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Ashtavakra Samhita: "Si diventa ciò che si pensa"

Foto di Gustavo Piccinini


In modo conscio o inconscio siamo abilissimi creatori di forme
pensiero attraverso le quali plasmiamo continuamente immagini di noi
stessi così come dell'intero universo. Per questo chi si pensa
continuamente come vittima è il miglior creatore di carnefici e
aguzzini. Tuttavia non ci possono essere carnefici senza persone che
si pensano vittime, così come non ci possono essere infidi pastori
senza esseri umani che si pensino come un fedelissimo e insicuro
gregge, ansioso di essere guidato.


O astuti e sanguinari inquisitori senza la credenza in un astuto e
sanguinario satanasso da combattere. O dittatori senza popoli
zelantemente obbedienti ed ai quali in fondo va bene sottomettersi in
quanto si pensano come sottomessi. O generali e guerre senza popoli
impauriti che si pensano minacciati e dunque chiedono di essere
difesi, governanti corrotti. O senza cittadini che beneficiano della
corruzione e del nepotismo e che, lamentandosi in continuazione,
sostengono e motivano senza sosta il sistema, alimentando le
forme-pensiero che lo plasmano (vd. Italia).

Insomma nelle forme pensiero c'è una potenza immensa di cui sempre più
esseri umani stanno prendendo coscienza.
Tuttavia la vera "svolta" non è passare dall'identificazione con una
forma-pensiero a un'altra, da vittima a carnefice, da oppresso a
dittatore, da ricco a povero, da sfigato ad affascinante, ecc.
scornandosi per piegare l'universo ai nostri desideri, che è il gioco
dell'esoterismo-fastfood stile The Secret e simili, accattivante al
gusto ma sostanzialmente intossicante.

La vera "svolta" è realizzare di essere la non-forma consapevole da
cui promana ogni forma-pensiero, ma che questa non-forma non può
essere a sua volta rinchiusa in alcuna forma-pensiero.

Questo perché ciò che siamo realmente non è un'idea, un'immagine, un
concetto, un pensiero. Conteniamo ogni definizione senza a nostra
volta poter essere definiti, ogni forma senza a nostra volta poter
essere formati. Per questo, in qualsiasi forma-pensiero nella quale ci
identifichiamo non possiamo che sentirci, in ultima analisi, infelici,
inappagati ed in esilio.

Come può infatti l'Illimitato non sentirsi infelice ed esiliato
nell'identificazione con il limitato? L'intero video-game in questo
piano di esistenza si articola su questo.

Perciò realizza che "Si diventa ciò che si pensa", ma soprattutto
"Conosci: "io sono Pura Consapevolezza" e sii felice delle ceneri,
libero dall'angoscia." come ci ricorda senza posa la bellissima
Ashtavakra Samhita.



(Fonte: http://nonduale.wordpress.com/)

1 commento:

  1. Grazie mille Paolo,in questo periodo mi serviva proprio un ripassare un insegnamento che a volte si da per scontato ma non è.
    Francesco Balestro Prabhu

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