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I quattro aspetti divini della Madre Universale


Quattro grandi aspetti della Madre, quattro dei suoi principali poteri e personalità sono stati messi in evidenza nella condotta di questo Universo e nelle sue relazioni con il gioco terrestre.
Uno è la Personalità di Calma Ampiezza, di Saggezza Comprensiva, di Benignità Tranquilla, di Compassione Inesauribile, di Maestà Sovrana e Superiore, di Grandezza che Tutto Governa.
Il secondo personifica il Potere di Splendida Energia e d’Irresistibile Passione, la Disposizione Guerriera, la Volontà Irrefrenabile, la Prontezza Impetuosa e la Forza che scuote il mondo
Il terzo è Ardente, Dolce e Meraviglioso nel Profondo Segreto della sua Bellezza, della Sua Armonia e del suo Ritmo Delicato, nella Sua Opulenza Complessa e Sottile, nella Sua Irresistibile Attrazione e nella Grazia Cattivante.
Il quarto è provvisto della Sua Segreta e Penetrante Capacità di Conoscenza Intima, di Lavoro Accurato e Senza Difetto, di Perfezione Tranquilla e Precisa in tutte le cose.
Saggezza, Energia, Armonia, Perfezione sono i diversi Attributi, i Poteri che i quattro aspetti della Madre portano nel mondo e che si manifestano sotto il travestimento umano dei loro vibhuti, che si fisseranno, secondo il grado d’avanzamento, in coloro che riusciranno ad aprire la loro natura terrestre all’influsso diretto e vivente della Madre.
A questi quattro aspetti diamo i grandi nomi di Maheshwari, Mahakali, Mahalakshmi, Mahasaraswati.
MAHESHAWARI
Imperiale, Maheshwari risiede nella vasta estensione situata al di sopra dello spirito pensante e della volontà. Li esalta e li magnifica sino alla saggezza ed alla grandezza, oppure li inonda di uno splendore che li sorpassa. Essa è la possente saggezza che ci apre alle infinità supermentali, all’immensità cosmica, alla magnificenza della Luce suprema, al miracoloso tesoro di conoscenza ed al movimento illimitato delle forze eterne della Madre. Essa è eternamente tranquilla e meravigliosa, grande e calma. Nulla può commuoverla, essendo tutta saggezza; nulla le è nascosto di ciò che ha scelto di sapere ; comprende tutte le cose e tutti gli esseri, la loro natura e ciò che li fa muovere, la legge del mondo, le sue epoche e come tutto era, è, e dev’essere. Essa è il vigore che affronta e dona tutte le cose e nulla può infine prevalere contro la sua saggezza vasta e intangibile ed il suo potere tranquillo e superiore. Uguale, paziente ed inalterabile nella sua volontà, agisce con gli uomini secondo la loro natura, con le cose e gli eventi secondo la loro forza e la verità che è in essi. Non ha parzialità alcuna, ma segue i decreti del Supremo; innalza alcuni ed abbassa altri respingendoli lontano da sé nell’oscurità. Al saggio dà una saggezza più grande e più luminosa ; a colui che ha la visione dà posto ai suoi consigli ; all’ostile impone le conseguenze della sua ostilità, e conduce l’ignorante e lo sciocco secondo ,il loro accecamento. Risponde ai differenti elementi della natura di ciascuno trattandoli secondo il loro bisogno, il loro impulso e la risposta che essi richiedono, pone su di essi la pressione voluta o li lascia alla loro amata libertà per prosperare nelle vie dell’ignoranza o per perire. Essendo al di sopra di tutto, a nulla è legata, a nulla attaccata nell’universo. Tuttavia al di sopra di ogni altra espressione ha il Cuore della Madre Universale, é la sua compassione è senza fine ed inesauribile. Ai suoi occhi tutti sono suoi figli e parti dell’Unico, persino l’asura, il rakshasa, il pishacha (*), i rivoltosi e gli ostili. Le sue ripulse sono semplici differimenti, le sue punizioni una grazia. Ma la sua compassione non rende cieca la sua saggezza, né svia la sua azione dalla linea decretata; giacché la verità delle cose è il suo solo interesse, la conoscenza il centro del suo potere, e costruire la nostra anima e la nostra natura con la verità divina la sua missione ed il suo lavoro.
(*) Forze ostili dei mondi mentale, vitale e fisico
MAHAKALI
Mahakali è di un’altra natura: non l’estensione, ma l’altezza, non la saggezza, ma la forza e l’energia sono i suoi poteri particolari. Vi è in Lei un’intensità dominante, una grande passione di forza conclusiva, una divina violenza che si slancia per spezzare ogni limite ed ogni ostacolo. La sua intera divinità balza nello splendore di un’azione tempestosa ; essa è per la prontezza, l’operazione immediatamente efficace, il colpo rapido e diretto, l’assalto frontale che tutto sbaraglia. Terribile è il suo volto per l’asura, pericolosa e spietata la sua disposizione verso coloro che odiano il Divino, poiché è la guerriera dei mondi che mai.
retrocede davanti alla battaglia. Intollerante della imperfezione, tratta rudemente nell’uomo la cattiva volontà ed è severa per chi si mantiene ostinatamente ignorante ed oscuro; il suo corruccio è immediato e terrificante contro il tradimento, la menzogna e
la cattiveria; il malvolere è colpito All’istante dalla sua punizione. Essa non tollera nel lavoro divino l’indifferenza, la negligenza e la pigrizia e fustiga immediatamente, per risvegliare col dolore se ne è bisogno, il dormiglione intempestivo e ritardatario. Gli
impulsi rapidi, diritti e franchi, i movimenti
senza riserva ed assoluti, l’aspirazione che sale come una fiamma, sono l’andatura di Mahakali. Il suo spirito è indomabile, la sua visione e la sua volontà arrivano in alto e lontano come il volo dell’aquila, i suoi piedi
sono rapidi sulla via ascendente e le sue mani si tendono per colpire e soccorrere. Giacché essa è pure la Madre; il suo amore è tanto intenso quanto il suo corruccio, e la sua bontà profonda e appassionata. Allorché le è per messo d’intervenire con tutta la sua energia, spezza in un istante, come senza consistenza, gli ostacoli che immobilizzano l’aspirante o i nemici che l’assalgono. Se la sua collera è terribile per l’ostile, e la veemenza della sua passione penosa per il debole ed il timoroso, è amata ed adorata dal grande, dal possente e dal nobile, poiché sentono che i suoi colpi martellano e trasformano in energia ed in perfetta verità ciò che della loro materia è ribelle, raddrizzano ciò che è falso e perverso ed espellono ciò che è impuro e difettoso. Senza di Lei, ciò che è fatto in un giorno avrebbe preso dei secoli; senza di Lei l’ananda potrebbe essere vasto e grave o dolce, tenero e bello, ma perderebbe la gioia infiammata delle sue più assolute intensità. Alla conoscenza dà potenza conquistatrice; alla bellezza ed all’armonia arreca un movimento elevato e ascendente, ed al lento e difficile travaglio vero la perfezione conferisce un impulso che moltiplica il potere ed abbrevia il lungo cammino. Nulla può soddisfarla che non raggiunga le estasi supreme, le altezze più sublimi, le prospettive più vaste, gli scopi più nobili. Con Lei è dunque la forza vittoriosa del Divino, ed è mediante la grazia del suo fuoco, della sua passione e della sua rapidità che il grande compimento può aver luogo ora invece che più tardi.
MAHALAKSHMI
La Saggezza e la Forza non sono le sole manifestazioni della Madre suprema; vi è nella sua natura un mistero più sottile, senza il quale la Saggezza e la Forza sarebbero incomplete e la perfezione non perfetta. Al di sopra di esse, vi è il miracolo dell’eterna bellezza, segreto inafferrabile delle armonie, la magia imponente di un incanto irresistibile ed universale, di un’attrazione che attira e lega le cose, le forze e gli esseri, e li obbliga ad incontrarsi e ad unirsi acciocché un ananda nascosto possa agire da dietro il velo e fare di essi i suoi ritmi e le sue forme. Questo è il potere di Mahalakshmi e nessun aspetto della divina Shakti è più attraente per il cuore degli esseri incarnati. Maheshwari può sembrare troppo calma, troppo grande e troppo distante da avvicinare e da contenere per la piccolezza della natura terrestre, Mahakali troppo rapida e terribile da sopportare per la loro debolezza: ma tutti si volgono con gioia ed ardore verso Mahalakshmi. Essa emana il sortilegio della dolcezza inebriante del Divino; essere vicino a Lei è felicità profonda, e sentirla nel proprio cuore fa dell’esistenza un’estasi meravigliosa; la grazia, l’incanto e la tenerezza emanano da Lei come la luce ,dal sole, e ovunque fissa il suo sguardo meraviglioso o lascia cadere la bellezza del suo sorriso, l’anima è presa, cattivata ed immersa nelle profondità di una felicità insondabile. Magnetico è il tocco delle sue mani; il loro delicato e occulto influsso purifica lo spirito, la vita e il corpo, e là ove essa preme i suoi piedi, scorrono i flutti miracolosi di un ananda che rapisce.
E tuttavia non è facile far fronte alle esigenze di questo Potere incantatore o di conservarne la presenza. L’armonia e la bellezza dei pensieri e dei sentimenti, l’armonia e la bellezza in ogni movimento esteriore, l’armonia e la bellezza della vita e di ciò che l’attornia, ecco quello che esige Mahalakshmi. Là ove c’è affinità con i ritmi della felicità segreta del mondo, la risposta al richiamo della bellezza, dell’armonia, dell’unità e del flusso gioioso di molte vite volte verso il Divino, in questa atmosfera acconsente a dimorare. Ma tutto ciò che è brutto, meschino e volgare, tutto ciò che è perverso, sordido e miserabile, tutto ciò che è brutale e grossolano, impedisce la sua venuta. Essa non si presenta dove l’amore e la bellezza non sono nati o non nascono che a malincuore; là ove sono mescolati a cose più basse, che li sfigurano, se ne allontana subito, o non si cura affatto di dare le sue ricchezze. Se, nei cuori degli uomini, si trova circondata d’egoismo, di odio, di gelosia, di malevolenza, d’invidia e di conflitto, se il tradimento, l’avidità e l’ingratitudine sono mescolati al contenuto del calice sacro, se la grossolanità della passione ed il desiderio impuro degradano la devozione, in simili cuori la Dea graziosa e magnifica non si attarda. Un disgusto divino la prende e si ritira, non essendo l’insistenza il suo modo d’essere; oppure, velandosi la faccia, attende che il rifiuto e la sparizione di questo amaro, diabolico veleno le permetta di stabilire nuovamente il suo felice influsso. La privazione e la severità ascetica non le sono gradevoli, come neppure la soppressione delle emozioni più profonde del cuore e la repressione rigida degli elementi di bellezza dell’anima e della vita. Giacché Essa pone sugli uomini il giogo del Divino mediante l’amore e la bellezza. Nelle sue creazioni supreme, cambia la vita in una ricca opera d’arte celeste, ed ogni esistenza in un poema di sacre delizie ; le ricchezze del mondo sono radunate ed accordate per un ordine supremo, ed anche le cose più semplici e più ordinate divengono meravigliose, grazie alla sua intuizione dell’unità ed al soffio del suo spirito. Ammessa nel cuore, innalza la saggezza all’apice della meraviglia, rivela i segreti mistici dell’estasi che sorpassano ogni conoscenza, risponde alla devozione con l’ardente attrattiva del Divino, insegna all’energia ed alla forza il ritmo che mantiene armoniosa e misurata la potenza dei loro atti, e proietta sulla perfezione l’incanto che la fa durare per sempre.
MAHASARASWATI
Mahasaraswati è la potenza di lavoro della Madre, il suo spirito di perfezione e di ordine. La più giovane delle quattro, è la più esperta in capacità di esecuzione e la più vicina alla natura fisica. Se Maheshwari traccia le grandi linee delle forze mondiali, Mahakali ne mette in funzione le energie e gli impulsi, e Mahalakshmi rivela i loro ritmi e le loro misure, Mahasaraswati presiede al dettaglio della loro organizzazione e della loro esecuzione, alla relazione delle parti tra loro, alla combinazione efficace delle forze ed all’esattezza infallibile del risultato e del compimento. La scienza, l’arte e la tecnica sono della competenza di Mahasaraswati. Essa contiene nella sua natura e può sempre dare ai prescelti, la conoscenza intima e precisa, l’acutezza, la pazienza, l’esattezza dello spirito intuitivo e della mano cosciente, e lo sguardo penetrante del lavoratore perfetto. Questa Potenza è la costruttrice vigorosa, instancabile, accurata ed efficace, l’organizzatrice, l’amministratrice, la tecnica, l’artigiana e la classificatrice dei mondi. Quando intraprende la trasformazione e la ricostruzione della natura, la sua azione è laboriosa e minuziosa e, spesso, sembra lenta ed interminabile alla nostra impazienza; ma Essa è persistente, integrale e senza difetto. Giacché la sua volontà nel lavoro è scrupolosa, vigilante ed instancabile ; inclinandosi su di noi, vede e tocca ogni dettaglio, scopre ogni infimo difetto, ogni lacuna, ogni perversione od imperfezione, considera e pesa esattamente tutto ciò che è stato fatto e tutto ciò che resta ancora da fare. Nulla è in apparenza troppo triviale per la sua attenzione ; nulla può sfuggirle, per quanto impalpabile, mascherato o nascosto esso sia. Formando e riformando, elabora ogni elemento sino a portarlo alla forma veritiera, messo al proprio posto nell’insieme affinché compia il suo scopo preciso. Nella sua costante e diligente organizzazione delle cose, il suo sguardo è contemporaneamente su tutti i bisogni e sulla maniera di far fronte ad essi, la sua intuizione sa ciò che deve essere scelto e ciò che deve essere respinto, e determina con successo lo strumento adatto, il tempo adatto, le condizioni adatte e l’operazione adatta. Ha in orrore l’indifferenza, la negligenza e la pigrizia, il lavoro fatto in fretta, inconsiderato ed equivoco, l’inettitudine, il “presso a poco”, il fallimento, l’adattamento falso, il cattivo impiego degli strumenti e delle facoltà ; ed il lasciare un lavoro non eseguito o eseguito a metà è penoso ed estraneo alla sua natura. Quando il suo lavoro è terminato, nulla è stato dimenticato, mal postò, omesso o lasciato in condizioni difettose, tutto è solido, preciso, completo, ammirevole. Nulla che sia meno di una perfetta perfezione può soddisfarla, ed è pronta ad affrontare un’ eternità di fatica, se fosse necessario alla pienezza della sua creazione. Per ciò, tra tutti i poteri della Madre, Mahasaraswati è la più longanime con l’uomo e le sue innumerevoli imperfezioni. Dolce, sorridente, vicina e soccorrevole, non si allontana né si scoraggia facilmente, persiste persino dopo l’insuccesso ripetuto, la sua mano sostiene ciascuno dei nostri passi a condizione che siano retti, sinceri o che non abbiano che una volontà, poiché essa non tollera alcuna duplicità, e la sua ironia rivelatrice è inesorabile per il dramma, la commedia, l’illusione e la pretesa. Una madre per i nostri bisogni, un’amica nelle nostre difficoltà, un consigliere ed un mentore costante e tranquillo, che dissipa col suo splendente sorriso le nubi di tristezza, di cattivo umore e di depressione, rammentando senza posa l’aiuto sempre presente, additando l’eterna chiarezza del sole, ferma, calma e perseverante nello slancio profondo e continuo che ci spinge verso l’integralità della natura superiore. Tutto il lavoro degli altri poteri dipende da Lei per la sua perfezione, assicurandone essa la base materiale, elaborandone i dettagli, erigendo e ribadendo l’armatura della costruzione.
MAHASHAKTI
LA SHAKTI SUPERMENTALE
Vi sono altre grandi Personalità della Madre Divina, che non discendono facilmente su questo piano e non hanno mai preso una posizione predominante nell’evoluzione dello spirito terrestre. Tra esse si trovano presenze indispensabili alla realizzazione supermentale; la più indispensabile di tutte è la Personalità dell’ananda, estasi e beatitudine misteriosa e possente che sgorga dal supremo Amore Divino, la sola che possa colmare l’abisso tra le altezze più sublimi dello spirito supermentale e le voragini più profonde della materia, di quell’ananda che tiene le chiavi della più, meravigliosa vita divina, e che sostiene, già da ora, dalle sue dimore nascoste, l’opera di tutti gli altri Poteri dell’Universo. Ma la natura umana, limitata, egoista ed oscura è disadatta a ricevere queste grandi Presenze e a sopportarne la poderosa azione. Soltanto quando i Quattro aspetti avranno stabilito la loro armonia e la loro libertà di movimento nello spirito, nella vita e nel corpo di un essere trasformato, questi più rari poteri potranno manifestarsi nel movimento terrestre, rendendo possibile l’azione supermentale. Quando tutti gli aspetti saranno in Lei riuniti e manifestati, quando la loro azione indipendente si cambierà in un’unità armoniosa, e che si eleveranno sino alle loro supermentali divinità, allora la Madre si rivelerà come la Mahashakti supermentale che porterà quaggiù, traendole dal loro ineffabile etere, le sue trascendenze luminose. La natura umana potrà allora esser cambiata in dinamica natura divina, perché tutte le linee elementari della coscienza e della forza di verità supermentali saranno accordate e l’arpa della vita pronta per i ritmi dell’Eterno.
Se desiderate questa trasformazione, ponetevi senza esitazione né resistenza nelle mani della Madre e dei suoi Poteri, lasciandola operare senza frapporre impedimenti. In voi devono operare la coscienza, la plasticità e la sottomissione senza riserve; dovete essere consapevoli della presenza della Madre, nella mente, nell’anima, nel cuore, nella vita e persino nelle cellule del vostro corpo, dei suoi poteri e della loro azione, giacché, pur potendo lavorare in voi nelle parti più oscure ed incoscienti del vostro essere, è preferibile che il contatto sia quello di un essere pienamente ricettivo e aperto alla sua forza. Tutta la vostra natura deve rendersi plastica al suo tocco, senza che la mente ignorante e presuntuosa muova obiezioni, interroghi, dubiti, discuta, divenendo nemica della propria illuminazione e trasformazione; senza insistere sui movimenti vitali, che persistentemente oppongono all’influsso divino i propri desideri recalcitranti e la cattiva volontà; senza sollevare ostacoli né trincerarsi dietro l’incapacità, l’inerzia o il tamas, come fa la coscienza fisica quando si attacca ai suoi piaceri nella bassezza e nell’ombra, che protesta contro ogni contatto che turbi le sue abitudini senz’anima, la sua stupida pigrizia e la sua sonnolenza apatica. La sottomissione senza riserve del vostro essere interiore ed esteriore produrrà la dovuta plasticità in tutti gli elementi della vostra natura; la coscienza si risveglierà ovunque in voi con apertura costante alla Saggezza, alla Luce, alla Forza, all’Armonia, alla Bellezza ed alla Perfezione che si riversano dall’alto. Il corpo stesso si risveglierà, unirà la sua coscienza, non più subliminale, alla forza supermentale e sentirà infine tutte le Potenze della Madre impregnarlo dall’alto, dal basso e da ogni lato ed esulterà all’amore e all’ananda supremi.
Non tentate però di comprendere e di giudicare la Madre Divina con la vostra piccola mente terrestre a cui tanto piace discutere, anche le cose che la superano, che tutto riduce alla propria statura, alle proprie norme e alle proprie misure, ai propri meschini ragionamenti e alle impressioni soggette ad errore, alla propria ignoranza aggressiva e vuota e alla conoscenza piena di meschinità e di presunzione. Lo spirito umano, rinchiuso nella semi-oscurità della sua prigione, non può seguire la libertà multilaterale dei passi della divina Shakti, la cui rapidità e complessità di visione e d’azione sorpassano l’esitante comprensione umana. I movimenti della Madre non possono essere misurati con criteri umani. Sconcertato dal cambiamento rapido delle sue numerose e differenti Personalità, dalla sua creazione e dalla distruzione dei ritmi, dalle sue accelerazioni e diminuzioni di rapidità, dalle sue diverse maniere di agire con i problemi dell’uno e dell’altro, dalla sua adozione o ripulsa, ora di una linea di azione ed ora di un’altra, o dalla loro riunione simultanea, l’uomo non riconosce la maniera di agire della Potenza suprema quando essa s’innalza in cerchio attraverso il labirinto dell’ignoranza verso la Luce dell’alto. Apritele piuttosto la vostra anima e siate soddisfatti di sentirla con la natura psichica, di vederla con la visione psichica che, sole, rispondono rettamente alla Verità. Allora la Madre stessa illuminerà, attraverso i loro elementi psichici, il vostro spirito, il vostro cuore, la vostra vita e la vostra coscienza fisica e rivelerà loro, le sue vie e la sua natura.
Evitate ugualmente l’errore della mente ignorante di esigere dal Potere divino di agire secondo le vostre nozioni grossolane e superficiali dell’onniscienza e dell’onnipotenza, giacché la vostra mente esige di essere impressionata ad ogni passo dal potere miracoloso, dal successo facile e dallo splendore accecante; altrimenti non può concepire la presenza divina. La Madre affronta l’ignoranza nel dominio dell’ignoranza. Parzialmente vela e parzialmente svela la sua conoscenza ed il suo potere; spesso li ritira dai suoi strumenti e personalità, e segue, onde trasformarli, la via della mente che cerca, dell’essere psichico che aspira, del vitale che combatte, della natura fisica imprigionata e dolorosa. Vi sono condizioni che sono state poste da una suprema Volontà; vi sono numerosi nodi aggrovigliati che devono essere disfatti e non bruscamente recisi. L’asura ed il rakshasa controllano questa natura terrestre in evoluzione ed occorre affrontarli e conquistarli secondo le loro condizioni, nel loro feudo e dominio, che da lungo tempo si sono conquistati. L’umano in noi deve essere condotto e preparato a sorpassare i suoi limiti; è troppo debole ed oscuro per poter essere innalzato di colpo ad uno stato che troppo lo superi. La coscienza e la forza divine sono là e fanno ad ogni istante ciò che è necessario secondo le condizioni del lavoro; esse prendono sempre la decisione decretata, e foggiano in mezzo all’imperfezione, la perfezione che deve venire. Ma soltanto quando la Supermente discende in voi la Madre può agire direttamente in quanto Shakti supermentale su nature supermentali. Non ascoltate la vostra mente, essa non riconoscerà la Madre nemmeno quando è dinanzi a voi. Seguite la vostra anima e non la vostra mente, l’anima che risponde alla Verità, non la mente che si affida alle apparenze; affidatevi alla Potenza divina che libererà in voi gli elementi divini e foggerà tutto in un’espressione della Natura divina.
Il cambiamento supermentale è deciso ed inevitabile nell’evoluzione della coscienza terrestre, che non ha ancora terminato la sua ascesa, non essendo la mente la vetta finale. Ma acciocché il cambiamento arrivi, prenda forma e duri, occorre, che giunga il richiamo dal basso con ferma volontà di riconoscere e non di respingere la Luce quando essa giunga, e che dall’alto risponda la sanzione del Supremo. La Potenza che si interpone tra la sanzione e il richiamo, è la Presenza ed il Potere della Madre divina. Solo la potenza della Madre, e non uno sforzo e tapasya umani, possono infrangere il coperchio, strappare il velo, foggiare il vaso, e portare in questo mondo di oscurità, di menzogna, di morte e di sofferenza, la Verità, la Luce, la Vita divina e l’ananda degli immortali.
Lasu Mira

Wesak - La nascita del Buddha e la luna piena di maggio




Il giorno preciso della nascita del Buddha non è possibile stabilirlo ma, come avvenne per il natale cristiano di Gesù che fu posto in corrispondenza del solstizio invernale -periodo particolarmente sacro nella tradizione europea- nel sudest asiatico il natale di Shākyamuni venne indicato nel mese benedetto “wesak” in corrispondenza della luna piena (in Toro); questo è il tempo in cui il benefico monsone inizia la sua opera ristoratrice della vita. Tale decisione fu presa collegialmente dalle varie sette buddiste durante un concilio tenuto a Sri Lanka nel 1950, seguendo in ciò l’indicazione del re del Nepal che già aveva dichiarato la luna piena in Wesak come commemorativa della nascita, illuminazione e dipartita del Buddha. La storia del Buddha è conosciuta a tutti ed ognuno sa che egli meditò e praticò penitenze nella foresta e che infine si illuminò sotto un albero Bodhi (Ficus Religiosa).
On Wesak.   The decision to agree to celebrate Wesak as the Buddha’s birthday was formalized at the first Conference of the World Fellowship of Buddhists (W.F.B.) held in Sri Lanka in 1950, although festivals at this time in the Buddhist world are a centuries-old tradition. The Resolution that was adopted at the World Conference reads as follows, “That this Conference of the World Fellowship of Buddhists, while recording its appreciation of the gracious act of His Majesty, the Maharaja of Nepal in making the full-moon day of Wesak a Public Holiday in Nepal, earnestly requests the Heads of Governments of all countries in which large or small number of Buddhists are to be found, to take steps to make the full-moon day in the month of May a Public Holiday in honour of the Buddha, who is universally acclaimed  as one of the greatest benefactors of Humanity.”
Hence on Wesak Day, Buddhists all over the world commemorate three great events: The birth, enlightenment and the passing away of Gautama Buddha. As Buddhism spread from India to all parts of the world, the teachings were readily assimilated with the cultures of the people who accepted the teachings. As a result, Buddhist art and culture took on a rich variety of forms with profound gentleness and kindness as the Buddha expressly forbade the use of force. The practice of Buddhism was adapted in many ways to suit the nature of the various cultures that accepted it. As a result of this, Wesak is celebrated in many different ways all over the world. But in essence many practices have become universal. This sacred day is purely a religious festival, and not a festive occasion. On this day all Buddhists are expected to reaffirm their faith in the Buddha Dhamma and to lead a noble religious life. It is a day for meditation and for radiating Loving-Kindness.
Tratto da: Wesak Day – Karma Norbuling Buddhist Centre  knbc.org.my/Activities/Wesak-Day.asp  


Quest’anno la luna piena del Toro cade il 4 maggio 2015 e  celebriamo il Wesak assieme al gruppo di mantra e canti  spirituali "Aria di Stelle" di Vignola (Mo), diretto da Mara Lenzi.
Per partecipazioni: circolo.vegetariano@libero.it - Tel. 333.6023090

Educazione mentale, autonomia di pensiero e senso critico


Alla base di tutte le tirannie sta l’ignoranza del popolo, la mancanza di senso critico e di analisi dei suoi singoli componenti. Quanto più un popolo (e quindi un individuo) è ignorante tanto più è facilmente manovrabile, assoggettabile, condizionabile. Più manca la volontà di autodeterminazione più l’essere umano cade in balia di menti scaltre ed egemoni. Più manca la convinzione di essere portatori di ogni potenziale umano in grado di renderci artefici del nostro destino e più si è soggetti alle decisioni degli altri. Quando si trascura l’importanza della conoscenza diretta si delega altri a decidere per noi e per la nostra vita. Accettare passivamente un principio o una filosofia esistenziale senza capacità e volontà di analisi significa far decidere gli altri della nostra esistenza, del nostro bene fisico, del nostro intelletto, della nostra stessa coscienza che spesso resta coinvolta e porta l’individuo a scendere a compromessi con ciò che è ingiusto, illecito, disonesto.
Ogni principio inteso a reprimere la conoscenza, la vera cultura, la volontà d’indagine, è contro l’evoluzione integrale dell’uomo. La mente, l’intelligenza sono l’arma più efficace per la liberazione dell’uomo; ma affinché la mente produca pensieri positivi, costruttivi, edificanti è necessario che il sangue che irrora il cervello sia pulito e può essere tale solo se l’alimentazione dell’uomo è priva di inquinanti, di veleni e sia compatibile con le esigenze chimico-biologiche del nostro organismo. Come gli alimenti inquinati sono portatori di malattie organiche così i pensieri negativi, lesivi, di odio, disprezzo, avvelenano la mente e la rendono ammalata. Ma come alimentarsi troppo nuoce alla salute,  per eccesso di nutrienti, allo stesso modo i pensieri persistenti, ossessivi finiscono col nuocere all’equilibrio mentale.

La mente è una delle 4 componenti fondamentali dell’essere senza la quale nessun evoluzione è possibile, nessuna liberazione è fattibile, nessun progresso attuabile.
L’aspetto che caratterizza il fideismo di molti credenti nasce dall’accettazione passiva di ciò che è scritto e storicamente tramandato attraverso i testi ufficiali considerati indiscutibili. In questo caso il credente accetta passivamente come verità assoluta i principi enunciati senza mettere in discussione la loro veridicità e senza chiedersi se quei principi potevano essere stati dettati per quel particolare popolo in quei particolari contesti storici. Nulla di ciò che viene detto o scritto ha valore imperituro, ma deve dare i suoi frutti, possibilmente benefici ai fini dell’evoluzione personale e sociale dell’uomo.
Il dubbio è ciò che ci fa progredire mentalmente e socialmente, ciò che attiva e rinforza la nostra ragione e che ci spinge alla riflessione, a sviluppare la memoria e la volontà partecipativa, che sposta l’attenzione sul “perché”, che rimanda alle cause e ci aiuta a trovare la soluzione dei problemi. Il dubbio è sinonimo di accortezza, di lungimiranza, di prudenza: è ciò che ci aiuta a vedere oltre l’apparenza delle cose, a guardare oltre l’aspetto superficiale, a vederne i risultati, gli effetti a breve e a lunga scadenza di tempo.
La storia è colma di orrori commessi dall’uomo nei confronti del suo simile, trascinato in guerre fratricide da soggetti megalomani capaci di condizionare il pensiero della gente. Allo stesso modo i delinquenti riescono a trascinare in azioni delittuose giovani, a indurli a prostituirsi, a diventare spacciatori di droghe, oppure essi stessi schiavi della droga. Gli scaltri, i furbacchioni, i malandrini riescono a circuire la gente ingenua semplicemente perché questa ha scarso senso critico delle cose. La gente in buona fede cade nelle trappole di falsi indovini, cartomanti o falsi guaritori che riescono ad abbindolare, a  truffare, persone in situazioni psicologicamente ed emotivamente precarie, estorcendo loro anche ingenti somme di denaro. Gesù stesso raccomandava: “Siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe” (Mtt. 10,16). E ancora: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci” (Mtt. 7,15).
Nel corso della storia le classi egemoni sono sempre riuscite a condizionare il pensiero della gente al punto che ancora oggi difficilmente l’individuo riesce a svincolarsi dall’idea che quello che viene dall’”alto”, dai media, dalle grandi lobby, dai centri di potere economico, politico, sia ad esclusivo beneficio del popolo.
Certo non tutto può essere spiegato; vi sono fenomeni e traguardi che l’uomo ancora non è in grado di capire.  Credere per fede in un obiettivo finale, i cui meccanismi sfuggono alla capacità di analisi, spesso aiuta a raggiungere lo scopo;  anzi, nulla sarebbe possibile senza la proiezione nel futuro di qualunque opera che sempre trova la sua origine nella mente e nel cuore della gente. Ma un fatto è credere possibile l’imponderabile, le cui leggi possono essere considerate perfette, un altro è credere a tutto ciò che viene dall’uomo per sua natura imperfetto.
Ma al di là di questo, manca nell’individuo la capacità di concentrarsi su un obiettivo specifico: la mente dell’uomo vaga libera senza ordine perché manca l’abitudine al senso critico, alla meditazione, difficilmente sta ferma nell’attimo in cui l’individuo compie l’azione: è sempre altrove, per questo è vittima della sua singola, intima, personale, disarmonica tempesta mentale.
Dimostrava forse senso critico la gente che urlava compiaciuta mentre venivano arsi vivi dall’Inquisizione le migliori menti del popolo?  O quando Hitler, osannato dal popolo, decretava le leggi razziali e lo sterminio degli ebrei?  E oggi dimostra forse senso critico la gente quando addenta il corpo di un animale ucciso considerandolo pietanza succulenta? O quando beve latte vaccino che è come succhiare le mammelle ad una mucca? o quando porta, con orgoglio, sulle spalle le spoglie di animali assassinati?

La mente, come il corpo, va educata. La vera conoscenza scaturisce solo da una mente armonica e positiva: è necessario abituare la mente a stare dove noi vogliamo che sia senza consentirgli di vagare su immagini e pensieri che non abbiamo cercato; allontanare pensieri fuorvianti, meditare sui grandi interrogativi della vita, chiedersi sempre il motivo delle cose; non accettare passivamente le opinioni degli altri specialmente quando possono condizionare la nostra esistenza: il dubbio fa progredire più delle certezze. Nella volontà di conoscere sta la vera forza dell’uomo che lo fa evolvere, che lo rende libero e artefice del suo stesso destino.
Franco Libero Manco

La preghiera come forma di dialogo interno

"Soltanto chi pone la mente intera come offerta nel fuoco splendente che è il Sé può essere considerato come colui che compie davvero l'Agnihotra, mentre tutti gli altri ne portano solo il nome." (Sadacara 12)


Ogni qualvolta si sente il bisogno di riconnettersi interiormente, sia che noi siamo credenti o meno, si ricorre al dialogo interno. Questo dialogo è stato anche definito "preghiera". Ovviamente non è la preghiera che solitamente viene rivolta al dio od ai santi per chiedere la loro intercessione e per ottenere favori o vantaggi materiali, quella non è preghiera ma commercio religioso. 

La vera preghiera è il porsi gentilmente ed amorevolmente verso se stessi, per riconoscere la propria idealità.  In molte altre occasioni questo gesto d'amore verso il Sé assume la forma del digiuno, del silenzio o della meditazione La preghiera è stata utilizzata anche come strumento nonviolento contro la guerra, come pure il digiuno, che è un gesto personale, intimo ma aperto, di dialogo  con il mondo, di considerazione empatica verso l'altro.

Ed in verità la nostra vita è legata ad una serie di circostanze di cui non abbiamo il controllo ma, come diceva Nisargadhatta, noi siamo parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati. Di conseguenza, essendo coscienza nella coscienza, siamo in grado di riconoscere il flusso energetico nel quale siamo immersi e far sì che il nostro pensiero e la nostra azione siano in sintonia con la qualità dello spazio-tempo vissuto.

In fondo anche la chiesa si sta interrogando su un nuovo modo di esprimere la preghiera.  In molti cristiani del nostro tempo è vivo il desiderio di imparare a pregare in modo autentico e approfondito, nonostante le non poche difficoltà che la cultura moderna pone all'avvertita esigenza di  di raccoglimento. L'interesse che forme di meditazione connesse a talune religioni orientali e ai loro peculiari modi di preghiera in questi anni hanno suscitato anche tra i cristiani è un segno non piccolo di tale bisogno di un profondo contatto col divino che è all'interno.

Uno dei fautori più importanti  della preghiera silenziosa, Teresa d'Avila, affermò: "La preghiera mentale [oración mental] non è altro che una condivisione intima tra amici; significa dedicare frequentemente del tempo ad essere soli con colui del quale sappiamo che ci ama." Poiché l'enfasi è sull'amore piuttosto che sul pensiero.

L'esigenza di cambiare il modo di approccio religioso, eliminando dal contesto dottrinale quegli insegnamenti utilitaristici che contraddistinguono le religioni monoteiste di origine giudaica, è   stata ben evidenziata  in una storiella che Osho amava raccontare: "Un prete svolgeva la sua opera apostolica in uno sperduto villaggio nella foresta amazzonica. La missione si presentava bene, prima aveva preso in cura i malati, poi era passato agli anziani e poveri infine aveva costruito una chiesa con un oratorio per poter insegnare la religione e la preghiera ai bambini. Un giorno stava spiegando la bibbia e raccontava la storia dell’uomo, del peccato originale, della faticosa via verso il bene e di come il compassionevole Gesù fosse venuto in terra per redimere i peccatori che si erano pentiti ed affidati a lui. Dopo aver così istruito i bambini, per vedere se avessero capito bene il concetto della religione cristiana, chiese ad alta voce alla classe: "Ecco dopo aver ascoltato quel che ho detto chi sa dirmi in sintesi qual è il messaggio della religione?". Subito un ragazzino sveglio si alzò e disse: "Io l’ho capito, il messaggio è che bisogna peccare". "Come sarebbe a dire – interloquì il prete - se ho parlato male del peccato dall’inizio alla fine?". "Tu hai detto che l’uomo è un peccatore, ma egli deve necessariamente peccare per poi potersi pentire e prendere rifugio in Gesù che lo salva… Senza peccato quindi non c’è redenzione".

Il senso della preghiera buddista è ben diverso. In questo caso è un mezzo di pulizia interiore che avviene attraverso la concentrazione e  la ripetizione di una frase, solitamente impartita dal maestro. Molto significativa in questo senso è la storia del monaco Cudapanthaka che, essendo di intelligenza limitata, non riusciva a tenere a mente gli insegnamenti, malgrado la sua buona volontà  Il Buddha, essendo venuto a sapere ciò  andò da Cudapanthaka e gli disse: "Ti istruirò io stesso…". Il Buddha non si preoccupò di dare a lui i concetti, ma semplicemente gli chiese di pulire il Vihara, dicendogli:
Cudapanthaka spazza il terreno. Mentre lo fai, recita: "Io spazzo via le impurità". Ora, occorre rammentare che è inutile spazzare la polvere dal suolo del Vihara, che è un tempio nella foresta, dal momento che è costruito proprio nella foresta! Non è che al tempo del Buddha un Vihara avesse pavimenti di cemento, così da poter esser ripulito, esso era sporco! Quindi sostanzialmente il Buddha gli chiese di spazzare via lo sporco da un'estremità all'altra del Vihara. E così Cudapanthaka fece. Egli spazzò via la sporcizia avanti e indietro. Egli spazzò tutto il giorno, dicendo: "Io spazzo via l'impurità... io la spazzo via". E questa fu la preghiera che gli consentì di centrasi  nel Sé.

Ma non tutti gli insegnamenti buddisti sono specificatamente  diretti  alla realizzazione. Nel buddismo tibetano, che ha un'origine animista e sciamanica, permane la preghiera come modo di ingraziarsi la divinità. Magari si comincia a pregare per l'ottenimento di poteri e di vantaggi poi pian piano la grande concentrazione porta alla cancellazione dell'io "questuante".  Molto  propizia è considerata la devozione nei confronti di Tara, che significa Liberatrice, Salvatrice. Tara  fu il primo essere che ottenne l’illuminazione in forma femminile.  E' un principio illuminato e, anche se  mancano le realizzazioni per poterla vedere,  essa è presente ovunque. Perciò non si deve pensare che Tara sia solo un simbolo dipinto sulle tanghe od una divinità che vive in una Terra Pura. Essa rappresenta il potenziale pienamente realizzato della nostra mente. Pregare Tara e meditare su di lei  procura grandi vantaggi, anche materiali.

C'è poi una forma di preghiera "itinerante" che pur essendo stata accettata dal cristianesimo ha le sue origine addirittura nel paleolitico. Si tratta del cammino di Santiago di  Compostela. Il percorso più frequentato è sicuramente il Camino Frances che dall’abbazia di Roncesvalles giunge a Santiago passando per le province della Navarra, Rioja, Castilla e Galicia. In realtà Roncesvalles è di difficile accesso diretto, specialmente per chi proviene da paesi stranieri, e quindi si preferisce iniziare da St.Jean Pied de Port, ai piedi del versante francese dei Pirenei. Comunque il percorso St. Jean / Roncesvalles è molto bello e si prova la soddisfazione del completo attraversamento dei Pirenei attraverso un valico ricco di memorie storiche e letterarie.

Il camminare pregando ha molte origini e modi.  Non va infatti dimenticata la filocalia dei monaci erranti di tradizione cristiana ortodossa. La Filocalia è una delle più ammirate e feconde testimonianze a stampa della pietà cristiana ortodossa. All'assidua lettura di essa da parte dei fedeli si fa continuamente riferimento nei celebri Racconti di un pellegrino russo.

Non mancano le preghiere new age, che un po' si rifanno alla tradizione  pagana, o addirittura alla presenza di esseri superiori provenienti da altri mondi. Persino nella bibbia, opera fantastica per eccellenza, abbondano le menzioni ad angeli e demoni ed esseri fantastici che vanno ingraziati con offerte e preghiere. Secondo la nuova spiritualità della natura invece si prega la Madre  Terra, che  è considerata un essere vivente dotato di coscienza, ora allo stremo in seguito alle offese causate da inquinamento e bombe atomiche, etc. A  lei va una preghiera conosciuta come La Grande Invocazione della fratellanza bianca,  che dicono essere molto potente.

Anche nella spiritualità laica esistono forme di preghiera, tese però al superamento del dualismo. Come affermava il poeta sincretico  Sant Kabir: “Stretto è il sentiero dell’amore: in due non ci stanno!” Ed è vero…! Il dualismo e il senso di separazione sono la causa di tutti i mali. Se non è un egoismo personale, il nostro, magari è un egoismo di casta, di religione, di razza, di cultura, di ideologia.  La preghiera laica è quindi  protesa verso l'uscita di questa gabbia ideologica. Come  Uscirne fuori? Beh, dobbiamo brancolare nel buio della sperimentazione, dobbiamo capire noi stessi da noi stessi. In questo momento la crescita ed il cambiamento non possono più essere una ricetta che ci viene fornita da un saggio, da un maestro, da un duce, da un potente della terra. Diceva Osho: “Non dipendere dalla luce di un altro. È persino meglio che tu brancoli nel buio, ma che almeno sia il tuo buio!”.  Insomma dobbiamo pregare noi stessi.

La specie umana è in continua evoluzione e così dovremmo poter prendere coscienza che il nostro vivere si svolge in un contesto inscindibile. Di fatto è così solo che dobbiamo capirlo e viverlo consapevolmente, prima a livello personale e poi a livello di comunità. Siamo in un viaggio e, affiancati da altri compagni a noi affini, andiamo avanti sentendoci uniti nel pensiero e nell’azione evolutiva che  richiede una maturazione individuale ed un riavvicinamento alla propria natura originale che non può essere il risultato di una “scelta” o di un “credo”...

In definitiva in qualsiasi modo si preghi quel che conta è la sincerità ed onestà del nostro approccio.

Paolo D'Arpini



La morale "al tempo che passaro i Mori d’Africa il mare"

Nella teoria iniziale della metempsicosi si ritiene l’anima moralmente neutra, senza rapporti con la vicenda della colpa, della purificazione e della salvezza…” (Saul Arpino)

 

Nel nome della “morale” i massacri sulle genti sempre sono atroci, specie quando enunciata da allucinati sacerdos ingannevoli interpreti d’un dio muto.

In un tempo non lontano, fin verso la fine degli anni ’70 del secolo scorso, in psichiatria era in vigore una comune prassi antecedente la promulgazione della legge Basaglia, anche nota come Legge n. 180 inerente la chiusura delle case manicomiali. Attraverso la sua applicazione si prevedeva che un qualsiasi medico, anche generico, potesse stilare un referto in cui fosse espressamente dichiarata la “pericolosità per sé e per gli altri” di qualsivoglia soggetto, e, in tal caso, carabinieri, polizia, guardia di finanza, vigili urbani e finanche vigili del fuoco, insomma chiunque ricevesse il certificato medico spesso compiacente con i richiedenti, doveva intervenire per prelevare il “disgraziato” anche con la forza conducendolo presso il più vicino ospedale psichiatrico. Poi, però, in onore al fatto che in colonya ytalya le cose si fanno male, o non si fanno, con l’avvento della 180 avvenne che un soggetto bisognoso di cure psichiatriche, perché già dichiarato incapace d’intendere e di volere, e pericoloso per sé e per gli altri, non può essere ricoverato d’ufficio in ambiente ospedaliero se lui stesso non avalla con la sua firma la cartella di ricovero!!

Potenza della deficienza dei legislatori, sempre purtroppo solo avvocati che sono gli unici italici cui è permesso di disconoscere le leggi e di disattenderle!

Quando giungeva il malcapitato in “Osservazione Uomini o Donne”, osservato con scarso interesse verso il caso umano dallo stanco psichiatra di reparto, in un brevissimo periodo di giorni 15 più 15, come per prassi di legge, era dichiarato “detenuto a vita e morto civilmente”, o, cosa che assai raramente avveniva perché avrebbe posto sotto accusa il sistema socio/legale tacciandolo di amoralità, se non anche di abuso di posizione di preminenza… lo rilasciava.

E la morale? Chi se ne importava di tal strana cosa, tanto nessuno mai, se ricco e potente, era stato punito dalla legge se anche la piegava ai suoi piacimenti!

Con discreta statistica incidenza i malcapitati condotti in manicomio erano persone detentrici di cospicui ereditari averi, a cui moralmente degenerati parenti volevano sottrarli; o anche avveniva che, in prossimità della tarda età, per proprio piacere attempati signori consumavano loro insindacabili beni con donnine compiacenti, cosa che creava le ire più feroci in altri interessati gelosi congiunti che non sopportavano quegli sperperi con le estranee, valutandosi i soli legittimi successori e possessori delle sostanze ereditarie.

Dunque, come già affermato, in buona percentuale di casi parenti serpenti ricorrevano al ben nascostamente pagato mediconzolo del paesello, anche non di residenza, per ottenere con molta leggerezza il sospirato certificato di pericolosità del familiare da interdire da ogni attività propria del consorzio umano, così che ne fossero creati curatori e poi ereditieri dei beni.

Ma con quel sistema anche avveniva che mariti si liberassero di ormai disdegnate mogli, pratica non diversa dal fatidico “ti ripudio” mussulmano, o che mogli si togliessero di torno mariti ingombranti e non amati.

E la morale? Chi se ne importava di tal strana cosa, tanto nessuno mai, se ricco e potente, era stato punito dalla legge se anche la piegava ai suoi piacimenti!

In assenza di psichiatri, in tempi ancora antecedenti, il figlio cadetto di notabili era costretto a divenire cavaliere di ventura, ossia errante barbone senza mezzi che doveva procacciarsi, a suo rischio e pericolo, un posticino da armigero in qualche estranea corte se non moriva in duelli spesso affrontati per mantenere od ottenere le grazie del “signore” di turno.

Invece, le ragazze, ahimè, ebbero sorte forse ancora più ingrata perché erano sacrificate sull’altare di eros con il vecchio bavoso di turno però ricco e potente, o erano inviate in convento ad amare Gesù in una casa chiusa che, come si sa: “Chi vi entrava non usciva più”! Quante povere Maria Teresa de Leyva, ragionata secondo la manzoniana storia, saranno esistite in questo immorale mondo!

E la morale? Chi se ne importava di tal strana cosa, tanto nessuno mai, se ricco e potente, era stato punito dalla legge se anche la piegava ai suoi piacimenti!

Se poi della civiltà occidentale leggessimo il libro sacro per eccellenza, la tanto decantata bibbia che tutti possiedono, sapremmo che la società umana nacque da uno sputo sul fango che condusse ad un peccato di superbia che si continuò tra omicidi, inganni di donne verso uomini, di fratelli verso fratelli, di eccidi di massa con mozzamento di teste, mani e falli dei vinti poi ordinatamente ammucchiati ed arsi in onore del “signore dio… suo” che era vendicativo, cattivo, perverso e… consolatore di donne anche momentaneamente sole. Donne cui il perverso prima mandava l’angelo per scrutare le possibilità per trarre il suo piacimento, e dove non appena possibile si fiondava ad occuparne il letto anche se la femmina fosse ormai un’attempata zitella. Ovviamente tutto questo avveniva quando il dio non andava in giro, di giorno e di notte, per cercare con chi battersi con il bastone! Cfr bibbia C.E.I. Genesi 32,24-34

E la morale? Chi se ne importava di tal strana cosa, tanto nessuno mai, se ricco e potente, era stato punito dalla legge se anche la piegava ai suoi piacimenti!


(Stralcio di una nota di Kiriosomega del 25 gennaio 2011) 

Psico-spiritualità - Empatia e compassione



Nell’analisi psicologica dei soggetti trattati, secondo me, occorre tener presente che la comprensione degli stati psichici esaminati nell’individuo “osservato” necessitano di una buona dose di commistione ed empatia, ovvero lo psicologo deve essere anche un po’ “intrigante e speculativo”.

Intrigante deriva da intrigo (macchinazione, trama, intesa, etc.) questa parola esprime un sacco di doppi sensi, a volte viene usata nell’accezione positiva, in quanto una cosa intrigante è interessante, varia, divertente, attraente… oppure nel senso negativo il che significa confusa, cunning, con risvolti celati, etc.

Il termine "speculazione" esprime un altro aspetto tipico dell’analisi, oltre quello dello specchiarsi… anche indagine, ricerca, riflessione, pretesto…

L’empatia e la compassione sono necessari per la comprensione dei giochi della mente, la compartecipazione ed il riconoscimento di condividere tutti gli aspetti esaminati, questo è il solo modo -secondo me- per poter trovare soluzioni agli squilibri ed alle disfunzioni della psiche.

Perciò lo psicoterapeuta dovrebbe svolgere anche una funzione sacerdotale, sciamanica… e questo non è un atteggiamento eretico… anzi proprio questo atteggiamento consente di apportare elementi di guarigione… All’inverso dove c’è assunzione di sanità nell’osservatore e riconoscimento di insanità nell’osservato, subentra una sorta di strumentalizzazione della “malattia” e di uso medico-terapeutico falsato…

Tutti gli essere umani sono uguali, nessuno ha il diritto di considerarsi un essere umano superiore ad un altro. Chi riveste un ruolo istituzionale è sempre una persona, alla pari di ogni altra.

Quel che è in noi è anche nell'altro, altrimenti non potremmo riconoscerlo. Anche chi giudica può essere giudicato e chi riveste ruoli di rappresentanza di una intera categoria dovrebbe rispettare per primo i principi di cui si fa garante. Possiamo essere pedanti psichiatri tecnicisti e passivi e continuare a lamentarci che la conoscenza della mente è un aspetto della fisiologia oppure essere elementi attivi, costruttori di un sistema olistico, consapevoli che corpo, mente e spirito sono un tutt'uno inseparabile!

Queste riflessioni sono una integrazione al discorso sul come superare le "tendenze innate" senza cadere vittime di nuove "tendenze correttive".... (nel qual caso il karma si ripete, sia pur modificato).

Paolo D'Arpini

L’intelligenza naturale e l'origine della coscienza


Mi rivolgo fondamentalmente all’intelligenza umana prodotta dalla stessa genetica che ha dato e dà vita alla biodiversità sul nostro Pianeta: un unico linguaggio che comunica ininterrottamente, senza limiti di tempo e di spazio, un linguaggio energetico che non commette errori, dove ogni informazione, informando, trasforma e crea sempre e comunque evoluzione dei sistemi fisici e biologici.
Una spiegazione, in questo contesto, è necessaria per comprendere che tutte le informazioni sono di fatto energia, dove energia, materia e informazione sono sempre e comunque energia. L’atomo, la molecola, la cellula, le proteine, le vitamine, gli ormoni, i ferormoni scambiano continuamente energia comunicando tra loro in base all’utilizzazione di forze elettromagnetiche, per cui esiste un principio di equivalenza tra energia, materia e informazione che definiamo E=M=I; e questo è il postulato che ha dato vita alla Neuropsicofisiologia, che adotta il principio fisico di causa – effetto.
Per converso, vediamo che l’evoluzione culturale dell’umanità ha prodotto un linguaggio astratto convenzionale, simbolico, matematico, con il quale tenta di identificare e classificare la Logica della Natura, l’ambiente e le nostre stesse esperienze e questa è la logica razionale con cui sviluppiamo i vari modelli culturali, scientifici, politici, economici, religiosi.

Ma in che rapporto sta questa razionalità con quella che viene definita Intelligenza Genetica (obiettiva ed oggettiva) che è la Logica con cui la Natura ha prodotto sia la biodiversità che le memorie genetiche (Filogenesi ed Ontogenesi)?
Dai nostri Studi Neuropsicofisiologici sulle Funzioni Superiori del Cervello Umano abbiamo potuto accertare, sulla base degli stessi studi di Roger Sperry, che ha avuto il Nobel per la medicina nel 1981, che esistono due forme di intelligenza all’interno del cervello umano, in perenne conflitto tra di loro, l’intelligenza dell’emisfero destro, regolato da una percezione fisica obiettiva ed oggettiva della realtà, e quella dell’emisfero sinistro che accumula nozioni, regole e modelli, simboli, codici linguistici astratti con i quali razionalizza le esperienze producendo una pseudo-evoluzione delle conoscenze, spesso in conflitto e in contrasto con l’obiettività e l’oggettività dell’Intelligenza Naturale Genetica prodotta dall’emisfero destro.

A questo punto, possiamo definire la razionalità sviluppata dall’emisfero sinistro un’intelligenza artificiale e astratta che minaccia costantemente, con le sue azioni e informazioni, i perfetti equilibri della Logica della Natura e dell’intero ecosistema.
Le manipolazioni chimico-fisiche e genetiche, prodotte dall’intelligenza artificiale, determinano continue tempeste e confusione negli scambi informazionali evolutivi della Natura, creando un continuo stress energetico nel tentativo, da parte della Natura stessa, di recuperare i propri equilibri energetici regolati dalla Filogenesi a dall’Ontogenesi che, da migliaia di anni, operano costantemente per realizzare evolutivamente i loro specifici Progetti Genetici.
A dimostrazione di ciò, possiamo porre la stessa domanda sia all’intelligenza genetica dell’emisfero destro che all’intelligenza artificiale prodotta dall’emisfero sinistro: “Perché distinguiamo un prodotto “biologico” dal non biologico? Non è un paradosso?”
Qual è la risposta? Che abbiamo alterato talmente tanto la Natura avvelenandola, inquinandola, costringendola a fornirci i suoi prodotti adulterati che sono causa di gravi patologie organiche e di infinite forme di allergie e intolleranze alimentari, rendendoci la qualità della vita un vero e proprio schifo; e che, allo stesso tempo, si continuano a pubblicizzare vari cibi “raffinati” e bevande che sono dei veri “specchietti per le allodole”, su cui le persone, attratte da tali esche, si lanciano, ed anche se poi subiscono cefalee e malattie varie, tutto è risolvibile, apparentemente, con tante belle pillole create ad hoc per eliminare gli effetti collaterali di ciò che si nasconde dietro tanta “pseudo-bontà” e “bellezza”. E, nel frattempo, aumentano i malati di cancro, le malattie cardiovascolari, degenerative, auto-immuni e chi più ne ha più ne metta.
Vari studiosi, e soprattutto l’Ecologia Clinica, hanno classificato le reazioni avverse agli alimenti in allergie alimentari, pseudo-allergie, ipersensibilità, reazioni tossiche, intolleranze alimentari, le quali hanno creato serie difficoltà al sistema immunitario nell’identificare il self dal non-self; e per semplificare citiamo alcuni sintomi associati alle intolleranze alimentari: cefalee ricorrenti, scarsa concentrazione, equilibrio alterato, depressione, iperattività, umore variabile, astenia ricorrente, torpore mentale.E ciò riguarda solo il sistema nervoso centrale.
A livello genito-urinario abbiamo irritazioni vaginali, cistiti ricorrenti, enuresi; a livello respiratorio, congestioni nasali, riniti, sinusiti, catarro, asma, bronchiti ricorrenti, otiti; per quanto riguarda la pelle, eczemi, eruzioni, orticarie, pallore facciale, psoriasi, acne; a livello dei muscoli scheletrici, abbiamo dolenzie articolari ricorrenti, artriti giovanili, crampi muscolari e mialgie; a livello gastrointestinale, nausea, aerofagia, meteorismo, diarrea, gastralgia, sindrome del colon irritabile e morbo di Chron; a livello generale, linfo-adenopatia tonsillare, obesità, anoressia, fatica cronica, attacchi di panico.

Tutti questi sintomi sono stati verificati dall’Ecologia Clinica in presenza di sostanze alimentari la cui eliminazione corrispondeva alla guarigione, in base al famoso principio di causa – effetto.
Se per un attimo ci soffermiamo a pensare a quanti tipi di veleni o di farmaci (considerando gli effetti collaterali di ogni singola sostanza chimica cosiddetta farmacologia) sono stati prodotti per tali sintomi, possiamo scoprire quale tragedia l’umanità, ignara, sta in questo momento vivendo: una reazione a catena di sintomi e fenomeni che porta verso l’autodistruzione.

Proviamo a dare una risposta alla domanda perché distinguiamo un prodotto “biologico” dal non biologico.
Il prodotto cosi detto non biologico, carico di veleni, di sostanze tossiche, eccetera, apparentemente è simile al biologico, ma all’interno dell’organismo porta il suo carico adulterato ed ecco perché gradualmente si acquisisce intolleranza al pomodoro, al grano, al lievito, al latte, alle uova, allo zucchero, addebitando la responsabilità alla Natura mentre, per certo, sappiamo che la responsabilità è solo e soltanto dell’uomo che usa pesticidi, insetticidi, erbicidi, fertilizzanti artificiali, eccetera.
L’intelligenza genetica dell’uomo non avrà difficoltà ad acquisire chiarezza di quanto affermato, mentre quella artificiale è pronta ad inventarsi diecimila giustificativi per negare la responsabilità dell’uomo stesso o della “scienza” che usa, con l’unico scopo di incrementare il profitto, l’esaltazione individuale e fantasie pseudo-scientifiche che, sul piano logico-formale, sono delle belle favole per chi ha fatto dell’intelligenza artificiale il proprio stile di vita.
Basta con le “belle favole tecnico-scientifiche”, con una “scienza” che utilizza la validazione statistica sulla quale è possibile addomesticare i risultati a proprio uso e consumo. Riappropriamoci di una scienza che ubbidisce al principio di causa – effetto, dove le statistiche non possono nulla, poiché i fatti dimostrano molto più di qualsiasi bel discorso.
Ecco perché si parla tanto, oggi, del ritorno al biologico, ovvero del ritorno al Dinamismo della Natura, della Sua Intelligenza e della biodiversità prodotta da Tale Intelligenza, dove non esiste pianta o insetto o microbo che non svolga il proprio lavoro per armonizzare e far evolvere l’intero sistema ecologico.
E‘ possibile recuperare la biodiversità con la sua Filogenesi?
E’ reversibile il processo o è troppo tardi?
Quanti insetti o piante vengono uccisi da erbicidi, insetticidi, disseccanti, si sta correndo ai ripari cercando di proteggere le api, ormai distrutte da tali veleni, poiché senza di loro l’impollinazione diventa assai difficile, per non parlare di tanti e tanti altri organismi biologici che collaborano per il successo di ogni elemento che costituisce la biodiversità.
Fermiamoci, finché siamo in tempo, e dedichiamo tutti i nostri sforzi, tutta la nostra scienza e tecnologia, nonché le risorse economiche per il recupero della biodiversità che prevede solo ed esclusivamente prodotti biologici, ovvero prodotti secondo le Leggi di Natura, che non sono leggi astratte ma che riconoscono il sacrosanto diritto alla vita, al benessere, all’armonia di ogni singolo organismo del mondo vegetale, animale e umano.
E, in questo contesto, acquista un grande valore l’affermazione del Convegno “Cibus in primis” poiché, come abbiamo potuto constatare, la qualità dei cibi favorisce la salute, il benessere e la qualità della vita.
Decondizionare i cervelli, facendo sì che la Logica Genetica e l’Intelligenza dell’emisfero destro possano integrare e trasformare obiettivamente ed oggettivamente la logica dell’emisfero sinistro, è la Via Maestra percorribile per rendere giustizia ai grandi sforzi compiuti dalla Natura e consentire una speranza etica di vita alle nuove generazioni, visto che è la Logica della Natura che produce saggezza e, allo stesso tempo, è solo la saggezza che rispetta le Leggi di Natura.
Il diritto alla vita è un diritto inalienabile, sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. E’ compito degli Stati tutelarlo e garantirlo in ogni sua forma e sostanza.
Forma e sostanza si integrano in quel Valore che è la Dignità della Memoria Genetica di ogni organismo esistente sul nostro Pianeta.
Il riconoscimento e il rispetto di Tale Valore è un imperativo per qualsiasi forma di intelligenza; negarlo non è più possibile senza incorrere in tutte le sanzioni previste dal Diritto Naturale.
Michele Trimarchi