’insieme inorganico, morfologico, geografico, geologico del territorio prescelto, ivi compresi -ovviamente- gli elementi botanici e zoologici che vi prosperano. Senza trascurare gli aspetti sociologici e culturali  della  società che ivi risiede.   Insomma si esamina l’omogeneità dell’area esaminata definita “bioregione” e lì si traccia una leggera linea di demarcazione (non divisione) per individuarne i “confini”. Va da sé che questi confini sono semplicemente teorici, poiché l’organismo bioregionale della Terra è in verità un tutt’uno indivisibile.

Potremmo per analogia definire le bioregioni gli organi dell’organismo Terra.

Nel significato originale della parola “ecologia”, rispetto alla sua consimile “ambientalismo” è già delineata una differenza d’intendimento, pur che l’esatta traduzione di “ecologia” è “studio dell’ambiente”. Mentre in “ambientalismo” si presume il criterio della semplice conservazione.

Allorché si aggiunge al termine “ecologia” l’aggettivo “profonda” ecco che si tende ad ampliarne il significato originario integrandovi il concetto di ulteriore ricerca all’interno della struttura ambientale. Insomma si va a scoprire il substrato e non si osserva solo la superficie, la pelle dell’ambiente.

Lo stesso dicasi per la parola spiritualità e la sua qualificazione “laica”. In questo caso si cerca di dare una connotazione “libera” alla spiritualità comunemente intesa come espressione della religione. La spiritualità è l’intelligenza/coscienza che pervade la vita, è il suo profumo e non è assolutamente un risultato della religione, anzi spesso la religione tende a tarpare ed a nascondere questa “naturale” spiritualità presente in tutte le cose.

Questa spiritualità -o senso di presenza-  è un fatto, una realtà, e non può essere descritta in termini filosofici se non astraendoci dal contesto dell’ecologia stessa. La spiritualità laica quindi non è una base per esprimere le norme di una “nuova religione” con tanto di sacerdoti titolati all’interpretazione e con tanto di bibbia decisa a tavolino dai sapienti. Questa spiritualità  è  la consapevole pratica sincera ed onesta del condurre la nostra esistenza considerando che noi tutti siamo presenti in ogni aspetto del processo vitale e della coscienza che lo anima.

L’ecologia profonda, il bioregionalismo, la spiritualità naturale (o laica) sono espressioni del vivere armonico, amorevole gentile e solidale sulla Terra.

La Rete Bioregionale Italiana non è un movimento compatto, esistono varie realtà anche disgiunte. Alcune di queste realtà sono più  teoriche o divulgative ed operano attraverso l’editoria di settore. Altre si occupano essenzialmente di aspetti pratici e di vivere in prima persona l’esperienza bioregionale e dell’ecologia profonda. La Rete Bioregionale Italiana è stata fondata nel 1996 come incontro di varie realtà che si riconoscono nella visione dell’ecologia profonda e del bioregionalsimo. La rete consente libertà di azione locale e il perseguimento di fini comuni, collegati e coniugati ai diversi territori e tematiche bioregionali.

Da alcuni anni la Rete ha leggermente cambiato strutturazione, passando da nodi territoriali a nodi tematici. L’appartenenza al Movimento/Rete avviene per semplice condivisione dello stile di vita e delle tematiche, lasciando ad ognuno la propria libertà di occuparsi degli argomenti che di volta in volta emergono, per dare risposte necessarie contingenziali ai problemi e per proporre iniziative che possano aiutare le comunità.

Ogni anno i membri della Rete Bioregionale Italiana si incontrano per scambiarsi le esperienze su questi temi e le riunioni avvengono in contesti naturali e si tengono in occasione del Solstizio Estivo, sono occasioni di condivisione collegiale del sentire e della pratica quotidiana, nello spirito conviviale e dell’avvicinamento fra amici e fratelli. Solitamente vi partecipano diversi membri della grande famiglia ecologista,  nuovi e vecchi agricoltori, abitanti di ecovillaggi e di comuni agricole o spirituali, etc.

Gli incontri si svolgono con le modalità di suddividere momenti di dialogo a giro (con il bastone della parola) e momenti culturali e di aiuto nel menage generale. Oltre alle sessioni di sharing delle esperienze vissute nelle proprie bioregioni di provenienza sono previste anche varie cerimonie naturalistiche in omaggio ai cinque elementi: camminare a piedi nudi nei campi per la raccolta di erbe selvatiche (Terra), accensione e salto del fuoco al suono di tamburi sciamanici (Fuoco), controllo della inalazione ed espirazione pranayama (Aria), lavacro al fiume od al lago  e preparazione dell’acqua di San Giovanni (Acqua), osservazione notturna degli astri e silenzio meditativo (Etere).


L'incontro del 2015, denominato Collettivo Ecologista" si tiene a Montecorone di Zocca (Mo)


20 giugno 2015:

Dal mattino accoglienza dei viaggiatori che vengono da lontano e si sistemano e fanno amicizia con il luogo ed i suoi abitanti. Pic-nic al sacco autogestito

Ore 16 – Primo giro di condivisione con il bastone della parola, facilitatore Paolo

Ore 18 - Escursione erboristica nei dintorni alla ricerca di fiori ed erbe per la preparazione dell'acqua benedetta solstiziale, accompagnatrice Nelly

Ore 19.30 – Cena condivisa all'aperto con il cibo da ognuno portato e con l'integrazione di pane cotto al forno a legna, insalata rustica etc. a cura di Monica C.

Ore 21 – Accensione del fuoco rituale nell'aia. Danza sciamanica e salto del fuoco, a cura di Pietro di Tolè

Ore 22 – Osservazione delle stelle, mantra e meditazione


21 giugno 2015:

Ore 9.30 – Gita a piedi nel bosco fino a Montecorone, conduce Pietro

Ore 10.30 - Panoramica dalla piazza su Sasso di Sant'Andrea, e giro di condivisione con il bastone della parola attorno ad un quecia centenaria, facilitatore Sergio

Ore 12.30 – Ritorno a Ca' Lamari e pranzo bioregionale a cura di Monica C.

Ore 15.30 – Esperimenti di ecopsicologia corporea a cura di Monica F.

Ore 16.30 – Giro di condivione con il bastone della parola e presentazione del nuovo numero di "Quaderni di Vita Bioregionale 2015", facilitatrice Caterina

Ore 18.30 - Conclusioni e scambio indirizzi. Per chi resta musica e danze agresti


Partecipazioni: La partecipazione al Collettivo Ecologista è libera e volontaria, la manifestazione non è coperta da polizza assicurativa. Si richiede una compartecipazione ai lavori comunitari ed il rispetto dei luoghi e delle norme di convivenza ecologista. A chi usufruisce della mensa prandiale sarà richiesto un piccolo contributo forfettario. Si potrà pernottare a Ca' Lamari venendo muniti di sacco a pelo. Possibilità di montare la propria tenda. Per le spese generali girerà un cappello.


Come Raggiungere Ca' Lamari: In treno – Da Bologna o Modena prendere il treno locale per Vignola. Da lì recarsi alla fermata autobus che si trova in centro città (tra bar Acquerello e Pegaso), partenza autobus per Zocca: 8.10 – 10.20 – 12.10 – 13.10 – 17.40 – 18.45. Scendere a fermata Sassi (subito dopo Rocca Malatina), poi imboccare Via Lamari e proseguire sino alla casa di Pietro. - In auto: Da bologna o da Modena andare a Vignola e da qui prendere la strada provinciale per Zocca, passando da Guiglia. Dopo Guiglia proseguire verso Zocca e superata la frazione chiamata Rocca Malatina, dopo circa 1 chilometro la strada curva a destra ma prima della curva a sinistra si vedrà il cartello che indica Via Lamari, mentre a destra si vede la traversa chiamata Via Tintoria, dirigersi con l'auto in Via Tintoria e parcheggiare dove si può e poi prendere Via Lamari a piedi. La casa di Pietro è la seconda lungo la strada a circa 400 metri dal bivio.


Condivisioni: Durante i due giorni dell'Incontro sarà possibile esporre e scambiare le proprie autoproduzioni artigianali ed artistiche: libri, riviste, oggetti d'uso, conserve e oli, etc.


Per info. sui programmi: bioregionalismo.treia@gmail.com – Cell. 333.6023090

Per info. logistiche: Tel.: 059/989639 - 340.2148222


Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana  è sufficiente inviare una lettera di adesione al Manifesto della Rete (http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/) a mezzo email a:bioregionalismo.treia@gmail.com  – oppure all’indirizzo: Paolo D’Arpini e Caterina Regazzi, via Mazzini, 27 – 62010 Treia (Mc)


Alcune immagini di vari incontri  Della Rete:

























Vortici elettromagnetici, aura e spiritualità laica

La scienza Russa ha molti nomi per i vortici elettromagnetici di Daniel Winter, come campi di spin, campi torsionali e campi assione, sono campi di spin nel vacuum. Le strutture toroidali e vorticose delle onde Auree descritte da Daniel Winter sono forme di campi di torsione statici. La spirale nel punto zero immobile del vortice elettromagnetico crea i seguenti effetti:

-Accumula energia "infinita" per l'implosione delle onde in lunghezze d'onda sempre più piccole. Più è breve la lunghezza d'onda e più energia è contenuta nell'onda spiraleggiante. Come il tornado accumula energia e la concentra nel suo occhio, il vortice elettromagnetico accumula energia nel suo punto fermo. Notate che è l'estrema rotazione delle molecole d'aria nell'occhio del tornado che fornisce tutta la sua potenza distruttiva.


-Un campo di spin d'energia elettromagnetica accumula inerzia (la resistenza al movimento). Più c'è rotazione e più inerzia viene immagazzinata. Lo stesso effetto inerziale è dimostrato dai giroscopi che resistono ad ogni cambiamento di momento.


Se apprezziamo questi due effetti creati dai campi di torsione, possiamo iniziare a capire perché la materia e l'energia sono intercambiabili (E=m*c^2 di Einstein) e cosa fornisce alla materia la solidità. Se organizziamo campi di spin d'energia elettromagnetica negli schemi dei solidi Platonici che chiamiamo atomi, possiamo ora capire che:


-La materia è una forma densa di energia accumulata

-La materia ha proprietà interne di inerzia che le fornisce massa.

Quindi in realtà, non c'è nulla di solido nella materia. La massa è l'illusione di una cosa solida, è la Maya del mondo materiale menzionata dal Tao. Questa illusione è sostenuta dall'inerzia accumulata nelle onde e ha ingannato la scienza che ha mantenuto un falso concetto di inerzia. Abbiamo sempre creduto che l'inerzia fosse una proprietà inerente della massa, ma la verità è opposta, l'inerzia accumulata nell'elettromagnetismo rotante in una regione locale dello spazio crea l'effetto che osserviamo come massa!

Altro testo sulle energie NON duali:
Si sa poco in Occidente sui campi di torsione creati dalla rotazione della materia ad alta velocità. La NASA ha recentemente lanciato un satellite nell'Aprile 2004 per indagare nei campi di spin dei pianeti nel nostro Sistema Solare. Dato che molti scienziati credono che il campo di spin sia una proprietà della materia, non riconoscono che è il campo di torsione che crea la materia prima di tutto. Gli esperimenti di Bruce de Palma hanno provato che i giroscopi perdono peso. Questo fenomeno è totalmente inspiegabile nel paradigma scientifico corrente, ma se capiamo che facendo ruotare un oggetto possiamo cambiare lo spin elettromagnetico immagazzinato nell'oggetto, possiamo vedere perchè questo influisce leggermente sulla sua massa.

Ora possiamo anche vedere perchè Haisch e Rueda, trattati nel capitolo 4 "Il Campo di Punto Zero", hanno potuto provare la legge dell'inerzia di Newton, F=m*a. Hanno provato che l'inerzia è l'effetto causato da una massa in accelerazione attraverso il campo di punto zero. Dato che il vortice elettromagnetico nell'atomo immagazzina energia di punto zero e inerzia, non siamo sorpresi di trovare una correlazione. I campi torsionali statici sotto forma di vortici nell'etere e l'onda torsionale che viaggia a velocità superluminali, attraggono sempre più attenzione nella scienza Occidentale. Secondo alcuni, le onde di torsione sono il legame mancante per una "teoria del tutto", la teoria di campo unificato di Einstein. Sembra che l'elettromagnetismo, la gravità e le onde di torsione siano membri della stessa famiglia, diverse forme di vibrazione dell'etere.


Il fatto più sconvolgente che suggerisce una vicina "teoria del tutto" è che Kozyrev ha scoperto che pensieri e sensazioni generano onde di torsione. Ha potuto misurare onde di torsione causate da improvvisi cambiamenti emotivi. Quindi Kozyrev ha provato che:


-La coscienza è relazionata alle vibrazioni eteriche

-I nostri pensieri e le nostre emozioni creano onde di torsione che viaggiano a velocità superluminali fino agli estremi dell'universo
Le onde di torsione possono essere la fisica per la telepatia, la lettura della mente tra due individui. Dato che l'onda di torsione può influenzare fisicamente la materia, può anche spiegare la psicocinesi o PK, l'abilità di modificare mentalmente gli oggetti fisici. Uri Geller ha sempre dimostrato queste abilità davanti a molte persone. Benchè molti pensano ancora che sia un inganno, è stato sottoposto a scrutinio scientifico e non hanno potuto negare la sua abilità. Durante la Guerra Fredda gli scienziati Russi hanno sperimentato molto con gli psichici, perchè pensavano che le loro abilità fossero genuine.

Ora possiamo ricordare dal capitolo 3 "Scienza e Coscienza" i programmi di ricerca del Dr.William Tiller negli effetti dell'intenzione umana. Ha usato persone per imprimere le loro intenzioni nel suo dispositivo IIED e ha chiesto loro di manipolare il risultato di un esperimento, per esempo abbassare l'acidità dell'acqua. Il dispositivo IIED venne posizionato in una stanza per periodi estesi di tempo e l'effetto dell'abbassamento di acidità dell'acqua venne misurato chiaramente.

Dopo qualche tempo il dispositivo IIED poteva essere rimosso dalla stanza e l'effetto continuava. La stanza in qualche modo era condizionata. Ora il condizionamento di questa stanza può essere spiegato dalla presenza di campi di torsione statici stampati nel vacuum fisico della stanza a causa dell'intenzione umana! Questi campi di torsione creati dall'intenzione umana possono creare modifiche sottili nella materia. Nel 1984, Dankachov ha mostrato che i campi di torsione statici possono essere memorizzati nell'acqua. L'acqua è un buon medium per immagazzinare campi di torsione statici. Il biologo Francese Jacques Benveniste ha provato che l'acqua può memorizzare la costituzione dei composti chimici in essa dissolti. In qualche modo un campo di torsione può essere creato nell'acqua come stampo dei composti chimici. Dopo aver diluito l'acqua molte volte, fino a quando non rimanesse nulla del composto chimico originario, l'acqua manteneva le sue proprietà, come se fosse ancora presente il composto chimico. Accadeva che benchè non si trovassero tracce molecolari nell'acqua, rimaneva ancora lo stampo del campo torsionale del composto chimico. Benveniste dimostrò anche che mettendo una seconda bottiglia vicino alla prima, poteva copiare le proprietà dell'acqua da una all'altra. Il campo di torsione della prima bottiglia di acqua era indotto nel secondo!

Il Prof.Dr.David Schweitzer è in grado di fotografare questo effetto memoria dell'acqua. Usa un metodo semplice per misurare l'effetto di memoria dell'acqua. Prende una goccia d'acqua e le permette di asciugarsi ad un angolazione inclinata. Quindi analizza l'acqua sotto il microscopio e ci mostra come divengano visibili interessanti strutture. L'effetto di memoria dell'acqua può essere una spiegazione fisica per l'omeopatia. Molte persone sono scettiche sull'omeopatia, perchè come può l'acqua tanto diluita da disperdere tutti i composti chimici che contiene, avere ancora un effetto medico? L'acqua pura non può avere un effetto curativo, o può? I campi invisibili torsionali sembrano essere una spiegazione per questo fenomeno. (15)

Lo stampo dell'intenzione umana nei cristalli di ghiaccio del Dr. Masaru Emoto, è un altro esempio che può essere spiegato dalle onde di torsione irradiate dai pensieri e dalle emozioni umane. I campi di torsione creati dall'intenzione umana sono semplicemente memorizzati nell'acqua. A livello invisibile la struttura interna dell'acqua è cambiata. Dopo averla ghiacciata questi cambiamenti si manifestano in diverse forme dei cristalli di ghiaccio e sono visibili agli occhi umani.

Alla Sound Energy Research hanno impresso campi di torsione nell'acqua usando generatori di onde torsionali. Hanno trattato l'acqua distillata con onde scalari e bobine dedicate sviluppate dal Dr.Glen Rein. Il risultato è acqua strutturata chiamata scalar wave structured water™. Hanno inviato campioni di quest'acqua al Dr. Masaru Emoto che ha ghiacciato i campioni e ha studiato i cristalli. Hanno formato perfetti cristalli esagonali. Questo è un altro esempio che prova indirettamente che la coscienza e le onde di torsione sono in relazione, dato che l'intenzione cosciente umana e le onde scalari sembrano produrre gli stessi risultati degli esperimenti con i cristalli di ghiaccio del Dr. Masaru Emoto. La Sound Energy Research vende la sua acqua programmata in bottiglie di tre tipi diversi. Usando diverse intenzioni aggiungono diversi programmi all'acqua. L'acqua sembra avere proprietà rilassanti e curative. (16)


Campo Akashico


Le onde di torsione sono onde che si propagano agli angoli più remoti dell'universo senza perdere forza e per questo hanno vita eterna. Le onde di torsione viaggiando nel vacuum fisico non incontrano frizione, quindi mantengono la loro energia. Nell'attraversare l'universo interferiscono con altre onde di torsione. Nel tempo creano un tappeto della storia di tutto quello che è avvenuto nell'universo dal movimento della più piccola particella subatomica alla rivoluzione dei pianeti e all'espansione delle galassie. Ricordiamo che le onde di torsione sono generate da molti fenomeni come la vibrazione e lo spostamento della materia, dall'energia elettromagnetica ai nostri pensieri consci per dirne alcuni. Quindi i campi di torsione sono campi di informazione che codificano tutto quello che ha lasciato tracce nella forma di onde di torsione in questo universo. Arriviamo perciò alla registrazione di ogni piccolo pensiero mai fatto e di ogni piccolo movimento. Gli schemi di interferenza delle onde di torsione formano un enorme ologramma che permea l'intero universo.


Come le onde dei mari formano schemi d'interferenza che in teoria ci permettono di decodificare il movimento delle navi, così le onde di torsione teoricamente ci permettono di decodificare la storia dell'universo. L'unica differenza tra le onde del mare e le onde torsionali è che le onde del mare infine perdono energia arrivando a riva. La superposizione delle onde di torsione e la loro capacità di memoria è invece illimitata ed eterna. Le onde di torsione permettono all'informazione di trasferirsi per tutto l'universo, connettendo ogni atomo e dato che viaggiano più velocemente della luce, potrebbero spiegare gli effetti non-locali predetti in teoria e scoperti empiricamente nella fisica quantistica.


Il campo d'informazione creato dalle onde di torsione permette un universo coerente, in cui ogni atomo è interconnesso, che è informato di ogni attività possibile. Infatti gli scienziati stanno scoprendo un altissimo stato di coerenza nell'universo fisico, che non può essere facilmente spiegato se l'universo è composto da singole parti o atomi, molecole, pianeti e stelle in contatto solo con forze come la gravità. Le particelle entangled mantengono la loro relazione coerente eternamente senza limite di distanza, che siano millimetri o il diametro di una galassia. Queste relazioni coerenti possono essere spiegate solo da un campo invisibile che permea l'universo e le interconnette.

Il campo d'informazione descritto sopra è chiamato A-field dal Professore Emerito Ervin Laszlo. Laszlo negli ultimi quattro decenni ha sviluppato una teoria integrale per tutto, invece che specializzarsi in un campo, Laszlo ha studiato molti campi della scienza e infine ha sviluppato una teoria di sistema integrale. Secondo Laszlo il campo-A è più fondamentle dell'energia e della materia nell'universo. E' il campo di informazione primordiale che è la base del nostro universo e che interconnette tutto, rendendo la nostra visione della separazione inutile. Nella sua teoria di sistema non ci sono entità separate, le entità "separate" che osserviamo nel nostro universo sono tutte incorporate in una rete di connessioni.

Il campo-A delle onde di torsione può essere la nuova scienza ma la sua esistenza è conosciuta da millenni in Oriente. L'unica cosa nuova è che viene riscoperta dalla scienza occidentale. La tradizione spirituale Orientale ha chiamato questo campo Akasha. Akasha è una parola Sanskrita che significa radiazione o splendore, è sinonimo di etere. L'Akasha è l'utero della creazione che produce ogni aspetto fisico che può essere percepito con i sensi secondo le tradizioni orientali. Nell'antica spiritualità orientale la storia scritta nel campo dell'Akasha è chiamata cronaca Akashica, il libro della vita che registra tutto quello che è avvenuto o che avverrà nell'universo. Le cronache Akashiche o registri Akashici contengono la storia di tutte le anime che sono vissute su questo pianeta.


I registri Akashici sono campi di torsione olografici di individui che si incorporano in ologrammi più grandi di gruppi di persone come nazioni. Gli ologrammi delle nazioni formano l'ologramma dell'umanità sulla Terra e sembrano quella che Carl Jung chiamava mente collettiva dell'uomo. Il Campo-A o Akasha può spiegare le abilità psichiche riportate da molte persone che avrebbero visto nel passato eventi accaduti in questo mondo e non percepibili con una esperienza conscia. I registri Akashici sono il magazzino dell'informazione consultato dai grandi veggenti nelle ere, incluso Edgar Cayce.


L'autore di questo libro testimonia personalmente che le persone dotate psichicamente riescono a leggere i registri Akashici. In passato  ho consultato un praticante paranormale per lungo tempo. Essendo nato scettico, il mio scetticismo si è dovuto sciogliere quando mi sono confrontato con cure insolite che non potevo spiegare. Ho condiviso le mie esperienze con altri clienti di questo praticante durante le lunghe ore d'attesa. Durante una delle mie consultazioni gli ho dato una foto di qualcuno a me vicino senza fornirne dettagli prima, non una singola parola. Ho semplicemente chiesto se potesse aiutarla. Lui ha tenuto la sua mano sopra la foto e ha iniziato a rivelarmi quello che le era accaduto con i dettagli e a spiegare chiaramente la situazione in cui si trovava. Io sono rimasto totalmente impressionato dall'esperienza, perchè non c'era modo in cui potesse conoscere i dettagli che mi ha rivelato! Da quel momento ho saputo con certezza che c'era qualcosa che mancava nella mia comprensione di quella che credevo essere una realtà materiale.

Questa esperienza personale ha cambiato il mio scetticismo sul paranormale una volta per tutte. Dopo la prima esperienza ho incontrato e parlato con molte persone con abilità paranormali. Per mia esperienza quindi possono testimoniare che le abilità psichiche di leggere i registri Akashici sono reali e che tutto quello che è accaduto nel mondo dev'essere scritto nel tessuto dello spazio e del tempo. La coscienza umana può leggere questo libro della vita.

Oggi credo che non esista una miglior dimostrazione delle abilità psichiche della medium Americana Char Margolis. Conduce letture in show televisivi e può fornire dettagli sui defunti, iniziando sempre fornendo i nomi degli spiriti che contatta! Può vedere gli spiriti, leggere i pensieri e prevedere eventi leggendo i registri Akashici. La sua missione è mostrare alle persone che la morte non è la fine, ma un nuovo inizio. Lei è qua anche per insegnare ad ognuno di noi che abbiamo queste abilità intuitive.

Penso che tutti noi abbiamo avuto almeno una o più esperienze in cui abbiamo fatto accesso improvvisamente ad informazione non percepita dai sensi. Quella che chiamiamo intuizione, una improvvisa sensazione che ci informa, può essere spiegata da momenti di accesso  inconscio nel campo Akashico e nell'informazione che non possiamo spiegare logicamente. A volte semplicemente sappiamo le cose! Gemelli che sono emotivamente simili spesso hanno un contatto telepatico e sanno inconsciamente uno dell'altro, specialmente quando l'altro è stressato. I gemelli spesso hanno un'abilità detta "dolore-gemello", sentono il dolore dell'altro ad esempio nel caso di un forte dolore ai denti.


I possessori di un cane sanno che spesso sente arrivare il padrone a casa dopo una giornata in ufficio. Gli animali in natura sentono arrivare un Terremoto. Ore prima del terremoto, gli animali iniziano a divenire nervosi, perchè sanno che arriva qualcosa di terribile. I terremoti sono accompagnati da un tremendo rilascio di onde di torsione come risultato della frizione che avviene nella crosta della Terra prima della scossa. Queste onde di torsione facilmente vengono percepite dalle coscienze degli animali e possono spiegare il loro nervosismo. L'umanità in qualche modo ha perso queste abilità paranormali ancora comuni negli animali. Durante gli eventi tragici dello tsunami del 26 Dicembre 2004, i gruppi di salvataggio dopo il terremoto rimasero meravigliati nello scoprire la quasi mancanza di animali morti. La ragione può essere che gli animali hanno usato il loro sesto senso e hanno percepito il disastro incombente e sono scappati sulle montagne in posti sicuri.


Sembra che la nostra comprensione delle abilità psichiche e paranormali stia avanzando. Ora abbiamo spiegazioni per le abilità psichiche nel dominio della scienza per la prima volta e possiamo dare una spiegazione razionale a queste abilità ignorate e ridicolizzate per tanto tempo in Occidente. (17)

Ricapitolazione


Per la prima volta nella storia potremmo avere una teoria del tutto (T.O.E.) a portata di mano che non solo spiega il nostro universo fisico, ma connette anche la coscienza chiudendo la distanza tra scienza e spiritualità, 300 anni dopo Cartesio.


Lo spazio vuoto dell'universo non è vuoto. Contiene una energia spirituale che la scienza moderna ha riscoperto come etere, ma è conosciuta da millenni nelle antiche tradizioni spirituali come Chi, Ki, Prana o energia Akashica dell'universo. Questa energia non solo da forma al mondo fisico momento per momento, ma si relaziona con la coscienza. La scienza contemporanea rivela che credere nella distinzione tra mondo materiale e spirituale è un errore. Non c'è dualità, l'universo è prodotto da una sostanza sola e sia il mondo fisico che spirituale prendono forma da questa singola sostanza detta etere. Amit Goswami, Daniel Winter e David Wilcock sono alcuni degli scienziati che hanno superato il ponte tra scienza e spiritualità e che ora credono che l'energia cosciente primordiale dell'universo è la prima causa della creazione.


L'energia eterica può organizzarsi in schemi d'onda geometrici chiamati dopo Platone, solidi Platonici, per creare la materia. Quasi 2500 anni fa, Platone scrisse che il mondo fisico è prodotto grazie ai solidi Platonici. I solidi Platonici si organizzano in quelli che la teoria del caos chiama schemi frattali che formano una matrice nello spazio interconnettendo gli atomi con le stelle. Le scale dei solidi Platonici sono diverse ma il rapporto tra loro è sempre quello (seguendo il principio Ermetico, come sopra così sotto).

La fisica quantistica suggerisce che le onde di probabilità sono onde reali e ora si pensa che sia vero. Questo infine risolve l'enigma della dualità onda-particella della scienza quantistica. Non ci sono particelle nell'universo, solo onde. Quella che vediamo come particella è in realtà il punto focale delle vibrazioni. L'idea che Dio sia la luce e l'amore di questo mondo come affermato da molte religioni del mondo può essere presa letteralmente dopo aver studiato il lavoro di Daniel Winter. La materia è creata da pura luce (energia elettromagnetica e torsionale) e come abbiamo dimostrato esiste una relazione distinta tra l'amore e il Rapporto Aureo (Phi), richiesta per sostenere la materia. Dato che il punto focale di queste onde crea consapevolezza conscia, ogni atomo nell'universo è conscio e l'universo stesso è Un Essere Conscio. La coscienza universale, Dio è tutto ciò che è, è onnipresente e onnipotente. E' consapevole di tutte le cose che avvengono nell'universo, perchè è la coscienza universale.


La materia nell'universo è attratta grazie alle onde Auree che si intrecciano verso il punto zero, l'alfa e omega della creazione. E' l'amore in queste onde che crea la gravità. Il leggendario R.Buckminster Fuller, soggetto della canzone dei Beatles "Fool on the Hill", ha scoperto l'importanza della geometria sacra e lo spiegava in questo modo: "L'amore è gravità metafisica".


Se non ci fosse amore nelle onde che formano la materia interferirebbero distruttivamente e l'universo collasserebbe in un vuoto. Dio è la Gforce nell'Aether Dynamics e l'attrattore frattale nella teoria del caos, attrae tutte le onde verso il centro dove tutto diviene Uno.

Scienziati Russi hanno riscoperto il nuovo tipo di energia non-elettromagnetica di Tesla che viaggia in onde spiraleggianti e le hanno chiamate onde di torsione. Gli scienziati ora credono che le onde di torsione possano essere viste come onde che trasportano informazione piuttosto che energia. E' stato provato che le onde di torsione sono legate alla coscienza umana e sono create da pensieri ed emozioni. Le onde di torsione sono l'interfaccia tra il mondo mentale e fisico, benchè dobbiamo tenere in mente che non c'è dualità tra questi. La fisica dei campi di torsione è la fisica della psicocinesi e della telepatia e ci mostra come l'universo crei un ologramma che sembra l'antico campo di informazione dell'etere meglio conosciuto come campo dell'Akasha. L'Akasha è il libro della vita che tiene nota di tutto quello che è accaduto nell'universo e che accadrà in futuro.


Onda scalare a forma di Caduceo
(Cortesia di Dan Winter)

Vibrazioni Eteriche 
www.astronavepegasus.it

"Il respiro di Dio" - Eternità dell'inflazione - contrazione



Per noi tutti era assodato che l'universo fosse nato circa 14 miliardi di anni fa da un atomo "primevo" dopo un'imponente esplosione. 

Prima di quest'evento, secondo la teoria del big bang, non esisteva nulla, neppure il tempo.  

Ora questa teoria è stata rivista e, in parte, ridisegnata. Il Big Bang non fu per il nostro cosmo l'evento primo, unico irripetibile, ma solo uno dei tanti eventi che caratterizzano la vita degli universi, il nostro compreso.  Si è cominciato a pensare ad un origine diversa del nostro universo, ma più che all'origine si è postulato il teorema che il nostro è nato da altri universi o che da un universo già preisistente in  fase di "restringimento" sia scoccata un "scintilla" capace di farlo nuovamente espandere.

La teoria dell'inflazione, cioè della espansione uniforme dell'universo dopo un inizio "esplosivo" non è stata comunque confutata dalle ultime ricerche, infatti grazie al telescopio orbitante Hubble si  è potuto verificare che l'espansione è ancora in pieno svolgimento, al contrario di quanto si pensasse fino a qualche decennio fa. L'esempio è quello di un palloncino di gomma, se iniziamo a soffiare al suo interno, esso tenderà a gonfiarsi e ad estendersi in maniera uniforme, ma se continuiamo a soffiare esso scoppierà. 

Per molti scienziati questa è la visione attuale del nostro universo, alcuni però teorizzano che non ci sarà una fine come il nostro palloncino. Secondo questi quando il calore latente iniziale che ha dato vita a questo universo si sarà del tutto esaurito (Big Freeze) esso  inizierà a contrarsi (Big Grunch), fino a diventare una specie di infinitamente grande buco nero. 

Dopo di che la materia concentrata in esso eserciterà un calore di miliardi e miliardi di gradi tale da farla riuscire da un'altra parte dando vita ad un nuovo Big Bang. E così via all'infinito. Questa teoria è stata battezzata: "il respiro di Dio".

Il respiro di Dio? Sono rimasto quasi folgorato da questa breve frase perché ne ho già sentito parlare, ma molti anni fa. Così sono tornato con i ricordi quando avevo soggiornato nel 1985 ad Auroville in India, regione del Tamil Nadu, a sud di Madras. 

Noi occidentali eravamo soliti incontrarci il tardo pomeriggio ad Auroville, nella città di Sri Aurobindo e della Mere, ed esattamente nei pressi del Matri Mandir con i maestri induisti. In uno di questi incontri si parlò dell'origine di tutte le cose, universo compreso. Il maestro Nata, citando vecchi testi Veda (Upaniṣad; Mahabharata; Ramayana), tradusse per noi, direttamente dal sanscrito, una parte dove si diceva che tutto è sempre esistito e che l'universo si espande e si restringe in continuazione perché non è altro che il respiro di Brahma. 

Per il nostro mondo tuttavia c'è stato un inizio: nella Manu Smriti o Leggi di Manu, si afferma che Brahma, già presente nel tempo e nello spazio, crea dall'universo già esistente il nostro mondo attraverso l'uovo cosmico. L'uovo cosmico per alcuni potrebbe essere la nube incandescente da cui nacque il nostro sistema solare e con esso la nostra Terra.

Quindi migliaia di anni fa si sapeva che l'universo una volta si espande, poi si restringe e poi ancora si espande all'infinito, proprio come i nostri polmoni che si espandono e si restringono al ritmo del respiro. Giorni prima, sempre il maestro Nata,  da un altro antico testo, ci aveva resi edotti sul fatto che i saggi Veda avevano, migliaia di anni fa, diviso il giorno in 24 ore, le ore in minuti, i minuti in secondi e i secondi in ulteriori frazioni. 

Queste ed altre meraviglie, scoperte dalla nostra scienza, sono riportate nei sacri testi Veda, antecedenti e di molto alla nascita di Cristo (si parla che i primi testi furono scritti nel 4.500 a.C.).


Anche la cosiddetta massa oscura, scoperta dalla scienza da pochi decenni e che rappresenta il 90% del peso dell'universo, che nessun strumento è ancora riuscito a "fotografare", ma che  esiste, i Veda già la conoscevano. 

Pensate: tutto quello che noi vediamo con gli occhi e con strumenti elettronici sofisticati è solo il 9,9% della realtà. Per l'induismo invece la massa o forza oscura è sempre stata una realtà scontata, conosciuta come Prana, l'energia vitale invisibile che pervade ogni cosa dalle stelle ai corpi umani.

Allora se i nostri saggi avi sapevano già tutto, perché la scienza attuale non "abbassa un po' le penne" e comincia a studia questi testi. Sicuramente avrebbe degli spunti interessanti per continuare sulla strada della conoscenza. Ma questo difficilmente avverrà perché conosciamo bene l'alterigia del mondo scientifico che ancora pensa che tutto ciò che proviene dal passato è solo superstizione o leggenda...  

Ma noi che non apparteniamo alla casta scientifica ufficiale sappiamo che quasi tutto, in un lontano passato era conosciuto, e questa conoscenza ci è stata tramandata attraverso monumenti enigmatici, scritti sibillini e miti. E allora perché non cominciamo ad interessarci del nostro lontano passato, attraverso la rivisitazione e reinterpretazione delle nozioni storiche che ci hanno propinato fino ad oggi. Heinrich Schliemann aveva creduto nelle storie e nei miti descritti da Omero e, non curante delle critiche e derisioni dell'allora mondo accademico, scoprì Troia. E' un esempio questo per farci riflettere che miti e leggende infondo hanno una base si verità.

Ennio La Malfa

La morte, secondo Deepak Chopra e Gabriella Wittek



Per la maggior parte delle persone la morte rappresenta il momento in
cui la vita termina e il non conosciuto inizia.


Non è la morte che ci spaventa ma la sua inevitabilità.

Molti livelli di noi stessi non sanno niente riguardo l'estinguersi. I
nostri atomi sono vecchi di miliardi di anni e hanno ancora miliardi
di anni di vita.


Nel remoto futuro, quando saranno rotti in più piccole particelle, gli
atomi non moriranno ma verranno unicamente trasformati in una
differente conformazione di energia. Questo è creazione e distruzione
in perfetto equilibrio.


Gli atomi, già dall'inizio, non sono altro che trasformata energia.

La forza di gravità che mantiene il nostro corpo insieme non morirà mai.
L'idra, primitivo animale acquatico, è sempre in crescita da un lato
mentre muore dall'altro lato, e il suo corpo è totalmente rinnovato
ogni due settimane. Le nuove cellule prendono continuamente il posto
di quelle che stanno morendo.

Per il bene del corpo le cellule si auto distruggono  e questo accade
milioni di volte ogni giorno nel nostro maggiore organo, la pelle.
La pelle è un organo molto fragile e l'epidermide è composta di
cellule morte che sono sufficientemente dure da poter sopportare i
maltrattamenti che subiscono.

Queste cellule non periscono a causa del contatto con l'aria ma
vengono spinte verso la superfice dalle nuove cellule che si formano
continuamente e durante questo periodo accumulano una proteina che si
chiama keratina che si trova anche nei capelli e nelle unghie.

La keratina sostituisce la parte morbida delle cellule che così
diventano sempre più dure per poter proteggere tutto il nostro corpo.
Al contrario le cellule del cancro mettono in pericolo tutto il corpo
perché non sanno quando debbono morire.

(Citazioni da Deepak Chopra a cura di Roberto Anastagi) 





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.... Chi entra nell’interiore riceve, chi vive nell’esteriore, prende.
Quanto più l’uomo prende, tanto più diverrà povero. Questo avverrà al
più tardi quando la sua anima, in una successiva incarnazione, si
recherà in quei luoghi in cui un tempo la sua mancanza di amore e la
sua durezza di cuore hanno lasciato le loro tracce. (Commento mio: chi
oggi muore di fame, è perché in una precedente incarnazione era
benestante o addirittura ricco e non ha saputo comprendere e aiutare
quelli che non erano come lui).........


.... Alcuni si chiedono: che aspetto ha la dimora degli esseri
spirituali, là dove anch’io mi trovo e opero come essere puro? Dio,
nostro Padre, ci ha donato il Pianeta Terra, un pianeta meraviglioso,
un riflesso dei Cieli. Anche nei Cieli ci sono grandi giardini
meravigliosi. Pensiamo ai nostri giardini illuminati dal sole, con
alberi, rose e cespugli, in cui noi vediamo la luce e le ombre. Anche
nell’eterna Patria è così, ma le piante, i fiori, le erbe, ogni forma
di vita risplende di luce  propria attraverso il nucleo centrale. Nei
grandi parchi, soprattutto in quelli italiani, vediamo ponticelli su
piccoli corsi d’acqua. Anche nella grande Patria è così. Nell’eterno
Essere non esiste alcuna separazione, perciò non ci sono siepi o
recinti, tutto è il giardino di Dio, che include anche gli edifici
fatti di minerali preziosissimi di sostanza sottile, che risplendono
di luce propria. Gli esseri spirituali (che vi abitano - NDR) sono in
unità con tutto ciò che fluisce e ha preso forma.


Queste poche parole vi danno un’idea di ciò che ci aspetta
nell’aldilà, nell’eterno Essere. E tutto ciò che è di là, è stato
riprodotto, trasformato e reso materiale qui sulla Terra, affinché noi
uomini possiamo coglierlo con i nostri sensi. Ma se guardiamo in
profondità, e non solo superficialmente, l’involucro esteriore di ogni
cosa, sperimenteremo ciò che vive anche in tutte le forme materiali:
il Divino.


Alcuni pensano che nelle altre dimensioni tutto sia vuoto, deserto.
Non è così: c’è vita attiva, una vita nella Legge e con la Legge di
Dio; un creare e un operare conformemente alla Legge Divina. Infatti
il Creatore espira ed inspira continuamente, per cui le Sue opere di
creazione sono incessanti. Gli esseri spirituali danno forma e
modellano la Creazione in base alle loro mentalità. L’essere
spirituale ha Legge eterna compressa, perciò non ha bisogno di dire
“questo è mio”, poiché egli è l’erede dell’infinito e, come tale,
possiede tutto e può recarsi ovunque. Non deve andare qui o lì per
incontrarsi con il suo prossimo, perché tutto può compiersi dentro di
lui, grazie al principio della comunicazione divina, che esclude la
distanza, ossia il “qui e là”. Se prendiamo coscienza che tutto
l’infinito scorre in noi come luce e forza e che il nostro corpo
spirituale  è l’Essere compresso e che in ogni cellula dimora la forza
universale, Dio, allora sappiamo che Dio è in noi e noi siamo divini.

Tratto da “I grandi insegnamenti cosmici di Gesù di Nazareth, dati ai
Suoi apostoli e discepoli che erano in grado di comprenderli”, con
spiegazioni di Gabriele, la profetessa di Dio di cui Gesù disse:
“Avrei ancora molte cose da dirvi, ma non siete in grado di
comprenderle, ma quando verrà lo Spirito di Verità vi mostrerà la
Verità tutta intera” ... e questo avviene dal 1983 per mezzo di
Gabriella di Wuerzburg, la profetessa di Dio per la nostra epoca.


(Citazioni  da  Gabriele (Gabriella) Wittek di Wuerzburg a cura di Marco Bracci) 



Madame Blavatsky amava i fiori...




(…) La fondatrice del movimento teosofico, Madame Blavatsky ha avuto una strana abitudine per tutta la vita – e visse a lungo, viaggiò per tutto il mondo, e creò un movimento internazionale.  In realtà nessun’altra donna è stata così potente e influente nella storia dell’uomo. Usava portare con sé un sacco pieno di semi di fiori. Tutto il suo bagaglio consisteva di semi di fiori. Viaggiando in treno continuava a gettare semi dal finestrino, e la gente chiedeva: “Cosa sta facendo? Sta portando tanto bagaglio inutile con lei e continua a spandere semi per mille miglia”.

Lei rispondeva: “Questi sono semi di fiori, magnifici fiori. Quando
l’estate sarà passata e le piogge arriveranno questi semi diventeranno piante. Presto ci saranno milioni di fiori. Io stessa non tornerò lungo questa rotta, non li vedrò mai, ma migliaia di altre persone li vedranno e godranno del loro profumo”.

Infatti riempì quasi tutte le linee ferroviarie dell’India di fiori, e
la gente commentava: “Se non li vedrà mai, qual è la sua soddisfazione?”.

Lei rispondeva: “La mia soddisfazione proviene dal dare gioia a tante persone. Non sono un’avara. Qualunque cosa possa fare per rendere felice e gioiosa la gente la farò, fa parte del mio amore”. 

Amava davvero l’umanità, e fece tutto quello che le sembrava giusto (…)


(Tratto da: Osho, Oltre la psicologia) 

....................

«Si ama ricevere fiori e offrirne, li si mette nei vasi, li si coltiva nel proprio giardino, si va ad ammirarli nei parchi o nella natura, ci si meraviglia delle loro forme, dei loro colori e dei loro profumi. Ma prima di tutto li si considera elementi di decorazione che contribuiscono a rendere l'esistenza più piacevole. Questo interesse per i fiori rimane dunque superficiale e dalla loro presenza non si riceve gran che. Ma cosa sono i fiori in realtà? Sono esseri viventi con i quali si può entrare in relazione... Sì, un fiore non è semplicemente una particella di materia colorata e profumata: è la dimora di un'entità che viene a parlarci della terra e del cielo. E sapendo come guardare il fiore, come legarsi a lui, si entra in contatto con le forze della natura, con le entità che lavorano per fare di ogni fiore quella presenza così vivificante e poetica.» (Omraam Mikhaël Aïvanhov)

Monopoli privati e dominio delle masse


L’attuale malandare finanziario ed economico non è correggibile con i mezzi sinora attivati dai governi perché è dovuto al fatto che un “bene” indispensabile come la liquidità è oggetto di monopolio privato da parte del cartello bancario, il quale produce liquidità a costo zero per sé e la cede a interesse composto, creando una spirale di indebitamento inarrestabile che porta matematicamente l’economia al collasso e conferisce a quel monopolio il potere politico sulle nazioni. La soluzione starebbe nel sostituire il monopolio privato con un monopolio pubblico che emettesse una moneta non indebitante.
Il mondo è dominato e regolato dai monopoli, dai cartelli. Si decanta il libero mercato, ma il libero mercato praticamente non esiste, perché ne mancano presupposti fondamentali: la trasparenza dei patrimoni e delle attività delle imprese, la parità di informazione, la neutralità delle istituzioni, e altri. Per contro, esiste una rete mondiale dei monopoli delle cose fondamentali: materie prime, energia, informazione, tecnologie strategiche, ma anche e soprattutto monopolio di credito e moneta. Questo fatto imprime ai mercati, al mondo e al suo divenire sociale, economico e politico, un andamento prevedibile, di cui oggi osserviamo una fase culminante, e che in effetti avevo predetto (in Euroschiavi, Arianna 2005-2007 e in La Moneta Copernicana, Nexus 2008).
Che cosa implica il regime di monopolio? Implica che il monopolista – singolo o cartello (trust) -, non avendo concorrenza, può applicare un sovrapprezzo monopolistico, ossia farsi pagare un prezzo superiore a quello che sarebbe il prezzo di libero mercato. In un mercato competitivo, se il costo di produzione di un litro di benzina è 1, e io produttore lo metto in vendita a 1,5 più le tasse, tu, mio concorrente, potrai portarmi via il mercato mettendolo in vendita a 1,3, e così mi obbligherai a scendere anch’io a 1,3. Il prezzo tenderà a livellarsi al costo di produzione, e il costo di produzione a ridursi grazie a migliorie tecnologiche e aziendali, stimolate dalla competizione.
Non così in un mercato monopolista. Se noi tutti produttori di benzina ci mettiamo d’accordo, facendo cartello, di non vendere a meno di 1,5, o di 1,7, o di 2 al litro, e impediamo in qualche modo ad altri di entrare nel mercato e farci concorrenza, allora i consumatori dovranno pagare ciò che noi pretendiamo, e noi tutti guadagneremo moltissimo.
Altro esempio: se vi è un monopolio della telefonia fissa, o dei treni, o dell’energia elettrica in una determinata area, il monopolista potrà imporre tariffe molto superiori ai suoi costi di produzione, perché chi ha bisogno del suo servizio non ha scelta: se vuole servirsi del treno, del telefono, dell’elettricità, deve comperare da lui. Può però decidere di servirsi di beni concorrenti, alternativi a quelli erogati dal monopolista, ossia dell’automobile invece che del treno, del telefono cellulare invece che del fisso, e di un generatore privato di elettricità. Può anche decidere di consumare meno, di risparmiare, su treno, telefono ed elettricità. Il limite della possibilità per il monopolista di sfruttare la sua posizione di vantaggio per spremere sempre più denaro dal mercato, è dato dalla elasticità della domanda, ossia dal fatto che, oltre certi livelli di prezzo, la domanda si riduce e tende a cessare. Ma che succede se non esistono beni alternativi, e se il suo bisogno non è riducibile, anzi aumenta col tempo? Se il monopolista riesce a impedire che la domanda cali al crescere del prezzo? Lo vedremo presto.
I monopoli possono avere dimensioni locali o globali, possono avere natura legale, ossia essere costituiti per legge (ad es. il monopolio dei tabacchi, o delle poste, o del gioco d’azzardo on line); oppure possono essere fattuali, cioè dovuti al semplice fatto che un determinato soggetto o trust di soggetti si è impadronito interamente del mercato grazie alla sua forza finanziaria o al possesso di tecnologie esclusive, o mediante la violenza e l’intimidazione.
Il monopolista, non avendo concorrenti, non è motivato a migliorare la qualità dei suoi prodotti o servizi, né a ingegnarsi per diminuirne il costo di produzione. Può permettersi di essere inefficiente. Non è nemmeno motivato a cercare di massimizzare la produzione, perché punta più a guadagnare sul sovrapprezzo, che sulla quantità. In generale, un regime monopolista del mercato di un certo bene o servizio genera minore produzione e maggiori prezzi rispetto a un regime di concorrenza.
Per tali ragioni, molti paesi fanno leggi contro i monopoli, i cartelli, i trust, a tutela della concorrenza, che invece, in teoria, spinge le imprese a migliorare la produzione e ad abbassare i prezzi. Però, di fatto, i mercati più importanti – materie prime, energia, informazione e altri – sono dominati da cartelli. Cartelli sovra-nazionali.
La strategia del mettersi d’accordo per guadagnare di più e con più stabilità è una scelta frequente e razionale per gli imprenditori, perciò non è buona per la loro immagine e per il buon funzionamento del cartello. Perciò essi tenderanno a nascondere i loro accordi e le loro trattative, oppure – nel caso dei grandi monopoli mondiali – a presentarli come consultazioni e coordinamento nell’interesse globale della stabilità economica. Orienteranno i mass media a non parlarne o a parlarne in termini aggiustati, e a screditare agli occhi dell’opinione pubblica la corretta analisi economico-imprenditoriale dell’esistenza e dell’azione del cartello come teorie complottiste o dietrologiche.
Il monopolista può decidere di privare dei suoi prodotti, per un certo periodo di tempo, un determinato territorio o un determinato paese, ad es. per far accettare prezzi significativamente più alti, o come mezzo di pressione sul governo del paese in questione, finalizzata ad ottenere un vantaggio (privilegi fiscali o contributivi, una grossa commessa, la costituzione di un monopolio legale) o un mutamento legislativo o politico.
Quanto più il bene o servizio oggetto di monopolio è importante, vitale, indispensabile, tanto più caro il monopolista può farlo pagare, guadagnando maggiormente. Il petrolio è un esempio notissimo di ciò. Il cartello petroliero ne regola sia il prezzo che la quantità estratta – cioè il prezzo, come pure l’offerta, non è regolato dal rapporto di domanda e di offerta, ma dalla decisione del cartello: il mercato diviene così un mercato contingentato.
La possibilità, per i monopolisti (per es., i petrolieri, i cementieri), di aumentare il prezzo di loro beni e servizi, e la impossibilità di fare altrettanto per i fornitori di beni e servizi che non hanno il vantaggio del monopolio, fa sì che la società aumenti tendenzialmente la spesa (la quota di reddito) che destina agli acquisti di beni e servizi dei monopolisti, riducendo di conseguenza la spesa che destina agli acquisti di beni e servizi di non monopolisti (ristoratori, artigiani, lavoratori, professionisti); quindi il reddito di questi tenderà a diminuire a vantaggio dei monopolisti. Insomma, i margini di utile, il reddito, delle categorie che non dispongono di una posizione monopolistica tende a ridursi in favore di quelle che dispongono di una tale posizione.
Orbene, come dicevo, praticamente tutti i principali beni e servizi sono oggetto di monopolio cartellistico. Lo sono anche il denaro e il credito: tutto il denaro legale (cartamoneta) e il credito è creato da soggetti a ciò abilitati dal sistema bancario, ossia dalle banche: banche di emissione (come la BCE e la Fed) che emettono il denaro legale, la cartamoneta. E banche di credito, che emettono mezzi monetari, quali attivi di conti correnti, assegni circolari, bonifici, lettere di credito, promissory notes, consistenti in promesse di pagare cartamoneta al loro presentatore (se tu hai un assegno circolare o un attivo di conto corrente, puoi andare dalla relativa banca ed esigere che te li paghi in cartamoneta, in valuta legale).
Quanto costa alle banche creare denaro o credito? Nella storia, sono esistiti sistemi monetari in cui la moneta era di carta, ma la banca emittente teneva nei suoi forzieri il controvalore in oro, sicché per emetterla doveva acquisire oro, quindi l’emetterla, il prestarla, aveva un costo, e il portatore poteva presentarsi alla banca emittente e richiedere di cambiare la carta-moneta in oro. Però perlopiù la banca emittente deteneva una riserva frazionaria, diciamo un 10% del valore della cartamoneta o del credito emesso. Quindi per prestare 100 sosteneva un costo di 10 e realizzava, sul capitale, un utile di 90 – meno i costi fissi e la percentuale di sofferenze. In più lucrava gli interessi.
Nel sistema contemporaneo, creare moneta o credito non costa nulla al sistema bancario, perché esso li crea senza garantirli con una copertura aurea o di altro bene a valore proprio; e perché il portatore di denaro o di credito non può esigere dalla banca la loro conversione in oro o altro valore. Le banche hanno sì riserve, ma queste sono, a loro volta, costituite da cartamoneta o denaro creditizio, privi di costo e di valore propri. Hanno anche riserve in oro, ma queste non hanno la funzione di garantire le emissioni di denaro o credito.
La liquidità si compone di monete metalliche, emesse dallo stato, per un valore trascurabile; di valuta legale (cartacea ed elettronica) emessa dalle banche centrali di emissione), che costituisce l’8% circa del totale; e da moneta creditizia (o bancaria o contabile o virtuale) emessa dalle banche di credito sotto forma di promesse di pagamento (assegni circolari, attivi di conti correnti, lettere di credito, etc.) denominate in valuta legale.
Tutta la liquidità (tranne le monetine) è nata, ultimamente, da un indebitamento verso il sistema bancario del soggetto che richiede liquidità ad esso. Lo stato ottiene liquidità cedendo in cambio i suoi buoni del tesoro, che sono promesse di pagamento, ossia debito; oppure la prende a prestito. Gli altri soggetti ottengono credito promettendo il pagamento di capitale e interesse. Vi sono altre operazioni di creazione monetaria interbancaria, che ho spiegato altrove (dark pool finance).
Bisogna anche chiarire che l’erogazione del credito da parte delle banche deriva solo in minima parte dalla raccolta, ossia il denaro che la gente deposita presso di esse percependo un interesse, seppur minimo. Esse non hanno bisogno di tale denaro. Innanzitutto, i depositi, i versamenti, i bonifici, gli assegni circolari, etc., consistono essi stessi , quasi interamente, in liquidità creata dal sistema bancario senza copertura, a costo zero, priva di valore proprio. Inoltre, quando la banca di credito crea liquidità emettendo un assegno circolare e consegnandolo al cliente che ha chiesto un prestito, per emettere l’assegno circolare non ha che da compilarlo, non attingendo da una sua cassa, ma imputando l”uscita, nei suoi conti, come una partita che non è necessariamente corrispondente a valori reali, dato l’effetto leva che viene usato nel moltiplicare la base monetaria. Peraltro la leva o moltiplicatore parte non da oro o denaro reale, bensì da altro denaro contabile, creditizio. In aggiunta, il calcolo della riserva obbligatoria non comprende alla base alcuni aggregati ( ad esempio i PCT ed i titoli del debito – quale debito? – con scadenza originaria superiore ai due anni etc. ) e, per meglio tutelare il sistema bancario in caso d’improvviso shock di mercato, la rilevazione degli aggregati viene differita di due mesi.
Analogamente, la banca di emissione, quando emette banconote, non ha bisogno di garantirle con qualcosa, non sostiene costi. La differenza tra l’assegno circolare emesso dalla banca di credito e la cartamoneta emessa dalla banca, è che il portatore dell’assegno circolare può esigere che la banca di credito emittente glielo cambi in cartamoneta (valuta legale – non in oro o altro bene reale, dotato di valore proprio), mentre il portatore di cartamoneta non può esigere alcunché dalla banca centrale emittente della cartamoneta.
Il denaro e il credito – che chiameremo, nell’insieme, “liquidità” – sono un fattore, un “bene” assolutamente necessario e indispensabile. Quindi la comunità bancaria, detentrice del monopolio della loro creazione e della fissazione del tasso di interesse, può realizzare sulla cessione della liquidità un profitto altissimo, praticamente del 100%, dato che il costo di produzione è nullo.
Però la liquidità è tutta creata a debito di chi la domanda – stato o consumatore o imprenditore che sia – e il debito è soggetto ad interesse composto. Il che implica, matematicamente, che se io, sistema bancario, creo liquidità totale per 100 che cedo a prestito all’insieme della società, col tasso del 10% annuo composto, dopo un anno l’insieme della società mi deve 110, dopo due 121, dopo tre 133,10, dopo quattro 146,41, dopo cinque 161,05, dopo sei 177,16, dopo sette 194,88, dopo otto 214,37, dopo nove 235,81, dopo dieci 259,39. Però in tutto io ho creato 100, quindi l’insieme della società non ha il denaro con cui pagarmi, con cui estinguere il debito, perché esso non esiste. Qualcuno più bravo può riuscire a pagare ed estinguere i propri debiti, prendendo il denaro di altri; ma, nel suo insieme, la società non può farlo.
In alternativa, immaginiamo ora che, ogni anno, la società mi paghi l’interesse, prendendolo dai 100 che io ho creato: dopo un anno la liquidità da 100 scenderà a 90, dopo due a 80, dopo tre a 70, dopo quattro a 60… e dopo dieci a zero, però la società dovrà ancora il capitale, ossia 100. In realtà, però la società non può privarsi della liquidità per pagare gli interessi annualmente maturanti, perché la liquidità le serve per i suoi pagamenti e investimenti. Una società che si priva della liquidità per pagare i debiti si demonetizza, taglia gli investimenti, la spesa sociale, vede moltiplicarsi le insolvenze, va in recessione.
Perciò quello che di fatto avviene è che la società nel suo complesso (settore pubblico, settore privato) non rimborsa, non estingue mai il suo debito verso il sistema bancario, derivante dall’ottenimento della liquidità, bensì richiede continuamente ulteriore denaro al sistema bancario per pagare gli interessi sul debito per il denaro già ottenuto, e per aumentare la sua dotazione di denaro, come richiede l’aumento del valore nominale degli scambi, offrendo ulteriori beni in garanzia. Ma ogni volta che la società ottiene ulteriore denaro dal sistema bancario, aumenta il proprio indebitamento complessivo verso di esso, e la quantità di interessi che deve pagare ad esso. E’ una spirale espansiva, riscontrabile nelle curve storiche dell’indebitamento e del pil.
Quando l’insieme della società non riesce più a ottenere dal sistema bancario il rinnovo dell’intero credito-liquidità, anzi l’ ampliamento de credito-liquidità (richiesto sia per pagare il crescente ammontare di interessi passivi, che il crescente ammontare nominale delle transazioni dovuto alla crescita economica e all’aumento dei prezzi), esso scivola o precipita nella recessione-deflazione, con ondate di insolvenze, disinvestimenti, licenziamenti – ciò che avviene oggi.
Quindi, grazie al suddescritto sistema di liquidità creata mediante accensione di debito soggetto a interesse composto, la comunità bancaria, come cartello, si procura non solo un guadagno del 100% sul capitale creato, ma pure un guadagno pari agli interessi percepiti. E, cosa ancora più importante, mediante il meccanismo dell’interesse composto, quindi mediante lo stesso atto di erogare liquidità a interesse composto, essa crea nella società il bisogno, crescente nel tempo, di ottenere ulteriore liquidità per pagare gli interessi passivi. Quindi il sistema bancario eroga un bene che soddisfa sì la domanda nel presente, ma crea automaticamente maggiore domanda nel futuro – maggiore e più impellente, meno elastica. Essa trascende, di tal guisa, il limite tipico del profitto del monopolista, quello posto dall’elasticità della domanda, ossia, che se il monopolista fissa prezzi troppo alti, la gente, le imprese, comperano sempre meno il suo prodotto. Ne consegue che il profitto del sistema bancario non può che continuare a crescere.
E cresce non linearmente, ossia 100, 110, 120, 130, 140. bensì, per effetto dell’interesse composto, esponenzialmente: 100, 110, 121, 133,10. cioè secondo una curva che, quanto più passa il tempo, tanto più si impenna, tanto più accelera.
Ciò comporta, matematicamente, alcune ovvie conseguenze, che sono oggi tutte empiricamente constatabili:
-La quantità di debito è sempre superiore alla quantità di liquidità;
-Più passa il tempo, più tale differenza aumenta;
-Più passa il tempo, più rapidamente cresce questa differenza;
-Più passa il tempo, più aumenta l’indebitamento della società verso il sistema bancario;
-Questa differenza, questo eccesso di credito, viene cartolarizzato, cioè trasformato in titoli finanziari offerti a risparmiatori e speculatori; la maggior parte dei grandi redditi e patrimoni è collocata, assorbita, in tali titoli;
-Questi titoli possono essere usati come collaterali o pegni per ottenere ulteriore credito;
-Più passa il tempo, maggiore è la quantità di denaro in termini assoluti, e la percentuale di reddito in termini relativi, che la società (settore pubblico, imprese, famiglie) devono destinare al pagamento degli interessi passivi, e che le banche lucrano;
-Ossia, più passa il tempo, maggiore è la quota del valore prodotto dalla società, che il sistema bancario lucra;
-Più passa il tempo, più è necessario che il pil cresca, per tener dietro al crescere degli interessi passivi che la società deve pagare;
-Le banche vendono in parte (dopo averli coriandolizzati, ossia ridotti in piccoli pezzi) i loro crediti, anche quelli verso gli stati, a risparmiatori, fondi pensione, fondi comuni, imprese, facendoseli pagare;
-Poiché il sistema bancario realizza il suo profitto nel rivendere i suoi crediti cartolarizzati, ha interesse a far credito anche a soggetti che sa che non pagheranno (mutui subprime), perché scaricherà il rischio, la perdita, sui compratori di tali crediti cartolarizzati;
-Le autorità monetarie di controllo, essendo controllate dal sistema bancario, non impediscono tali pratiche; né le impediscono i governi, essendo dipendenti dal sistema bancario per il proprio rating e finanziamento;
-Anche attraverso il ricorso a contratti derivati, a indici, a futures, si gonfia una mole di titoli finanziari denominati in valuta legale; questa mole è multipla di decine di volte del valore aggregato di tutti i beni reali esistenti e del prodotto lordo mondiale; essa assorbe la gran parte dei redditi disponibili e dei grandi patrimoni; offrendo una redditività superiore a quella degli investimenti nel settore produttivo, contribuisce a sottrarre liquidità a questo (agli investimenti e ai consumi) e a mandarlo in contrazione;
-Col passar del tempo, il crescente peso degli interessi passivi, il crescente peso dei costi finanziari per l’impresa, la diminuente redditività netta degli investimenti, l’erosione dei margini di profitto, la riduzione della liquidità disponibile in quanto assorbita dal pagamento degli interessi passivi, spingono l’economia reale a rallentare progressivamente, e a fermarsi, poi a contrarsi, quando il costo finanziario (interessi passivi) diviene maggiore dei ricavi (se devo pagare 10 di interesse per aumentare i miei ricavi di 9, mi conviene non solo non investire ulteriormente, ma disinvestire e ridurre la produzione e l’impiego);
-Se la crescita del pil rallenta a lungo o si ferma o si inverte, il sistema monetario, creditizio, bancario, entra in crisi per il venir meno del reddito necessario a pagare gli interessi; singole banche possono fallire; i titoli finanziari derivati da crediti divenuti insolventi, divengono per conseguenza privi di valore, non sono più liquidi (vendibili contro denaro), non danno più reddito (interessi attivi, cedole) e non sono nemmeno più accettati come garanzie; di conseguenza, si ha una brusca contrazione del credito e della liquidità, ondate di insolvenze, licenziamenti e recessione; la mole della ricchezza finanziaria teorica tende a esplodere in bolle;
-Il mondo finanziario, per difendere il suo business, ossia per mantenere gli investitori nonostante tali scoppi, fornisce attraverso i mass media e le istituzioni, anche scolastiche, spiegazioni delle crisi come di accidenti evitabili, e annuncia l’istituzione di misure di prevenzione e contenimento di crisi future;
-Tale scoppio di bolle finanziarie distrugge (titoli di) credito, quindi va a ridurre la differenza, l’eccesso di credito-debito sulla liquidità esistente, sul reddito; in tal modo tende a sbloccare l’economia; esso è dunque inevitabile, è un fenomeno fisiologico e ricorrente;
-Quando però la frequenza degli scoppi aumenta, quando essi si succedono quasi ininterrottamente e tuttavia non riescono a sbloccare l’economia liberandola dall’eccesso di credito-debito, ossia di interessi passivi, allora si approssima la rottura del sistema e questo non è più riequilibrabile o riparabile, e la recessione è inevitabile;
-I capitali tendono a lasciare gli investimenti produttivi e a collocarsi in beni-rifugio, come immobili, oro fisico, titoli aurei; ma gli immobili sono minacciati dalla svalutazione e dall’imposizione fiscale, l’oro fisico è minacciato dalla requisizione statale (già avvenuto nella storia); i titoli aurei sono insicuri per il crescente rischio di insolvenza delle banche emittenti e per il fatto che il loro ammontare è un multiplo dell’oro realmente esistente;
-La recessione, diminuendo il pil e (tendenzialmente) il gettito fiscale, diminuisce le risorse con cui gli stati dovrebbero pagare interessi e capitale del loro debito pubblico; quindi aumenta il rischio di default e aumentano i tassi di interesse che gli stati devono pagare sul loro debito pubblico; e ciò accresce ulteriormente la recessione e il rischio di default, quindi i tassi di interesse del debito pubblico e privato, in una spirale distruttiva;
-I titoli del debito pubblico dei paesi più avanti in questa spirale vengono comperati forzatamente, a condizioni fuori mercato, dalle banche centrali di emissione (o da agenzie finanziate con soldi dei contribuenti) al fine di sostenerli e calmierare i tassi; i capi di dette banche acquisiscono quindi un potere di condizionamento e direzionamento politico degli stati in difficoltà: finanziarizzazione della politica;
-vengono tagliati gli investimenti per infrastrutture, sviluppo, ricerca; ciò deprime ulteriormente il pil, soprattutto a medio termine, rendendo tendenzialmente impossibile il rimborso, o anche il servizio, del debito pubblico;
-Il potere politico si concentra così nelle mani dei direttori delle banche centrali di emissione, le quali sono a guida privata, non soggette a controllo o responsabilità democratiche, non soggette a revisione contabile e non trasparenti nelle loro attività (diritto alla segretezza e alla criptazione), e in larga parte sono per giunta di proprietà privata (Bankitalia lo è alò 95%),
-L’audit, o verifica contabile, della Fed, eseguito nell’Agosto 2011 per la prima volta, ha in effetti scoperto che la Fed aveva speso 13.000 miliardi di Dollari per il bailout di numerosi soggetti finanziari stranieri negli ultimi 6 anni, senza approvazione né informazione del Congresso e del Presidente; ovviamente tali erogazioni hanno avuto contropartite politico-economiche esse pure tenute segrete e non ancora disvelate;
-(in tal senso si spiega perché è stata fatta un’unica banca centrale europea senza fare un’integrazione politica europea, e senza unificare i debiti pubblici: si sapeva che l’integrazione delle politiche dell’Eurozona sarebbe stata fatta dal direttorio della BCE via via che i paesi euro sarebbero entrati in crisi e avrebbero avuto necessità che la BCE comperasse i loro titoli; allora il direttorio della BCE sarebbe divenuto, come oggi è divenuto, il supergoverno dei paesi in crisi);
-In questo modo il cartello monopolista della moneta e del credito raggiunge non solo lo scopo connaturale e ideale del monopolista, ossia di accaparrarsi tutto il reddito pubblico e privato come corrispettivo per l’erogazione di ulteriore credito, non solo tutti gli assets pubblici e privati come garanzie, ma raggiunge anche l’ulteriore scopo di accaparrarsi il potere politico, istituzionale, governativo, lasciando agli organi pubblici costituzionali il ruolo di esecutori e di esattori in favore del monopolista, e di capri espiatori responsabili verso la società;
-Le misure di risparmio, rigore, i tagli, le maggiori tasse, la lotta all’evasione, non hanno effetto sulle cause del male, perché non le toccano: falliscono non perché siano di quantità insufficiente, ma perché sono di natura inidonea (come curare una gamba rotta con un purgante);
-L’Italia e buona parte del mondo si trovano o stano entrando in questa fase; la recessione evolve in depressione, mentre, come condizione per ricevere il necessario, ulteriore credito, crescente quota del reddito viene destinata al servizio del debito, e crescente parte dei patrimoni a sua garanzia; il potere politico viene assunto dal cartello monopolista;
-Tutto ciò è la automatica conseguenza di un monopolio che usa moneta e credito come strumenti per aumentare il proprio potere e non per l’economia o la società; era perfettamente prevedibile ed è stato in effetti previsto; governi, ministri, governatori di banche centrali che non lo hanno previsto e che insistono per rimedi inefficaci sono o incompetenti o mentitori interessati; in ambo i casi, essi sono oramai stati smascherati e delegittimati dai fatti, assieme alle loro analisi, raccomandazioni, prescrizioni e misure legislative.
La via d’uscita da questa situazione distruttiva esiste e si basa su principi semplici. Peraltro è una via di uscita teorica, e che presuppone che il potere effettivo sia assunto da integerrimi rappresentanti dell’interesse collettivo. Inoltre, avrebbe l’effetto di portare a uno sviluppo economico-industriale tanto intenso, da esaurire rapidamente le materie prime e da precipitare il mondo in una crisi ecologica.
Una prima considerazione è già risolutiva: chi crea il valore reale, la ricchezza reale, che a loro volta danno valore alla moneta e al credito, non è il sistema bancario o finanziario, ma quello produttivo. La liquidità è solo uno strumento per gli scambi. Se il sistema che produce la liquidità, ossia il sistema bancario, funziona male, vuole espropriare la ricchezza reale e i diritti politici ai suoi produttori, allora si può sostituirlo, insieme con la sua moneta. E sostituirlo non costa nulla, non comporta danno, appunto perché la sua moneta non ha valore proprio (è pezzi di carta o insieme di registrazioni telematiche), e può essere sostituita con una nuova moneta, prodotta a costo zero, con cui si estinguerà il debito pubblico.
In altre parole: la ricchezza reale, i beni, i servizi, i redditi – in una parola, tutto ciò che è utile, che serve – sono creati dal settore produttivo della società, non dal sistema bancario. Quindi è assurdo, illogico e ingiustificato che il settore bancario si ritrovi a credito verso le società e in condizione di dettare le sue politiche. Esso, non producendo ricchezza reale, non dovrebbe avere alcun diritto e alcuna pretesa sui beni e sui redditi della società. La cartamoneta non ha valore proprio, e il denaro creditizio nemmeno, perché consiste in promesse di cartamoneta. L’una e l’altro possono essere creati a costo zero dallo stato. Le banche private non possiedono alcuna qualità o, alcuna dotazione esclusiva, che sia richiesta per crearli, e che lo stato non possegga.
Quindi il monopolista privato della moneta e del credito, ossia la comunità dei banchieri, che assurdamente si sta impadronendo di tutto il reddito e di tutto il patrimonio e di tutto il potere politico della società senza produrre alcun bene, può essere semplicemente eliminato e sostituito con un organo pubblico che emetta il denaro – denaro creato direttamente dallo stato, a costo zero, senza indebitarsi, e immesso dallo stato in circolazione in diversi modi: spese dirette, investimenti, prestiti, etc.;
Tale denaro può essere usato per realizzare la condizione necessaria e indispensabile per il risanamento, ossia per estinguere il debito pubblico pagando i crediti di coloro che, in buona fede, hanno comperato dalle banche titoli del debito pubblico – salva la rivalsa verso le banche cedenti e i loro azionisti, amministratori, collaboratori;
Per far propria concretamente questa possibilità, attuata in effetti da diversi ordinamenti nel passato e nel presente, vi sono altri punti da capire.
Immaginiamo di essere un’associazione culturale che organizza un concerto pubblico, a cui si assiste pagando un biglietto di 10 Euro. Avendo 1.000 posti a sedere, io, presidente dell’associazione, vado in tipografia e chiedo un preventivo per stampare 1.000 biglietti. Il tipografo mi dice: “Volete 1.000 biglietti . ogni biglietto vale 10 Euro. quindi 1.000 per 10 fa 10.000. ve li stampo per 10.000 Euro. Oppure ve li do a prestito e voi mi pagate il 6% annuo sul capitale di 10.000″. Ovviamente, gli dirò che vuole truffarmi, perché è vero che i biglietti li produce il tipografo, ma il valore dei biglietti, ossia il concerto, lo produciamo noi, l’associazione culturale. Ebbene, i biglietti stampati dalla banca sono come quelli stampati dalla tipografia: non hanno valore in sé, non costano praticamente nulla di produzione, il corrispettivo del loro valore è dato dalla società che crea, offre e compera beni e servizi; ma lo stato, a spese della società (dei contribuenti) li paga coi titoli del debito pubblico, gravati di interesse. Il tipografo, in tal modo, si sta impadronendo di tutto il reddito disponibile e dello stesso potere pubblico.
La banca centrale di emissione segna, nello stato patrimoniale del proprio bilancio, il denaro circolante come “passività”, come se esso rappresentasse un debito. In realtà, come molti economisti riconoscono, esso non costituisce una passività per la banca, perché le banconote in circolazione non danno alcun diritto verso la banca al loro portatore. E’ come se la Fiat segnasse al proprio passivo le automobili circolanti che essa ha venduto. Chiaramente è un abuso, è qualcosa di contrario alla realtà giuridica ed economica, che però consente alle banche centrali di occultare un forte componente attivo del patrimonio e del reddito.
Pensate anche a questa assurdità: se il denaro circolante emesso dalla banca di emissione è una passività, ha un valore patrimonialmente negativo, perché lo stato deve pagarlo con le nostre tasse? Chi mai paga per caricarsi di un debito? E’ palese che qui si sta mentendo per truffare il contribuente, e per costruire un enorme debito pubblico, attraverso il quale i banchieri poi potranno – anzi, adesso già possono – governare la società politicamente.
Immaginiamo ora che tu sia un imprenditore bisognoso di un finanziamento di 1.000.000 per comperare un capannone da Tizio, e che ti rivolga a me, banca Alfa, per un mutuo. Io ti richiedo molte cose, tra cui un’ipoteca sui tuoi beni per 2.000.000, 5.000 per spese e una promessa scritta di pagarmi 100 rate mensili di 15.000 l’una per capitali e interessi. Emetto un assegno circolare di 1.000.000 intestato a Tizio, Tizio lo riceve nel venderti il capannone, lo porta alla sua banca Beta, la quale glielo accredita sul conto corrente, che era in rosso di 200.000 e adesso va in attivo di 800.000. Da tale attivo Tizio ordina alla sua banca Beta di mandare un bonifico di 300.000 all’impresa che gli ha finito i lavori di costruzione; la banca Gamma dell’impresa accredita all’impresa i 300.000. La tua banca registra contabilmente un’uscita di cassa di 1.000.000 (assegno circolare) e un’entrata di un credito di 1.500.000, attualizzato a 1.200.000 – utile 200.000, su cui paga le tasse.
Apparentemente, niente di strano. Ma l’apparenza inganna. La banca Alfa che costi ha sostenuto per emettere quell’assegno, che le ha fruttato il credito di 1.500.000? Ha prelevato 1.000.000 dai propri forzieri? No, si è limitata a emettere un assegno circolare, un pezzo di carta stampata. Quindi l’utile non è 200.000, ma 1.200.000. C’è un milione in più, che è un profitto occulto e sottratto al fisco, a disposizione dei dirigenti della banca.
Perché quel pezzo di carta stampata vale, anche se è solo un pezzo di carta, sprovvisto di copertura? Vale perché è accettato dalle altre banche. E siccome le banche sono indispensabili, tutto ciò che la tua banca accetta come denaro accreditandotelo sul tuo conto corrente, tu lo accetti come denaro. Quindi il valore della moneta bancaria, creata a costo zero e senza copertura, è dato dal fatto che il cartello della banche, monopolista del servizio bancario-monetario-creditizio, lo accetta come denaro. La creazione del denaro bancario o creditizio è un gioco interno, di sponda, della comunità bancaria, che le consente di realizzare immensi profitti senza nulla rischiare, senza dichiararli, senza subire tassazione.
Aggiungiamo poi che, come già detto, se l’importo totale della liquidità esistente (money supply) è 100, esso è composto per 8 da denaro vero, legale, emesso dalle banche centrali di emissione, e per 92 da moneta creditizia emessa dalle banche di credito, e consistente in promesse di pagamento (assegni circolari, attivi di conti correnti, lettere di credito, etc.) di denaro vero (cartamoneta). Quindi queste promesse di denaro vero sono tutte scoperte, perché ovviamente promettono 92 ciò che invece esiste in misura di 8. E per giunta questo 8 si trova perlopiù nelle tasche e nei cassetti dei privati. In sostanza, la moneta bancaria è coperta solo per il 2 per mille circa. Il che vuol dire che gli assegni circolari sono tutti scoperti, nell’insieme. Che se tutti andassimo a richiedere il pagamento in contanti dei nostri attivi verso le banche (conti correnti, libretti, assegni circolari), otterremmo circa il 2 per mille in media. Quindi le banche sono tutte, per loro stessa natura, non solvibili.
Torniamo all’acquisto del capannone. Tizio di vende il suo capannone, che ha un valore reale, contro l’assegno circolare emesso da me, banca Alfa, privo di valore proprio e persino scoperto (come ora sappiamo), e la banca di Tizio, Beta, lo accetta come denaro buono. Quindi il mio assegno circolare, anche se è un pezzo di carta stampata, una promessa scoperta, ha nondimeno un potere d’acquisto: compera il capannone. E io, banca Alfa, posso dire a te che giustamente di mi pagare gli interessi sul milione, anche se io ti ho dato solo un pezzo di carta e non denaro vero, perché il mio pezzo di carta ha potere di acquisto. Ciò è vero. Ma il punto è un altro: come mai io banca, che non creo valore reale, ho il potere di emettere qualcosa che, pur essendo privo di valore proprio, pur essendo sostanzialmente un assegno scoperto, ha potere di acquisto? Quel potere d’acquisto io banca non lo creo, perché non creo valore. Io lo prelevo dal resto della società, che crea valore. Lo sottraggo, grazie al fatto che tu e Tizio lo accettate in cambio di qualcosa che ha valore. Se non lo accettaste, se lo trattaste per quello che patrimonialmente e giuridicamente è, ossia per un pezzo di carta privo di valore, io banca finirei di esistere. Il sistema bancario riesce ad impadronirsi di gran parte del valore reale prodotto dal resto della società grazie al fatto che il resto della società attribuisce ai pezzi di carta bancari un valore che essi non hanno oggettivamente, e paga su di essi gli interessi.
Il sistema bancario poggia quindi sull’illogicità del comportamento collettivo.
L’esercizio del credito bancario privato è, insomma, un’attività di appropriazione unilaterale e surrettizia, del potere d’acquisto, della ricchezza reale prodotta dal resto della società – qualcosa di analogo a una tassa. Ne consegue che, contabilmente, la banca dovrebbe, nell’atto di erogazione del mutuo di 1.000.000, registrare in contemporanea un prelievo di potere d’acquisto di 1.000.000 a carico della società (addebitati al corpo sociale), un’uscita di cassa di 1.000.000 per l’rogazione del mutuo, un ricavo di un credito di 1.000.000 capitale più interessi attualizzati. L’utile, su cui dovrebbe pagare le tasse, sarebbe quindi di 1.000.000 oltre interessi.
Analogo discorso vale per la banca centrale di emissione, che, quando scambia cartamoneta per 1.000.000 contro buoni del tesoro di pari importo, dovrebbe segnare 1.000.000 di ricavi a carico della società, 1.000.000 di uscita di cassa a favore dello stato, 1.000.000 di crediti (oltre interessi attualizzati) di ricavo a debito dello stato, quindi utile 1.000.000 (oltre interessi). L’utile dovrebbe girarlo allo stato quasi interamente, in base al suo statuto. Il grosso dell’utile, però, non viene dichiarato e rimane, come fondo nero, nella privata disponibilità dei vertici della banca centrale.
Gli enormi fondi neri generati nei modi sud descritti dalle banche commerciali e dalle banche centrali di emissione possono essere trasferiti segretamente nel mondo grazie a circuiti bancari come Euroclear e Clearstream e anche attraverso la Banca dei Regolamenti Internazionali, cui trattati internazionali danno la facoltà di fare ciò, ed essere trasferiti e usati in paradisi bancari come le Cayman Islands, per agire sui mercati in via di aggiotaggio e altro.
Una revisione sia degli ingannevoli principi contabili utilizzati dalle banche ci credito e di emissione, sia della contabilità delle une e delle altre, consentirebbe l’azzeramento del debito pubblico verso di esse, la riduzione di quello privato, un fortissimo recupero di tasse evase o eluse, la nazionalizzazione per confisca a costo zero delle quote di controllo delle banche stesse, l’arresto dei loro vertici, la creazione di un sistema monetario e creditizio basato sulla realtà e sulla trasparenza, anche contabile (la contabilità deve riflettere la realtà giuridico-economica, non stravolgerla) in cui il denaro sia emesso dallo stato, che accredita a se stesso il potere d’acquisto che esso incorpora, registrando questa emissione per ciò che essa è, ossia una tassa prelevata dalla società. L’alternativa a questo è ciò a cui siamo diretti ora. Ma se l’unica alternativa all’utopia è l’inferno… stiamo freschi!
Mantova, agosto 2011, Marco Della Luna