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Francesco, un santo laico


Francesco d’Assisi fu un santo che per certi versi possiamo dichiarare “laico”. Egli in verità visse da laico ed anche nel periodo del suo risveglio spirituale mantenne un atteggiamento laico-naturalistico. La sua adorazione di Dio essendo basata sulle forme della natura e del creato. 
Francesco può essere considerato un amante della natura in cui riconosceva l’impronta divina. Sempre egli si adoperò di mantenere un comportamento adatto al mantenimento della vita, occupandosi di animali, di lavoro, di contemplazione delle bellezze naturali….
Fra Ginepro da Pompeiana, scrittore di grande talento, ma anche uomo d’azione ci comunica una frase molto felice, sulla quale concordiamo toto corde: “Le più autentiche lezioni di spiritualità non risiedono mai nelle astrazioni, nelle teorie, nelle idee nettamente formulate, quanto negli esempi, in un comportamento, nelle scelte compiute di fronte alla realtà”.
Essere tenace e forte nel duro cammino della Vita, esporsi ai pericoli, resistere alle minacce, mantenersi saldo e coerente nelle giornate nere, che ci sono per tutti. L’uomo che con entusiasmo partecipa alle lotte per la Vita è sicuramente più vicino a Dio del calcolatore prudente e dello scettico preoccupato soltanto di guadagnare di più per “mangiare” di più.
La spiritualità laica che noi ricerchiamo nella Natura non è basata sul biascicamento di litanie e preghiere, ma nella coltivazione della generosità dell’abnegazione, dell’entusiasmo, del disinteresse… tutto quello che fa uscire l’uomo dalla prigione degli istinti. 
Questo è quanto noi intendiamo per “spiritualità”. Questo è quanto noi intendiamo per “cultura” 
E l’azione di Francesco e dei suoi frati costituisce un riferimento irrinunciabile di vera spiritualità capace anche di scuotere le strutture della clerocrazia, allora presuntuosa come oggi.
Paolo D'Arpini

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